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Ala Senigallia compie 16 anni

Ma il presidente Montanari: "perché ci si muove solo dopo le mie denunce?"

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Ala, logo

Tra pochi giorni l’ALA, Associazione ALA lotta all’amianto di Senigallia, raggiungerà un importante traguardo: l’anniversario della fondazione, giunta al suo sedicesimo anno.


L’ALA è nata da un suggerimento del dott. Massimo Marcellini (mio personale medico oncologico) che dopo il mio primo intervento di TUMORE da Amianto consigliò di costituire un’associazione rivolta al sociale e che si interessasse del problema amianto.

Infatti il 15 marzo 2004 ho istituito ufficialmente questa Associazione denominata ALA (Associazione lotta all’amianto) al fine di tutelare la salute pubblica, la bonifica, le leggi attuative per ottenere riconoscimenti pensionistici o di invalida INAIL e di informazione sul problema, purtroppo ai più sconosciuto.
Ma di questa carenza informativa, la cosa più grave emerge dopo che la Regione Marche ha legiferato un decreto nel 1997 in cui si dava modo ai Comuni della Regione Marche di poter effettuare un censimento ed una bonifica da amianto.

Considerando poi che nel Comune di Senigallia è stato presente uno stabilimento “SACELIT” che produceva materiali in cemento-amianto, la nostra città è stata quella maggiormente colpita dall’inquinamento prima con l’uso di tetti di tale materiale e di quant’altro venisse usato in edilizia per la costruzione di fabbricati o capannoni in genere, e successivamente con la famosa bonifica dei due fabbricati Sacelit ed Italcementi.

Raccontare tutta la storia dei lavori presso l’ex stabilimento, sarebbe troppo lungo e tortuoso, ma pensare che a marzo 2020 si parla ancora di individuare opere di bonifica, lascia spazio a molte perplessità.

Io che sono stato il presidente per tutti questi 16 anni, posso vantarmi di aver contribuito nel mio piccolo a far si che l’Ufficio di prevenzione dell’Asur (Ente preposto alle bonifiche da amianto) eseguisse sopralluoghi di tante denunce prodotte e risultate poi positive per il loro risvolto di bonifica.

Ma la domanda che mi pongo è sempre la stessa: perché prima di intervenire, gli addetti ai lavori debbono aspettare sempre e comunque le mie proteste? Mai di spontanea volontà ?

Come da allegati a questo comunicato stampa, il dato nazionale è che in Italia ci sono ancora 650 chili di amianto per cittadino, dopo che l’Italia è stata sino al 1992 il secondo produttore europeo.
Si stima che in Italia, per rimuovere ogni traccia di amianto, ci vorranno circa 1000 anni !
L’importante è iniziare a fare le cose sul serio.

Purtroppo, invece, nonostante tanto impegno, l’associazione ALA non ha ancora nemmeno una sede concessa dall’Amministrazione comunale senigalliese. Sarebbe importante avere uno spazio per ricevere le persone che chiedono informazioni ed aiuto, mentre non è bello ricevere le persone al bar o in luoghi all’aperto.

Carlo Montanari

A.L.A. Senigallia
Pubblicato Giovedì 12 marzo, 2020 
alle ore 1:24
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