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“Fosso Sant’Angelo Senigallia, partiti i lavori ‘strategici’. Ora il Ponterosso è sicuro….come prima”

"Un intervento che non ha nulla di strategico ma è solamente propaganda elettorale, nei tempi supplementari" - FOTO

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A tre mesi dalle elezioni comunali, tutti i lavori che l’amministrazione uscente inizia, diventano “strategici”.

Così ad esempio il dragaggio dell’avamporto, fatto dopo 5 anni ora “strategico”. Per non parlare poi del risanamento di via Pisacane “un passo concreto per una Senigallia che cambia davvero” così per via Mercantini e per il lungomare G.Marconi, ambedue “strategici”. Per l’intervento di circa 600.000 Euro nel fosso S. Angelo il Sindaco commenta:
“Questo intervento – afferma il Sindaco, Massimo Olivetti – rappresenta un passo concreto e decisivo per la sicurezza del nostro territorio. Abbiamo scelto di affrontare un problema storico con soluzioni moderne e durature, che ridurranno il rischio di allagamenti e miglioreranno la qualità della gestione delle acque. La città può contare su un’Amministrazione che agisce con responsabilità e visione, mettendo al centro la tutela dei cittadini e la cura del nostro patrimonio ambientale”.
Questa dichiarazione rappresenta la sintesi dei desiderata del Sindaco. Peccato però che l’intervento non sia né una soluzione “concreta e decisiva”, né che il “Ponte rosso è più sicuro” in quanto non si ridurrà il pericolo rappresentato dal fosso S. Angelo nell’area di via Rovereto e Via Cavalieri di Vittorio Veneto.

Un po’ di storia …..
Tutti i fossi del litorale hanno in comune due problemi, in primis la trascurabile pendenza verso il mare dell’alveo e di conseguenza quello dello sbocco in mare, che è alla stessa quota della battigia, se non addirittura inferiore. Ciò fa si che l’alveo avrà un costante ristagno di acqua nei periodi di magra, mentre in caso di piena, a causa della velocità dell’acqua che defluisce si avranno delle erosioni nell’arenile circostante in corrispondenza dello scarico a mare.

 

 

Foto del 22 aprile 2025

Il fosso S. Angelo oltre a quanto sopra ha anche un altro problema ossia la presenza di due ponti, il primo tra viale dei Pini e Via Capanna ed il secondo in via Mercantini.

Fosso Sant’Angelo – tratto all’inizio del Viale dei Pini

Fosso Sant’Angelo – Via Mercantini

La loro presenza fa si che nel caso di arrivo di una piena, la portata che può transitare è molto ridotta, stante la loro piccola sezione rispetto a quella dell’alveo. Ed è in questi due punti che si ha una prima criticità con conseguente esondazione.

Da via Mercantini fino a via Podesti la sezione idraulica del fosso, in calcestruzzo, diventa rettangolare e favorisce il deflusso di una maggiore portata. In corrispondenza del ponte su via Podesti è stata istallata una griglia necessaria per intercettare quanto trasportato da una eventuale piena (legname, rami, rifiuti vari), ed evitare che vada a finire nel tratto tombinato.

Griglia posizionata nel ponte su via Podesti

Il compito della griglia, come già detto, è quello di trattenere il materiale trasportato, ramaglie, legni etc., e far defluire la sola acqua fino ad arrivare alla successiva parte di fosso tombinata.

E’ chiaro che “l’intrappolamento” della griglia per l’accumulo di materiale trasportato può avere l’effetto di ridurre il deflusso delle acque ed è per questo motivo che il piano di Protezione Civile Comunale prevede, in caso di allerta meteo, la presenza di un mezzo munito di “ragno” capace di disostruire la griglia dal materiale depositato e quindi garantire la continuità del deflusso verso la parte tombinata a valle. Nel 2019 con la delibera di Giunta n°309 venivano affidati i lavori di rimozione e smaltimento del materiale depositato nella griglia.

Griglia su via Podesti, posizionamento del mezzo con “ragno” per recupero materiale dalla grata.

Nella piena del 27/3/2025 il S. Angelo aveva raggiunto il livello di guardia prossimo ad esondare, ma non appena arrivato, anche se in ritardo, il mezzo con “ragno” e rimossi gli arbusti che ostruivano la griglia posta sotto il ponte di via Podesti la piena tornava a defluire regolarmente. Stessa storia in occasione della piena del 21/5/2024.

Appare quindi evidente che il problema non è la presenza della grata ( il sindaco ha detto che la toglierà) che raccoglie il materiale trasportato dalla piena, ma è la mancata presenza, in occasione di un’allerta meteo, del mezzo idoneo per il suo recupero. La tombinatura del fosso, nel tratto tra via Podesti ed il lungomare, fu eseguita dalla Regione Marche alla fine degli anni 80. Successivamente, nel 2000 il Comune risanò la parte a mare, su richiesta degli operatori della zona in primis “lo storico bar Cesare” stante le precarie condizioni igieniche-sanitarie ( zanzare e pantegane) che si avevano per la difficoltà, soprattutto nel periodo estivo, di deflusso a mare delle acque del fosso. Furono poste in opera 8 tubazioni in polietilene con diametro da 120cm. ed una centrale, sempre in polietilene, con diametro da 60 cm. idonee per smaltire la portata di piena in arrivo. Le tubazioni confluivano poi in un pozzetto in conglomerato cementizio posto poco a monte della battigia, dotato di 9 paratoie che aprendosi “ avrebbero dovuto permettere” di smaltire la portata in arrivo. Dico “avrebbero” perché in realtà essendo quasi sempre interrate da depositi di sabbia non riuscivano sicuramente ad assolvere il compito per cui erano state messe in opera. Come dimostra la foto che segue:

Foto del 29 dicembre 2025

Le portelle interrate dalla sabbia, foto di cui sopra, ma ve ne sono altre fatte nel corso dell’anno, evidenziano la scarsa attenzione e manutenzione da parte dell’Amministrazione della vasca di raccolta delle acque in arrivo dal fosso S. Angelo.
Il progetto dell’intervento, ora in atto, sul fosso S. Angelo fu illustrato dal sindaco Olivetti nel dicembre 2024 in un incontro a S. Rocco durante il quale venne annunciato l’inizio dei lavori sarebbe avvenuto nella primavera 2025, in realtà abbiamo visto che la sua realizzazione è stata posticipata e stranamente, assieme ad altre opere, tutte “strategiche”, sono a ridosso del periodo elettorale.

Così qualche giorno prima della consegna del cantiere alla ditta Graziano Belogi Costruzioni è stata rimossa la sabbia che ostruiva l’apertura delle portelle “immergendola” poi in mare.


Foto del 27 gennaio 2026

Il nuovo progetto prevede che al posto delle 9 tubazioni interrate, venga realizzato un manufatto in calcestruzzo a sezione rettangolare aperta con savanella centrale, che costituirà il raccordo tra il canale di monte ed il “pozzetto di scarico”, mantenendo le quote esistenti che costituiranno quindi i vincoli su cui è stato impostato il progetto. Saranno appunto queste quote il vero problema per il deflusso in condizioni normali.

Altro problema, sarà quello che si porrà nel caso in cui venisse rimossa la griglia (come già detto, garantita dal Sindaco). In questo caso tutto il materiale trasportato da una piena arriverà nella “vasca di scarico”.

Concludendo:
-permane ed è concreto il rischio di esondazione del fosso S. Angelo nella zona a monte di via Mercantini per la presenza dei due ponti permettono il deflusso di una minima portata;
-l’esondazioni che fino ad oggi si sono avute, sono state causate dalla mancata pulizia della griglia sotto il ponte di via Podesti. La riprova recente di ciò, si è avuta con la piena del marzo 2025, infatti non appena pulita la griglia la piena è rientrata;
-Il nuovo canale diventerà, come era anni fa il ritrovo di pantegane e zanzare, in particolare nel periodo estivo;
-sarà necessaria una seria manutenzione per evitare l’insabbiamento delle portelle di scarico, al contrario di come si è fatto sino ad oggi;
l’intervento “strategico” in corso non attua alcuna misura per la “riduzione del rischio alluvione e idrogeologico” come riportato dal progetto in quanto è solo un intervento né concreto né moderno che modifica le modalità di deflusso nella parte terminale del fosso. Quindi un intervento che non ha nulla di “strategico”ma solamente propaganda elettorale, nei tempi supplementari.

Senigallia 18 febbraio 2026 ing. Mauro Rognoli

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