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Blitz in un laboratorio tessile cinese a Senigallia, scatta il sequestro penale

In un fabbricato sull'Arceviese vi erano 4 lavoratori in nero e gravi problematiche sulla sicurezza: maxisanzione e denuncia

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Giorgio Quadraroli - Servizi assicurativi - Senigallia (AN)
Polizia e Vigili del Fuoco sequestrano un laboratorio artigianale cinese

Nel mirino dei controlli per contrastare il lavoro nero sono finite nuovamente attività artigianali di Senigallia gestite da soggetti stranieri. Sotto la lente d’ingrandimento un laboratorio cinese di confezioni per abbigliamento, situato lungo la strada provinciale Arceviese, dove sono state rinvenute 11 persone intente a lavorare al momento del controllo, effettuato in  tarda serata.

Il servizio è stato portato avanti dal Commissariato di Polizia di Senigallia, congiuntamente alla Direzione territoriale del Lavoro di Ancona, alla Polizia Municipale di Senigallia e al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Ancona. Mentre la Polizia Municipale ha effettuato approfondimenti circa eventuali abusi edilizi e irregolarità urbanistiche, i Vigili del fuoco si sono focalizzati sulla sicurezza del luogo accertando alcune gravi violazioni alla normativa: in particolare l’assenza di uscite di sicurezza, il mancato funzionamento degli impianti di illuminazione d’emergenza e la presenza di materiali e scarti di lavorazione in quantità tali da rendere elevato il rischio d’incendio che, se fosse scoppiato, si sarebbe potuto propagare nelle limitrofe aree adibite ad alloggi, con grave pericolo per l’incolumità delle molte persone lì presenti.

Polizia e Vigili del Fuoco sequestrano un laboratorio artigianale cineseAnalogamente, mentre i poliziotti diretti dal vice questore aggiunto Agostino Licari hanno proceduto con l’identificazione dei soggetti, risultati in regola con la permanenza sul territorio italiano, i Funzionari della Direzione territoriale del Lavoro di Ancona hanno effettuato gli accertamenti sulla posizione lavorativa delle persone trovate a lavoro. Da tali accertamenti è emerso l’irregolarità di quattro lavoratori, due dei quali risultati poi assunti.

Pertanto, al termine degli accertamenti, sono stati posti i sigilli alla struttura e il laboratorio al primo piano del fabbricato artigianale è stato sottoposto a sequestro penale, facendo immediatamente cessare la prosecuzione delle attività produttive. Il titolare della ditta, sempre di origine cinese, non presente al momento del controllo, è stato denunciato alla locale Procura della Repubblica per le gravi violazioni in materia di sicurezza e sanzionato per quanto riguarda il lavoro in nero. Ma, oltre alla maxisanzione, è stato costretto a procedere all’assunzione di due dei quattro lavoratori irregolari (per far scendere la quota di lavoratori in nero al di sotto della soglia del 20%), alla regolarizzazione del periodo prestato in nero e al mantenimento in servizio dei lavoratori irregolari per almeno tre mesi.

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