“Sanità, la storia infinita”
"Mancano 120 giorni alla scadenza del PNRR e dei lavori, anche a Senigallia, sono una chimera..."

È iniziato il conto alla rovescia: meno 120. Sono i giorni che mancano alla scadenza del PNRR.
Gran parte degli interventi di edilizia sanitaria della nostra regione riguardano le case e gli ospedali di comunità, oltre che l’edificazione di strutture come la palazzina per le emergenze dell’ospedale di Senigallia. Da un recente accesso agli atti del consigliere regionale Mastrovincenzo, risulta che per molti interventi la scadenza del 30 giugno per il completamento dei lavori e del 31 luglio per la rendicontazione definitiva sia una chimera. Il governo ha tentato la carta della proroga della scadenza, ma a tutt’oggi l’Unione europea si è dimostrata irremovibile.
A questo punto dobbiamo chiederci: tutti i cantieri iniziati, che fine faranno? Sembra che l’assessore Calcinaro abbia timidamente rassicurato, avanzando l’ipotesi di un completamento dei lavori con fondi regionali, ma interventi a tal fine non se ne sono ancora visti. Ammessa questa eventualità, essendo il bilancio della sanità un capitolo chiuso, sorge spontanea una domanda: da quale capitolo vengono stornati i milioni di euro necessari per coprire il buco generato dalla perdita dei fondi PNRR? Non potendo pensare a interventi statali (il bilancio della sanità è vicino al 6% del PIL, uno dei valori più bassi della nostra storia), la Regione sarà costretta a definanziare dei servizi per recuperare fondi. La cosa è molto preoccupante.
A questo si aggiunge il problema di far funzionare le strutture territoriali. L’obiettivo del PNRR era proprio quello di creare punti di erogazione sul territorio di servizi, di facile accesso per il cittadino, così da rispondere alla maggior parte delle esigenze di salute senza sovraccaricare i reparti e soprattutto le emergenze. Costruire strutture o convenzionarsi per utilizzare edifici di enti accreditati è solo il primo passo, perché queste realtà devono essere finanziate con arredamento, apparecchiature diagnostiche e terapeutiche e, soprattutto, con personale medico e paramedico per renderle funzionali. Con la politica fatta in questi anni dal governo regionale non riusciamo a capire dove verranno reperite le risorse materiali e umane per far sì che case e ospedali di comunità non restino cattedrali nel deserto, ma divengano il cuore pulsante di una sanità pubblica efficiente e fruibile dal cittadino.
A Senigallia la palazzina dell’emergenza attualmente è una grossa buca vuota e la casa e l’ospedale di comunità promesse durante la campagna elettorale per le regionali sono ferme e non ne parla più nessuno. A parte tante promesse, la realtà purtroppo è molto preoccupante.
Rodolfo Piazzai e Margherita Angeletti, Consiglieri comunali Partito Democratico


























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