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3 maggio – 3 agosto 2014: com’è cambiata la situazione?

Dal Comitato Alluvionati Misa l'invito: visionare le criticità del fiume e ripensare il piano d'emergenza comunale

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L'erosione degli argini del fiume Misa ad agosto 2014

A tre mesi dall’ultimo evento catastrofico provocato dall’alluvione del 3 maggio scorso il Comitato Alluvionati Misa vi invita ad un “simpatico” gioco di previsione.

Da dove prenderemo l’acqua la prossima volta?
Ecco a voi la rosa di punti critici da noi riscontrati:
1. Il famigerato Fosso del Sambuco
2. Quello che resta della portella del vallato
3. Erosione degli argini del Misa
4. Risistemazione degli argini post alluvione

Il fosso del Sambuco, a Senigallia, rovinato dal maltempo recente (situazione fotografata ad agosto 2014) nonostante i lavori di risistemazioneFacciamo presente che, non essendo tecnici, l’esperienza ci porta a pensare che di criticità ce ne siano sicuramente molte altre celate dalla folta vegetazione che interessa tutto il tratto del Misa.
Se i lavori fino ad oggi effettuati sul fiume e i suoi fossi non consentono di far stare tranquilla la popolazione e le attività produttive, suggeriamo allora di iniziare a pensare di aggiornare il piano di evacuazione comunale in caso di alluvione. Perché sinceramente pensare di fare le esercitazioni in piena notte, vedi prove effettuate il 30 luglio scorso, non ci sembra essere la prassi migliore, Una delle portelle nel vallato (agosto 2014)ma sicuramente la macchina comunale e quella dei volontari di protezione civile si sarà messa in moto per assolvere tale incombenza visto l’esperienza decennale in materia di gestione delle emergenze.

A questo punto mentre si costituiscono tavoli tecnici, commissioni e coordinamenti vari, sarà il caso di mettere mano in maniera responsabile alla risistemazione “seria” del nostro fiume subito?

Un consiglio da “esperti sfollati ciclici”: sarebbe il caso di far partecipare tutta la popolazione di Senigallia per le prossime esercitazioniUna delle portelle nel vallato (agosto 2014)Non si sa mai… perché il fiume ce lo ha dimostrato, senza l’aiuto di supertecnici e superesperti, che quando decide di uscire prende la strada che “decide lui” e senza chiedere il permesso del P.A.I. per il suo percorso e le zone che andrà a colpire e devastare.
Ogni cittadino è operatore di Protezione Civile (come è scritto sul piano di emergenza per la salvaguardia della incolumità della popolazione ricadente nelle aree a rischio idrogeologico molto elevato – ‘stesura 2004 aggiornamento Novembre 2007’).

Perché non accada mai più!

dal Comitato alluvionati Misa

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