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Senigallia, l’innovazione non sempre fa rima con partecipazione

Sartini: "Mozione di SBC denigrata da sindaco e assessore, mentre i cittadini vengono informati solo a cose fatte"

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Superficie stradale rivestita di pannelli fotovoltaici

Nel Consiglio comunale del 21 dicembre 2015 la lista “Senigallia Bene Comune” ha proposto all’amministrazione di valutare la possibilità di inserire Senigallia all’interno di alcuni percorsi virtuosi, consentendo alla città di diventare partner in progetti internazionali pubblico-privati di innovazione tecnologica, volti a far evolvere le città in quelle che vengono definite “Smart Cities” (città intelligenti).

Tali progetti avrebbero avuto, oltre a ricadute occupazionali e miglioramenti urbani a beneficio di cittadini e turisti, anche il vantaggio di usufruire di fondi europei già assegnati alle aziende partner, il che avrebbe richiesto alle casse del nostro Comune un esborso veramente minimo a fronte di benefici notevoli.

I progetti proposti (illustrati nella mozione presentata ed allegata in fondo a questo articolo), erano i seguenti:

– la sperimentazione di un nuovo cemento super assorbente, utile nelle circostanze alluvionali od in caso di precipitazioni copiose, per il rifacimento di tratti stradali degradati;
– l’utilizzo pubblico e l’incentivazione al privato per l’installazione di turbine microeoliche ad asse verticale;
– la copertura di alcune piazze e di percorsi ciclabili con superfici fotovoltaiche di nuova generazione, come già fatto in alcuni comuni nord europei già da anni, tra cui l’Olanda;
– la collocazione di colonnine per la ricarica di mezzi elettrici, anche grazie alla sponsorizzazione di produttori di vetture elettriche.

Nulla di rivoluzionario, si chiedeva solo di valutare l’opportunità di fare quanto già attuato da altri comuni d’Europa; anche in virtù del fatto che, seppur non nello specifico di queste modalità, anche la maggioranza di governo ha inserito nel suo programma obiettivi che vanno nella direzione delle energie rinnovabili e delle “città intelligenti”.

Abbiamo proposto quindi una convergenza su tali tematiche, peraltro condivise con altri gruppi che siedono in Consiglio comunale.
energia eolica attraverso microturbineLa risposta della maggioranza, purtroppo per la nostra città, non solo è stata negativa, ma è partito un attacco immotivato da parte di uno degli assessori presenti, Chantal Bomprezzi (assessore alla trasparenza, progetti europei, innovazione tecnologica), che l’ha definita come un’iniziativa solitaria, “tipo oasi nel deserto“, proseguendo con una spiegazione sulla difficoltà di aggiudicazione di fondi europei, non avendo probabilmente capito che i fondi erano già stati assegnati alle aziende nei confronti dei quali il Comune doveva rendersi disponibile per una partnership.
Il consigliere di maggioranza Mauro Pierfederici, inoltre, ha espresso la sua contrarietà con motivazioni alquanto strane, con frasi del tipo “Bisogna aver paura della tecnologia” e ancora “non bisogna lasciarsi prendere da slanci di entusiasmo verso queste cose“.

Ciliegina sulla torta, l’intervento fuori tema del sindaco Maurizio Magialardi: dopo aver esordito dicendo “non ho letto la vostra mozione” – quindi non si capisce su quali basi stesse replicando -, e che “non è così che funziona“, ci si sarebbe aspettati una spiegazione su come funziona, ma questa spiegazione non è arrivata. O meglio, è arrivata alcuni giorni dopo.
Il sindaco infatti ha presentato il “suo” piano per il risanamento del manto stradale e dei marciapiedi di alcuni punti della città, piano da 1,4 milioni, soldi dei cittadini, e, udite udite, si scopre anche che è stato approvato dalla Regione Marche il progetto per le reti di ricarica di mezzi elettrici, piano in cui è stata inserita anche Senigallia.

Ora la domanda è: se in sede di Consiglio comunale, quando Senigallia Bene Comune ha presentato la sua mozione, il sindaco e l’assessore sapevano già di tutto questo (ed è ovvio che lo sapessero, dato che progetti del genere non si preparano in una settimana) perché invece di denigrare la proposta presentata, non si sono limitati a dire che già c’era un progetto in fase di approvazione definitiva? Quali erano queste modalità a cui si riferisce il sindaco? Perchè la cittadinanza viene informata solo “a giochi fatti” e non in fase di formulazione di certe iniziative?

Senigallia Bene Comune ha un’altra idea di partecipazione, non quella applicata dall’attuale maggioranza di governo della città. Ma soprattutto ha una visione rivolta al futuro, con un occhio rivolto a quanto viene fatto nel resto d’Europa e del mondo, convinti che Senigallia non debba essere frenata da logiche di partito o dalla visione miope di taluni.

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