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“Senigallia dice no alla didattica a distanza a settembre 2020”

"La DaD è stata imposta dal Ministero della Pubblica Istruzione come unica risposta possibile all'emergenza sanitaria"

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Sono da più di cinque anni rappresentante di Istituto per la componente genitori nell’Istitituto Comprensivo Senigallia Nord “Mario Giacomelli” e da molti anni lavoro nel mondo della formazione, prima all’università ed ora nella scuola secondaria di secondo grado come docente.

Vorrei esprimere con questo documento la mia forte contrarietà alla possibilità di un nuovo utilizzo della didattica a distanza a partire da Settembre 2020 salvo gravissime situazioni di emergenza sanitaria che potessero ripresentarsi.

Vorrei che si aprisse un dibattito pubblico ampio e partecipato perché abbiamo bisogno di un forte investimento di energie ed intelligenze nella scuola per evitare che questa perda il suo alto valore educativo e civile di cui abbiamo oggi estremo bisogno.

Le risorse attuali di cui dispongono le scuole rendono in molti casi difficile rispettare le normative di distanziamento e tale situazione rischia, a causa della lentezza delle amministrazioni pubbliche e della insufficienza delle risorse stanziate, di creare una pericolosa delega di responsabilità alla scorciatoia cibernetica della DAD.

Per questo propongo alla discussione questo documento invitando insegnanti e genitori a condividerlo e discuterlo.

 

Vittorio Sergi – Insegnante di Psicologia e Scienze Umane presso IIS “Podesti  – Calzecchi Onesti” di Ancona

 

 

 

Nel corso della pandemia da COVID-19 la Didattica a distanza (DAD) è stata di fatto imposta dal Ministero della Pubblica Istruzione come unica risposta possibile alla emergenza sanitaria in atto. 

L’impreparazione generale delle istituzioni scolastiche e sanitarie di fronte al COVID-19 ha condotto a considerare la DAD l’unica risposta possibile. Questa scelta ha comportato uno sforzo incredibile, sostenuto con dedizione e responsabilità dai lavoratori e lavoratrici della scuola, dalle famiglie e dagli studenti e studentesse.

Tuttavia oggi dopo più di tre mesi possiamo fare un bilancio di questa esperienza e in vista della necessaria ripresa delle lezioni a Settembre 2020 esprimiamo alcuni punti fermi:

1) LA DAD non è obbligatoria né per gli insegnanti né per gli studenti.

La didattica a distanza non è stata normata come OBBLIGATORIA, ma è soltanto una diversa ed eventuale modalità di attuazione della didattica in presenza. Nonostante ciò, è stata imposta, spacciandone l’obbligatorietà, sia agli insegnanti (il cui CCNL vigente non cita la DaD e quindi questa non rientra tra i loro obblighi contrattuali, così come non è contemplata dal D.Lgs. n.62 del 13.4.17 – “Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze” – la “valutazione a distanza”, che potrebbe dar origine a violazioni dell’art.8 del DPCM 28.11.2000 – Codice di comportamento dei dipendenti delle P.A.), che ai genitori, e di conseguenza agli studenti.

2) La DAD aumenta le disuguaglianze educative e sociali

E’ ampiamente documentato a livello pedagogico e sociologico come la DAD sia una modalità di interazione che aumenta le disuguaglianze educative e sociali. A partire dal tipo di dispositivo e di connessione a disposizione degli studenti fino al fatto che lo svolgimento a distanza e con dispositivi digitali dei compiti assegnati favorisce studenti con maggiori risorse economiche, culturali e di competenze digitali in famiglia. La DAD limita fortemente il carattere democratico e inclusivo della scuola pubblica.

3)La didattica a distanza ha generato fatica e malcontento tra studenti e famiglie per l’eccessiva esposizione ai videoterminali.

Gli studenti a Senigallia sono stati esposti alle videolezioni mediamente 3 ore al giorno per le scuole secondarie di primo grado ed una per le primarie. A questo tempo vanno sommati altre 2 ore in media di utilizzo di Google Classroom ed altre 3 ore in media di uso degli schermi per videogiochi e visione di film e cartoni animati. Una media di 8 ore al giorno davanti agli schermi quando il limite suggerito dall’OMS per la fascia 6-11 è di 2 ore, sotto i 6 anni le raccomandazioni pediatriche sono di NON utilizzare dispositivi digitali.  

4)La DAD presenta rischi rilevanti per la privacy e la sicurezza online dei minori soprattutto quando si svolge senza la supervisione di un adulto.

Sono stati riportati in Italia numerosi casi di intrusioni esterne ed uso scorretto delle videochat. E’ possibile inoltre registrare da remoto ogni videochiamata senza alcun controllo sull’utilizzo di immagini che ritraggono lo spazio privato dei bambini e delle famiglie. I ragazzi e le ragazze senza sorveglianza utilizzano internet per giocare e collegarsi a pagine web di ogni tipo invece di seguire le lezioni.

5)I nostri figli e figlie stanno manifestando un forte rifiuto verso questo tipo di pratica ed esprimono il forte bisogno di riprendere una socialità in presenza perché riconoscono i benefici psicologici, sociali ed educativi della comunità scolastica. Molte classi hanno deciso in autonomia di creare un momento di incontro fisico alla fine dell’anno scolastico, perché seppure con un certo livello di rischio epidemiologico hanno riconosciuto l’importanza psicologica e pedagogica di mantenere una continuità della relazione umana con il gruppo classe e con le insegnanti.

PER QUESTO

Siamo consapevoli della difficile situazione che stanno affrontando le istituzioni scolastiche e siamo pronti, come sempre abbiamo fatto in questi mesi a sostenerle attivamente per organizzare il massimo livello di sicurezza possibile per studenti e studentesse e lavoratori e lavoratrici della scuola. Questo può essere ottenuto con misure straordinarie di organizzazione degli spazi e dei tempi della didattica (distanziamento, nuovi spazi, didattica all’aperto etc.) volte a garantire la presenza fisica per lo svolgimento della attività di insegnanti e studenti.

Non accettiamo che la DAD diventi una scorciatoia o una “pezza” per non affrontare e risolvere i problemi di spazio, organizzazione oraria e del personale che vanno invece superati con uno sforzo di tutte le istituzioni responsabili di assicurare il DIRITTO ALLA ISTRUZIONE sancito dalla Costituzione Italiana.

La ripresa della didattica in modalità DAD, anche mista, rappresenterebbe un danno incalcolabile alla comunità scolastica, al benessere ed alla salute dei giovani ed alla serenità delle famiglie.

Proponiamo che l’USR Marche, al Comune di Senigallia, alla ASUR 2 e tutti i soggetti interessati di condividano con le famiglie gli sforzi necessari alla ripresa dell’attività didattica in PRESENZA per tutti/e da Settembre 2020 aprendo un tavolo pubblico di confronto e di lavoro.

Commenti
Solo un commento
mik76
mik76 2020-06-21 19:23:52
A che titolo parla a nome di Senigallia? Personalmente ho trovato la didattica a distanza fondamentale per mia figlia anzi colgo l’occasione per fare i complimenti alle maestre della puccini che hanno portato avanti questa iniziativa. L’italiano medio sempre pronto a criticare ma mai a portare soluzioni alternative
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