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Senigallia sotto choc per la morte di Alessandro Zamboni

Tanta gente ai funerali svolti al Duomo. Si attende l'esito degli esami tossicologici

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Alessandro Zamboni

Tante le persone affrante a Senigallia che si sono volute unire alla famiglia per la prematura scomparsa di Alessandro Zamboni nel giorno dei suoi funerali. In molti si sono recati al Duomo, nel pomeriggio di venerdì 14 agosto, per dare l’ultimo saluto al ristoratore 46enne che nella mattinata di giovedì è stato ritrovato senza vita in via Smirne.

Un macabro ritrovamento poiché l’uomo è stato rinvenuto da alcuni lavoratori in una pozza di sangue per via delle ferite riportate in un incidente nella nottata e che gli hanno provocato la morte per dissanguamento. La notizia della sua scomparsa ha fatto immediatamente il giro della città: sia perché Alessandro Zamboni era noto a Senigallia per la sua attività al Foro Annonario, l’Eno Forum, sia perché la profonda ferita alla gola, all’inizio, aveva fatto temere a molti che vi fosse stato un accoltellamento. Cosa mai avvenuta in realtà ma ha lasciato spazio a qualcuno per puntare il dito, peraltro con una certa superficialità, nei confronti di qualche extracomunitario, lamentandosi della presunta scarsa sicurezza in cui riversa Senigallia.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Senigallia ed il magistrato Rosario Lionello; dai primi accertamenti effettuati dal medico legale, intorno alle 11.00 è emerso che la ferita alla gola non era compatibile con un’arma bianca: si è fatta così largo l’ipotesi dell’incidente che ha trovato conferme in alcune segnalazioni giunte al 118 la notte tra il 12 e 13 agosto.

Zamboni, da quanto riferito da due testimoni, è rimasto vittima di una rovinosa caduta intorno alle due di notte all’altezza di Bettolelle. Soccorso dai presenti, nonostante la gravità dell’urto, si sarebbe rialzato ed avrebbe rifiutato l’intervento del 118. A conferma di questo, sul luogo dell’impatto, le forze dell’ordine avrebbero rinvenuto tracce ematiche, una scarpa e lo specchietto dello scooterone Piaggio del 46enne. Un testimone avrebbe seguito con la macchina Zamboni per sincerarsi delle sue condizioni; il 46enne sarebbe uscito di strada una seconda volta, stavolta però senza cadere, per poi riprendere la sua marcia verso casa.

Zamboni sarebbe arrivato stremato fino alla sua abitazione, accasciandosi sullo scooter fino al drammatico epilogo ed al ritrovamento della mattina seguente. 

Ora si attende solo l‘esito degli esami tossicologici per chiarire le condizioni in cui versava prima di mettersi alla guida del mezzo da cui è caduto procurandosi ferite letali giudicate invece con troppa superficialità.

Commenti
Ci sono 2 commenti
Nello
Nello 2015-08-14 14:34:03
Ma che vuol dire "Un testimone avrebbe seguito con la macchina Zamboni per sincerarsi delle sue condizioni" ?
E dopo? La lasciato morire?
Mario2 2015-08-14 15:24:41
Il fatto che si sia subito pensato ad una aggressione la dice lunga su cosa pensano i cittadini in merito alla sicurezza di Senigallia, del resto non passa giorno senza un furto, lo Stato cosa fa? Mi viene in mente una canzone del grande De Andre'
"Prima pagina venti notizie ventun' ingiustizie e lo Stato che fa? Si costerna, s'indigna, s'impegna poi getta la spugna con gran dignità"
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