“Sul ponte a brugola, le Comunali come un referendum per i senigalliesi”
"Un obbrobrio, ma Olivetti si guarda bene dall'opporsi a Fratelli d'Italia: per fare il sindaco, sacrifica il buon senso"

Nella conferenza stampa di qualche giorno fa Acquaroli ha sentenziato che il “ponte a brugola” sarà come da progetto, con le arcate di sostegno alte quanto un palazzo di 4 piani, in acciaio, a circa due metri dal piano strada e rampe di accesso ripide, a lato della nuova rotatoria che al centro non avrà uno spazio verde ma il Liceo Classico Cambridge.
Sul progetto si è detto tutto e di più: è un obbrobrio accanto ai portici monumentali, disallinea le scelte architettoniche del centro storico, peggiora enormemente la viabilità, introduce rampe di accesso fortemente inclinate, non tiene conto delle vasche di espansione che impediranno le onde di piena del fiume Misa. Che cosa ne pensi la comunità senigalliese è racchiuso in due iniziative promosse sul portale “Change.org”: alla petizione a favore del ponte di Acquaroli hanno aderito 1.197 persone mentre i contrari hanno raggiunto 9.101 firme.
Questo enorme divario spiega bene anche un altro aspetto emerso in conferenza stampa e cioè il rinvio di 10 mesi della data di inizio lavori: non c’è solo il ricorso pendente in magistratura ma anche il mancato dissotterramento dei serbatoi di carburante del distributore di benzina che si trovava dove sorgerà la rampa di accesso in via Rossini. Andare alle elezioni comunali però con i lavori in corso è da matti e quindi è meglio lasciar passare il tempo parlandone il meno possibile.
Il nostro sindaco Olivetti, soffocato da Fratelli d’Italia (il partito di Acquaroli) e da un Bello in cerca di un ruolo politico di primissimo piano, si guarda bene da opporre un minimo di resistenza al suo azionista di maggioranza: non lo ha fatto prima quando ha permesso l’abbattimento improvvido di Ponte Garibaldi e non lo fa adesso perché chinare il capo vorrebbe dire perdere l’appoggio di FdI alle prossime elezioni comunali. Continuare a fare il sindaco val bene il sacrificio del buon senso.
A questo punto le elezioni comunali della primavera non saranno solo elezioni amministrative ma saranno un vero e proprio referendum sul “ponte a brugola”.
Da una parte c’è la destra-destra illiberale di Olivetti-Bello-Liverani-Campagnolo che quel ponte vogliono e dall’altra il centrosinistra ed i moderati che quel ponte non vogliono. Un voto secco che va al di là degli schieramenti (Forza Italia si è schierata contro il ponte nonostante sia alleata di Olivetti) e mette i senigalliesi difronte ad una precisa responsabilità: il “ponte a brugola” è nelle loro mani o, meglio, nelle loro schede. In occasione del Consiglio Grande che si è svolto l’anno scorso Acquaroli è stato netto: se il Sindaco non vuole “quel” ponte non si fa.
E’ la prima volta che accade una cosa del genere ed i senigalliesi sono chiamati direttamente ad esprimersi su un quesito, a tutti gli effetti referendario, proprio quello che Olivetti non ha voluto indire nonostante gli sia stato proposto pubblicamente. Sulla scheda elettorale ci saranno simboli e coalizioni ma anche una domanda sottointesa: volete voi il “ponte a brugola” così come vogliono Olivetti-Bello-Liverani-Campagnolo? Il sì è da una parte, il no dall’altra.
Mentre i senigalliesi possono fare ben poco per l’ospedale e la Fondazione Città di Senigallia (tutto dipende dai giochi di potere in Regione comandata da Fratelli d’Italia) per il “ponte a brugola” è diverso: potranno decidere direttamente. Scegliere Olivetti vorrà dire accettare “quel” ponte inutile che deturperà la città e la viabilità per i prossimi 100 anni.


























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