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Tragedia della Lanterna Azzurra a Corinaldo, discoteca: procedimento ‘bis’: in 2 verso patteggiamento

Su 19 imputati cinque potrebbero chiedere il rito abbreviato e gli altri verso l'ordinario in caso di rinvio a giudizio.

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Vista dall'esterno della discoteca Lanterna Azzurra dopo la tragedia di sabato 8 dicembre

Ad Ancona si è svolta nella giornata del 24 maggio la prima udienza davanti al gup di Ancona Francesca De Palma del procedimento ‘bis‘ per la strage della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo in cui persero la vita  cinque minorenni e una madre di 39 anni, altre 197 rimasero ferite.

Su 19 imputati (18 persone fisiche e la società gestore Magic srl), per reati contestati a vario titolo che vanno dalla cooperazione in omicidio colposo, lesioni anche gravissime, falso e disastro colposo, due vanno verso il patteggiamento (3 anni e 8 mesi, 2 anni), cinque potrebbero chiedere il rito abbreviato e gli altri verso l’ordinario in caso di rinvio a giudizio.

Le richieste non sono state formalizzate: intanto costituzione di parte civile di circa 50 delle oltre 210 parti offese. L’udienza preliminare è stata giornata al prossimo 30 settembre alle 10.

Questa tranche del procedimento riguarda le tante carenze di sicurezza emerse del locale e una gestione non adeguata dell’emergenza. Tra i chiamati in causa, proprietari del locale, gestori, addetti alla sicurezza, tecnici, consulenti e componenti della Commissione di vigilanza, tra cui il sindaco di Corinaldo Matteo Principi (in ogni caso sceglierà il rito ordinario), che diede il nullaosta nel 2017 per pubblici spettacoli nell’ex capannone agricolo.

Il 30 luglio scorso, nel processo di primo grado per l’altro filone d’inchiesta, sei componenti della cosiddetta banda dello spray, ventenni del Modenese, vennero condannati a pene comprese tra 10 anni e 5 mesi e 12 anni e 4 mesi di carcere per omicidio preterintenzionale plurimo, lesioni personali, furti e rapine: l’accusa è aver spruzzato spray al peperoncino nel locale, dove giovanissimi attendevano l’esibizione in dj set di Sfera Ebbasta, per commettere furti, generando il fuggi fuggi verso l’uscita di sicurezza n. 3 dove si consumò la tragedia. 

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