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Tra i Books of the Year del “Times” la storia di Alda Renzi raccontata da Marco Severini

Citata da Paolo Luca Bernardini nel suo libro vicenda dell'eroina anconetana che nel 1943 salvò soldati italiani da morte certa

Marco Severini

Nella generale dimenticanza della storia, ogni tanto compare un’eccezione che ripaga gli studiosi di tanti sacrifici e ci fa capire quanto sia importante, soprattutto nel nostro mondo, il recupero della memoria del passato. Questa la notizia.

Uno dei maggiori storici viventi, Felipe Fernández-Armesto (Università di Notre Dame, una delle migliori degli States), ha proclamato, lo scorso 26 novembre sul “Times Literary Supplement”, come uno dei “Books of the Year” il libro “Di Dolore Ostello. Pagine di storia italiana” (Ed. Ronzani, 2021) di Paolo Luca Bernardini (Università dell’Insubria) che su “La Nostra Storia” (blog del “Corriere della Sera” curato da Dino Messina) ha parlato dei più importanti libri di storia italiana pubblicati di recente.

Tra questi c’è “Fuga per la libertà. Storia di Alda Renzi e di un salvataggio collettivo nel 1943” (Ed. Aras, 2021) di Marco Severini (Università di Macerata) a cui Bernardini dedica un’accurata ricostruzione (pp. 253-259). L’autore ricorda che Severini ha svolto un lavoro prezioso per riportare alla luce la vicenda della sarta anconetana, 53enne, vedova e madre di quattro figlie, che faceva tre lavori pur di non far mai mancare da mangiare alle figlie: Alda, subito dopo la “clamorosa” occupazione nazista di Ancona (15-16 settembre 1943), salvò centinaia di soldati italiani da morte certa, in quanto essi erano stati proclamati prigionieri di guerra dagli occupanti tedeschi e furono spediti, nel primo autunno del ’43, nei campi di deportazione e lavoro del Reich con treni guidati da ferrovieri inviati da Hitler in persona.

Bernardini scrive che Severini ha stimato “con discreta esattezza” i dati dei salvati – fra i tre e quattrocento -, lavorando su fonti difficili e finora ignorate. Così come loda lo storico dell’Università di Macerata per aver alimentato presso gli amministratori pubblici “la dimensione pubblica del ricordo, anche solo attraverso semplici targhe commemorative” che, però per la “eroica sartina d’Ancona”, ancora mancano. Tuttavia, l’Associazione di Storia Contemporanea (presieduta dal prof. Severini) e i parenti di Alda continuano a impegnarsi per far sì che l’atto eroico di Alda sia opportunamente ricordato. Infatti, come viene riportato in quelle pagine, “Non c’è nessuno che meriti di essere ricordato a questo mondo più di coloro che hanno dato la vita per salvare quelle degli altri”.

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