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“Una catena d’amore in un’opera d’arte”

Mirella Verde chiede: "Si diano nomi di gatto alle colonie feline"

Animali domestici, cani, gatti

Anche oggi, una notizia che mi riempie il cuore di gioia. E di tanta Speranza. Quella che Cristo ci ha trasmesso nel dolore della Sua Passione, che poi diventa esplosione di Gioia e di Vera Vita nella Resurrezione, energia di autentico Bene che diventa immortalità.

Che diviene forza vitale, quando la Vita, dono impareggiabile di Dio, sembra perduta per sempre. E ti porta alla disperazione, alle lacrime che poi, per miracolo dell’Altissimo, diventano perle. Quelle più preziose al mondo. Non quelle formatisi nelle ostriche che pur, per vivere, si attaccano allo scoglio (quanti ricordi scolastici in queste espressioni che ricordano Verga), ma quelle perle d’Amore che costituiscono il Santo Rosario, preghiera Mariana che forma una catena di Salvezza. Che unisce il Cielo alla Terra. Che dimostra che Cristo con Sua Madre non sono opera di fantasia. Ma di Puro Amore. Che dimostra, ancora una volta , se ce ne fosse di nuovo bisogno, quanto un cuore puro, libero da quelle falsità che a volte la società odierna ci propina come Verità (pensiamo al mondo parallelo dei Social, nel quale parecchi giovani, non tutti per fortuna, i vari siti propinano a tante generazioni, inducendo, come purtroppo le notizie di cronaca ci informano, a compiere tanti episodi di violenza contro innocenti) sono per fortuna capaci di compiere.

Mi riferisco ad un’altra notizia che la mia amica Gianna Cataffo mi ha inviato poco fa. Quella accaduta in Kazakistan nel 2016. Un cane è caduto in un ruscello e annaspa. La Vita sembra abbandonarlo. Il padrone (che brutta parola, perché la vita appartiene solo a Dio, io preferisco usare il termine “umano”, anche se oggi, tante volte privo di vera umanità e solidarietà) non ce la fa a salvarlo. E allora? Ecco intervenire la Divina Provvidenza, il Destinatore della storia (come avrebbe detto il Manzoni), quella entità superiore che sovraintende al tessuto della Vita. Venendo incontro ai deboli e agli indifesi. Animali o umani che siano.

Ecco: si forma una catena di persone che non si conoscevano, che senza pensarci troppo, si prendono per mano, formano una catena, e arrivano a salvare la bestiola. Ora, a dieci anni di distanza, un artista ha deciso di immortalare l’episodio con un’opera d’arte. Perché tutti possano ricordare con questo monumento (la parola deriva dal latino ad moneo che vuol dire “fare ricordare”) quell’episodio di Amore e di Solidarietà. Proprio come quello che Gesù ci ha trasmesso: “Il vero Amore amore è quello che rischia e dà la propria vita per gli amici”.

Ricordiamoci tutti di questo episodio. Diventato opera d’arte grazie all’opera di uno scultore che ha voluto immortalarlo per l’eternità.

Un’opera d’arte che è bellezza perché riproduce, con i mezzi che ha l’artista, la nobiltà dei sentimenti di persone che non si conoscevano. Persone che hanno messo a rischio la propria vita per salvarne un’altra, quella di un indifeso. Non importa se sia stato un cane. Poteva essere una persona adulta o un bimbo. Formando una catena d’Amore che ricorda la catena del Rosario, che congiunge il Finito all’Infinito. Che dà la forza, quella stessa forza che Gesù ha avuto, pur gridando dalla Croce, perché Dio fattosi uomo (e noi sappiamo quanto è forte il dolore da affrontare, da sopportare) lo ha manifestato in pieno. Senza nasconderlo. E questo è stato il suo martirio per la nostra salvezza. Testimonianza di autentica Misericordia verso chi comunque lo aveva tradito. O lasciato solo. A versare lacrime di sangue nell’ orto degli ulivi.

Perciò non mi stancherò mai di cantare inni alla Vita e di ringraziare tutti coloro che operano in direzione della salvaguardia e del rispetto di ogni forma di vita

Perché, per me, la Pasqua ormai vicina è questo: Amore per il Creato. Solidarietà per chi è in difficoltà nel vivere (in qualsiasi situazione si trovi, uomo o animale che sia). Speranza di salvezza. Vera Forza. Quella che deve orientare la vita di noi tutti. Pensando alle sofferenze e difficoltà altrui. (Ricordo le sante parole di Padre Turoldo. Per Lui la Pasqua è il venerdì santo. In cui Dio fattosi uomo conosce bene quella sofferenza, quel dolore che caratterizza l’umano patire. Ma sempre con uno sguardo rivolto al Cielo. E a Dio, che ci tende la Sua mano per non farci precipitare nell’abisso. Soprattutto quello di una solitudine senza fine).

E per questo sottolineo ancora che essere gattara (come sono io) o animalista in genere, non significa essere fuori dal mondo o pensare solo ai problemi di colonie feline, di abbandoni, di mancanza di rispetto dei limiti di velocità per evitare stragi di felini o altri animali.

Significa amare la vita, dare voce a chi non è ha o non può esprimersi per rivendicare la sua libertà di creatura, gridare il suo dolore ( se malmemato o ferito o se sta male. Per quello che è il rispetto della Vita. Che è sacra per tutti. Dal mondo animale a quello vegetale. Soprattutto in un mondo attaccato al profitto e lontano, sempre più lontano dai veri valori dell’ esistenza)

Ancora qualche parola: non stacchiamo gli agnelli dalle mammelle materne. Per una tradizione forse male interpretata. L’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo è Gesù. E già Lui si offre a noi nella santissima Eucaristia. (E papa Francesco invitava a cibarsi di dolci a forma di agnello).

Poi chiedo che ogni colonia felina che viene per esigenze burocratiche contrassegnata da un numero e lettere (questo si che ricorda Hitler e i campi di concentramento, come a volte nei commenti mi è stato sottolineato) sia segnalato col nome di un gatto che per noi più degli altri abbia avuto un senso. Dare il nome, al bimbo che nasce, è il primo atto d’Amore che un genitore fa. E tutte le creature hanno diritto a questo atto di puro amore.

E, mi rivolgo alle istituzioni: cerchiamo davvero di proteggere la vita dei felini delle colonie. Salvaguardandoli dal mito della velocità senza senso che uccide esseri innocenti o li rende disabili a vita. E questo per animali e uomini. In nome della sacralità della vita.

Mirella Verde
Responsabile di una colonia felina a Cesano di Senigallia

Redazione Senigallia Notizie
Pubblicato Venerdì 27 marzo, 2026 
alle ore 2:00
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