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Giovani Democratici Senigallia: non perdiamo la Memoria

"Il messaggio da trasmettere è che un tale errore non deve più ripetersi"

Mondolfo Scale - Produzione scale a chiocciola e a giorno - Mondolfo (PU)
Il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau

Sabato 27 gennaio celebreremo i 18 anni della “Giornata della Memoria” (venne infatti istituita grazie ad una legge risalente al luglio del 2000), al fine di ricordare anche quest’anno, e se necessario per l’eternità, la Shoah, ovvero il genocidio del popolo ebraico, le leggi razziali, la persecuzione, la deportazione, la prigionia e la morte di milioni di persone, nonché coloro che si sono opposti all’Olocausto e che, a rischio della propria vita, hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Era il 27 gennaio 1945 quando le Forze Alleate riuscirono a sfondare i cancelli di Auschwitz e a liberare i prigionieri dal campo di sterminio divenuto poi il simbolo della più grande atrocità e follia umana di tutti i tempi: la Shoah è infatti il frutto di un progetto d’eliminazione di massa di un intero popolo che non ha, fortunatamente, né precedenti, né paralleli nella storia.

Lo sterminio degli ebrei, va ricordato, è stato deciso sulla base del fatto che essi, semplicemente, non meritavano di vivere. Mai nella storia s’era visto progettare prima di allora, a tavolino e con totale freddezza e determinazione, l’uccisione di una intera comunità.

Ogni dettaglio venne curato con l’obiettivo di far fuori nel peggiore dei modi esseri umani che secondo gli autori dell’Olocausto erano indegni di vivere per il semplice fatto di appartenere ad una razza che doveva scomparire dalla faccia della terra.

Il 27 gennaio serve dunque innanzitutto come “pretesto” per ribadire, ancor oggi, ai più inarrendevoli su questo tema, che il concetto di razza non esiste; inoltre la Giornata della Memoria ha come obiettivo quello di rendere consapevoli le nostre generazioni, ma soprattutto quelle future, di quanto è accaduto nel ventesimo secolo.

Il messaggio da trasmettere è che un tale errore non deve più ripetersi, partendo dal presupposto che in un passato ancora molto vicino a noi, milioni di persone hanno permesso che una ferocia del genere accadesse.

Da GD Senigallia

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