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Dante e Senigallia, conferenza alla Rocca Roveresca

Da parte di Virginio Villani

Virginio Villani, conferenza

Nel contesto delle celebrazioni dantesche, venerdì 25 p. v. alle ore 17 nella saletta conferenze della Rocca Roveresca avrà luogo una conversazione tenuta dal prof. Virginio Villani sul tema “Le lotte di fazione al tempo di Dante e

il loro epilogo con le rocche albornoziane. Il caso di Senigallia”.

La breve vicenda politica di Dante è generalmente nota ai più, seppure in sintesi, grazie agli studi scolastici. Meno conosciuto è probabilmente il contesto storico in cui si colloca quella Firenze di fine ‘200, che dopo un cinquantennio di lotte politiche fra Guelfi e Ghibellini, fra Popolo e Magnati, trova uno sbocco definitivo con l’affermazione di una delle fazioni grazie all’intervento esterno del Papato. In questo contesto matura l’esilio di Dante che si trova dalla parte perdente.

La dinamica politica che caratterizza questa fase storica la vita politica di Firenze è un po’ il paradigma di quello che accade nello stesso periodo in tutta l’Italia comunale, per cui è facile allargare il discorso alla Marca di Ancona, a Senigallia e al suo entroterra. Si apre dagli inizi del ‘300 il periodo più turbolento della regione, favorito dal vuoto di potere creato dall’esilio avignonese del Papato, un vuoto di potere di cui profittano sia i comuni per rendersi autonomi dal potere centrale, sia alcuni personaggi del mondo signorile per dar vita a propri domini personali su città e territori.

L’arrivo in Italia del legato card. Albornoz per restaurare il potere papale sui suoi domini segna la fine del periodo più tumultuoso della storia regionale Il cardinale attraverso un’efficace azione politica e militare riconquista via via tutta la regione alla fedeltà alla Chiesa e suggella una nuova fase di stabilità con la realizzazione di un sistema di fortificazioni di nuova o vecchia costruzione, attraverso cui stringe il controllo centrale sugli instabili e indocili comuni marchigiani. In questa strategia si colloca anche la costruzione della prima rocca di Senigallia, debile e incompiuta a dire delle fonti coeve a fronte della altre ben più munite di Ancona, Rocca Contrada (Arcevia) e Sassoferrato.

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