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Assaltano un furgone di polizia e fanno fuggire un boss, un morto

Drammatico pomeriggio a Gallarate, in Lombardia

kalashnikov

Pomeriggio da film poliziesco quello di lunedì 3 febbraio a Gallarate, in provincia di Varese, dove un commando armato di kalashnikov ha liberato a colpi di arma da fuoco da un furgone della polizia penitenziaria dove si trovava, il presunto boss della n’drangheta Domenico Cutrì, 32 anni.


Due poliziotti sono rimasti feriti in maniera non grave nel corso della sparatoria: le forze dell’ordine hanno disposto posti di blocco al confine tra Piemonte e Lombardia.

Uno dei banditi, Antonino Cutrì, fratello dell’evaso, è invece rimasto ucciso nello scontro a fuoco.

Il fatto si è verificato attorno alle ore 16 a pochi metri dal Tribunale di Gallarate.

Sembra che gli assalitori fossero 4: secondo alcune testimonianze – ancora non confermate – questi avrebbero inizialmente preso in ostaggio un passante, riuscendo poi dopo una sparatoria con la polizia a fare evadere il presunto boss e a fuggire con un’auto nera.

Antonino Cutrì, gravemente ferito, sarebbe stato quindi lasciato dai suoi complici a casa della madre (nel milanese) in condizioni disperate: la donna avrebbe poi accompagnato il figlio in ospedale a Magenta, dove l’uomo è deceduto; al momento è interrogata dai Carabinieri.

Lunedì 10 febbraio Domenico Cutrì dovrebbe partecipare a un processo per emissione di assegni falsi, e per questo si trovava nei pressi del Tribunale.

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