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Il vescovo monsignor Franco Manenti in visita nelle strutture di Caritas e a Villa Silvia

Un occasione per mettersi in ascolto e conoscere da vicino gli ospiti e i volontari delle strutture di accoglienza di Senigallia

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Il Vescovo Franco Manenti in visita al Centro di ascolto.

Per la fase diocesana del Sinodo universale, una vera “consultazione del popolo di Dio”, il nostro vescovo monsignor Franco Manenti è entrato nelle strutture di accoglienza Caritas e nella casa di cura Villa Silvia di Senigallia per mettersi in loro ascolto e conoscerne da vicino i beneficiari. Sono stati momenti toccanti, di vicinanza e dialogo, molto in linea con l’idea di ascolto della gente cara all’attuale pontefice, papa Francesco.


A Casa San Benedetto, struttura di accoglienza per mamme con minori, spesso vittime di violenza, monsignor Manenti ha incontrato una mamma marocchina, accolta con il progetto SAI, insieme a un mediatore culturale, e una giovane mamma italiana ospitata insieme ai due bambini, uno appena nato. Con quest’ultima la chiacchierata è stata lunga e intensa: la mamma ha espresso le sue paure e i suoi dubbi al vescovo, il quale ha rassicurato la giovane donna, che aveva già conosciuto in occasione di un battesimo di cui era stata madrina, chiedendole proprio quali aspetti positivi e quali preoccupazioni vedeva nell’essere accolta.

A Casa Stella, struttura di seconda accoglienza per adulti singoli e nuclei familiari di varie nazionalità, il vescovo ha visitato le parti comuni della struttura, salone, ufficio e cucina, e, guidato dagli operatori, ha visto con mano la bellezza nella multietnicità e allo stesso tempo la difficoltà della convivenza tra svariate provenienze culturali. Si è soffermato a parlare con una mamma nigeriana, un tempo accolta dal SAI e oggi pronta a intraprendere la propria vita grazie a un corso OSS, e un’altra ragazza, ospite con padre e sorella, che sogna di diventare psicologa.

Per la cooperativa sociale Undicesimaora il vescovo ha conosciuto dapprima gli inserimenti lavorativi impiegati nell’Orto della solidarietà, ascoltando le loro attività e spiegando lui stesso il legame tra la sua figura e Caritas; successivamente ha fatto tappa alla Falegnameria della solidarietà dove ha potuto incontrare alcuni ragazzi e uomini che qui stanno imparando il mestiere del falegname per provare a ricostruirsi una vita. In particolare si è soffermato con uno dei borsisti che da più mesi si sta impegnando come falegname e che ha raccontato la sua drammatica storia familiare, coinvolgendo il vescovo che per lui ha avuto parole emozionanti.

Al Centro di solidarietà monsignor Manenti ha trascorso una mattinata, in condivisione prima con operatori e volontari, poi al Centro ascolto per assistere ai colloqui con le persone che si rivolgono qui in stato di necessità. Proprio attraverso il Centro di ascolto, megafono delle povertà del momento, ha potuto analizzare il cambiamento delle richieste di chi si rivolge a Caritas, che riguardano spesso un sostegno economico per le utenze e l’affitto oppure per la ricerca di una casa, persa a causa della perdita del lavoro e di uno sfratto, soprattutto per i nuclei familiari più numerosi. Sempre al Centro ha conosciuto una storica ospite, accolta da tre anni per un’accoglienza a lungo termine, e ha pranzato con tutti gli ospiti.

Alla casa di cura Villa Silvia, fondata nel 1963 dal Prof. Nicola Aliotta e che si occupa della diagnosi e cura delle patologie psichiatriche e delle dipendenze, il vescovo Franco ha incontrato operatori e ospiti in una mattinata piena di speranza. Una ospite ha manifestato la sua attesa confessando di non vedere l’ora di accogliere il vescovo, perché desiderava una parola sotto forma di carica, di aiuto. È stato condiviso il bisogno di sentirsi amati e di amare, sempre, ma in particolare in questo tempo e negli ambienti di sofferenza psichica. È anche emersa la necessità di affrontare le fatiche della vita cercando un riferimento più alto, perché, come i pastori nella notte di Natale sono andati a vedere ciò che gli angeli avevano annunciato, così ognuno possa andare a vedere e trovare la speranza negli altri e in Dio.

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