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“Noi cittadini” per Paolo Molinelli sindaco, per valorizzare l’altro verso una prospettiva inclusiva

Una definizione per esprimere un concetto molto semplice: a tutte le persone devono essere garantiti gli stessi diritti!

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L’inclusione induce a ripensare a nuovi linguaggi e strumenti, affinché le diversità di tutte le persone con bisogni “speciali” possano collocarsi all’interno di ogni contesto culturale, sociale e scolastico ciò al fine di favorire la partecipazione attiva di tutte le persone, anche di quelle con disabilità, per arginare ogni forma di discriminazione ed esclusione, costruendo contesti realmente inclusivi.

Per parlare di inclusione, quindi, non basta aprire le porte alla diversità, ma è necessario accoglierla e valorizzarla nell’ambito di un progetto più ampio. La scommessa è quella di guardare alla diversità  in termini di risorsa e non di limite, di possibilità di conoscere modi nuovi di fare esperienza. Tutto ciò porta a un arricchimento delle forme di convivenza e cittadinanza . È evidente la necessità di portare al centro dell’attenzione i bisogni fondamentali della persona disabile, la sua famiglia, il suo contesto quotidiano di vita, richiamando competenze e obblighi che le leggi vigenti assegnano ai diversi soggetti istituzionali.
Filomena D'Alessandro
Punto di riferimento iniziale ed essenziale è la tutela dei diritti della persona e della sua famiglia: i diritti di cittadinanza, costituzionalmente riconosciuti, osservati nella loro tutela ed esigibilità. Punto di riferimento culturale e di politica sociale è la valorizzazione della persona, della famiglia, delle formazioni sociali, dove lo Stato riconosce e sostiene l’iniziativa delle formazioni sociali nelle loro azioni finalizzate al bene comune. Questi punti di orientamento, nel momento in cui divengono principi, impongono che al centro del sistema venga posta la persona con la propria dignità e i propri diritti e ciò deve precedere il pensare al servizio, all’intervento e alle risposte che l’integrazione richiede. Vi è dunque necessità di:

  • un progetto di vita: cogliere i bisogni di una persona nel suo arco di vita;
  • una vita di relazione: dare attenzione ai processi di integrazione che danno qualità e vita ai servizi;
  • luoghi e spazi di vita: promuovere la vivibilità del contesto del quale la persona è inserita;
  • – lavorare in rete: individuare raccordi di rete fra tutti i soggetti istituzionali;
  • – imparare a documentare le esperienze realizzate per dare conto di come l’integrazione scolastica, per esempio, consenta a tutti di conseguire importanti livelli di autonomia, conoscenza, competenza, per una migliore integrazione nella vita sociale e, se possibile, lavorativa. Politica inclusiva dunque, significa che i confini della comunità sono aperti a tutti!

 

Disabilità non significa inabilità, semplicemente adattabilità!

 

 Filomena D’Alessandro e Simona Pirone (Noi Cittadini)

 

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