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Riqualificare le città con una nuova legge regionale non è bloccare l’edilizia

Ceresoni al lavoro da tempo per convertire il Prg da un modello espansivo alla rigenerazione urbana

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Simone Ceresoni

Abbiamo bisogno di una legge regionale che promuova città che non si espandono ma si riqualificano, che proponga finalmente il consumo zero di territorio, di modo che un nuovo corso del mondo legato all’edilizia, non sia più l’atto isolato di qualche bravo amministratore, ma che sia un agire chiaro e codificato, perché il suolo è un bene comune che è limitato e non possiamo permetterci più di consumarlo ai ritmi attuali.

In questi cinque anni abbiamo tentato in modo serio di invertire la rotta: abbiamo cassato in modo definitivo l’ampliamento delle Piramidi a Cesano, ridotto di un terzo la cementificazione della collina di via Cellini, salvaguardando la parte più pregiata, e trasformato oltre 100 ettari di terreno edificabile in zona agricola. Un’urbanistica partecipata, dai cittadini e dagli addetti ai lavori: numerosi sono stati infatti i momenti di confronto su tali tematiche nell’ambito degli incontri previsti dal progetto di Nuove Energie Urbane.

Non un blocco però, ma uno sviluppo diverso. Nell’edilizia c’è lavoro, e quindi non mi candido, non mi sono mai candidato, per il blocco di questo settore. Mi candido per l’innovazione e per il progresso, che significa un futuro diverso e migliore.

Nella mia esperienza di Assessore all’Urbanistica di Senigallia ho iniziato la conversione del piano regolatore di questa città e quindi anche dell’economia fondata sull’edilizia. Sottolineo: conversione, non blocco. il PRG di Senigallia è stato trasformato da espansivo a PRG di rigenerazione urbana, che riguarda soprattutto le aree urbane già edificate in degrado da riqualificare.

Le nostre città non hanno più bisogni di espandersi, non è più necessario consumare territorio. Occorre giocare la carta della riqualificazione e della rigenerazione urbana per far si che l’economia e il lavoro possano riprendere, fondandosi su progetti di qualità.

E’ possibile, non è un’utopia, è esattamente quello che abbiamo iniziato a fare a Senigallia.

Noi però abbiamo bisogno di una nuova legge regionale di governo del territorio che ragioni in termini di area vasta, più ampi del singolo Comune, perché non possiamo più pensare di avere tante piccole zone artigianali sparse per la regione, ma bisogna aggregare, perché aggregare significa risparmiare, risparmiare territorio, infrastrutture, spesa pubblica.

Noi abbiamo bisogno di una legge che tenga conto della Bellezza, dei paesaggi naturali, dei paesaggi agrari, dei paesaggi urbani e dei borghi, la bellezza del paesaggio è la vera ricchezza delle Marche, il nostro giacimento da valorizzare, altro che le trivelle in Adriatico.

Senza una buona legge regionale il nostro lavoro di amministratori comunali è stato molto faticoso e complesso, tra norme contrastanti e la minaccia di ricorsi miliardari pendenti sulla testa dell’ente. il Consiglio Regionale uscente e chi ha governato sino ad oggi la Regione sono responsabili del fallimento consistente nel non aver concluso il percorso di una nuova legge regionale sull’uso del territorio.

Le città e gli enti locali hanno bisogno di nuovi strumenti urbanistici. Strumenti che, quantomeno, equiparino gli interessi pubblici a quelli privati, se non, meglio ancora, che pongano il principio della supremazia dell’interesse collettivo e del bene comune. Oggi, solo per fare un esempio, abbiamo il Piano Regolatore Generale che dà una grande rilevanza all’interesse privato, mentre mette in difficoltà gli enti pubblici, per cui la previsione di realizzazione di un parco pubblico ha una scadenza mentre una previsione di una lottizzazione ha valore a tempo indeterminato.

Commenti
Ci sono 3 commenti
stefano 2015-05-19 15:47:49
la campagna elettorale è da sempre fatta di slogans. La campagna elettorale del 1998 ( allora Ceresoni era candidato a Sindaco) aveva per slogan l'Eco-Piano. Durò lo spazio di un mattino , poi scomparve nel nulla. Cinque anni fa ( da candidato ad Assessore all'Urbanistica) lo slogan per la città futura era : un Nuovo PRG per la città. Come è andata l'abbiamo visto tutti. Oggi la campagna elettorale vive sul ritornello "le città che non si espandono ma si riqualificano". C'è da credergli in quanto asserisce?. Nonostante il rispetto che la persona merita, penso proprio di no. Anche alla luce delle traballanti argomentazioni che adduce.
"Ho iniziato la conversione del Piano Regolatore di questa città....", ma Ceresoni non può non sapere che il PRG di Senigallia (senza entrare nel genere necrofilo) è da molti anni che è una salma decomposta e le innumerevoli Varianti hanno solamente avuto il compito di mettere un po' di rosso sulle guance. L'inversione di rotta ed il consumo zero del territorio non lo so dove lo sia andato a prendere dal momento che l'Ispra, nel rapporto del 2015, indica che Senigallia ha quasi il 10% del suo territorio coperto ed urbanizzato ( al di sopra di diversi punti della media nazionale). E il trend di crescita non riguardano solo gli anni di Durpetti , ma anche gli anni delle "sue" amministrazioni. E i 100 ettari di terreno trasformati in agricolo ( tra i quali c'è anche via Cellini dove ci sarà stata una riduzione di volumetria ma non una rinaturalizzazione!)è un penoso tentativo di basso illusionismo. I frustoli di terreno , che ben difficilmente sarebbero stati oggetto di costruzione edilizia, non sono passati ad agricoli ma molti di essi ai servizi ( parcheggi privati, fasce di rispetto.....). C'è una bella differenza , e l'ha spiegato bene il Ministero dell'Ambiente, e l'Istituto Superiore della Prevenzione Ambientale, tra la copertura del Suolo (Land Cover) e l'uso del Suolo (Land Use) e quando si fa il calcolo del territorio urbanizzato bisogna prenderle in considerazione entrambe. Pertanto che dire? Ad una persona che tenta il gran salto in Regione gli auguri vanno fatti comunque ( e anche di cuore) ma, con la sincerità che mi contraddistingue, non avrà il mio voto.
L'esperienza amministrativa che ha fatto qui a Senigallia non è stata delle migliori e il Manuale delle Giovani Marmotte Durpettiane , nella sua versione riveduta e potenziata dell'Angeloni, Simone Ceresoni l'ha purtroppo letto ed imparato a memoria fino in fondo.
Paperinik
Paperinik 2015-05-20 11:19:50
Se penso che persone cosi' insegnano nelle scuole, mi viene un brivido lungo la schiena.
Alberto Diambra 2015-05-20 12:55:55
L'esperienza e i risultati ottenuti a Senigallia con il suo comportamento non è assolutamente da lodare l'ultimo da censurare è stato il comportamento ,veramente censurabile , tenuto con il comitato PEEP MISA a cui prometteva interventi per la risoluzione delle gravi problematiche idrogeologiche della zona, rivelatosi solo propaganda elettorale.
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