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MSFT, mense scolastiche: tagli a ripetizione e monopolio di appalti

"Perché la CIMAS è la sola referente del Comune di Senigallia per la fornitura dei generi alimentari?"

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E dopo il taglio della “merendina” (non chiamatela così che il Sindaco si inquieta) ecco arrivare i tagli al comparto “mense scolastiche” di Senigallia. L’obiettivo del Comune è quello di risparmiare 120.000 mila euro.

Verranno quindi eliminate le due cucine rispettivamente di Marzocca e P.zza D’Armi per portarle al centro cottura (PRIVATO) della CIMAS. La CIMAS è una azienda di ristorazione nata nel 1984 e con sede ad Urbania. Una azienda cresciuta in pochissimi anni non solo sul territorio marchigiano, e che vanta commesse in tante regioni (Marche, Umbria, Abruzzo, Lazio ,Toscana ed Emilia Romagna) e in diversi ospedali. Ricopre la carica di Presidente del c.d.a. il Sig. Sansuini Denis.

I lavoratori a tempo indeterminato opereranno presso i locali della CIMAS, la quale, a quanto detto nell’incontro con il Sindaco, la Dr.ssa Bo e il Dr. Mandolini, si farà carico dell’intero affitto dei locali, delle utenze relative a gas, luce ecc, dei lavori di ristrutturazione e messa a norma dei locali adibiti a cucina e della sostituzione del personale.

Detto così appare sicuramente un “ottimo affare”, ma qualche domanda nasce spontanea. Perché la CIMAS è così generosa? Qual è il ritorno economico di questa operazione? Perché questa ditta è da tanti anni la sola referente del Comune di Senigallia per quanto riguarda la fornitura dei generi alimentari (in esclusiva), lo scodellamento, la veicolazione dei pasti e la preparazione dei piatti nelle scuole medie e negli asili nido?

E inoltre…perché il Comune di Senigallia con questo “matrimonio” paga a capitolato di spesa, per esempio, le seppie congelate 14,00 euro al Kg + IVA quando in un normalissimo supermercato di Senigallia queste vengono vendute a 7/8 euro al Kg? Perché paga l’olio 6,30 euro al litro + IVA? Perché paga una normalissima caciotta 14,00 euro al Kg + IVA? Prezzi questi che neanche il negozietto sotto casa applica alle massaie che quotidianamente vanno a fare la spesa!

I lavoratori con contratto a tempo indeterminato erano e sono contrari ad ogni spostamento delle sedi lavorative perché non solo in questi anni si sono operati tagli lineari sempre e solo in un’unica direzione, ma hanno fondati timori di una futura, e non tanto lontana, privatizzazione.

Da quando i centri cottura sono stati “tagliati” da 8 a 3, c’è stato un taglio di lavoratori con contratto annuale (scolastico) da 6 a 2 con un incremento di perdita di posti di lavoro, di professionalità formate e di lunga esperienza. Ora, con questo ulteriore taglio, anche gli ultimissimi due lavoratori a tempo determinato verranno lasciati a casa alla soglia dei 50 anni…ovviamente i sindacati, da sempre a braccetto con la politica, tacciono e fanno finta di nulla, e la “sinistra” che ci amministra manda a ramengo dei lavoratori incurante delle problematiche di chi si troverà senza lavoro a 50 anni.

E’ questa l’unica soluzione, o “genialata”, che due figure professionali, che tra l’altro si sovrappongono nelle mansioni, pagati profumatamente sono capaci di elaborare? Aggiungere altri due disoccupati ai già tanti che purtroppo ci sono? A risparmiare in questo modo sono buoni tutti, non bisogna essere grossi manager, “staccare” contratti principeschi di centinaia di migliaia di euro (soldi ovviamente dei cittadini) per “partorire” questi colpi di genio!

Come mai, quindi, questo matrimonio con la CIMAS è così duraturo? La casualità vuole che una delle segretarie della CIMAS è la moglie del Dr. Mandolini, uno dei “manager” a contratto del Comune di Senigallia. Non sarà poi che tutta questa “generosità” della CIMAS nasca da quanto i cittadini strapagano le forniture alimentari?

Inoltre…per quanto riguarda il ricorrere agli stagisti dell’alberghiero, o tirocinanti, il Comune di Senigallia disattende completamente la legge in merito, perché usa queste persone non per formarle, ma in sostituzione del personale carente e mettendoli in turnazione effettiva. Queste figure quindi servono a pagare a “costo zero” dei lavoratori che invece dovrebbero essere chiamati dall’ufficio di collocamento con professionalità ben specifiche, creando quindi posti di lavoro, se pure a tempo determinato.

Per quanto poi riguarda il capitolato di spesa dei generi alimentari e dei prodotti biologici, perché non si fa ricorso al “Km zero”? Forse che nelle Marche i prodotti sono cattivi? Perché andare a comprare le pere ecologiche dall’Argentina? Perché comprare il pesce (NOI che siamo città di mare!!!) dal Lago Vittoria in Sudafrica, dall’Ecuador, dall’Egitto o dalla Spagna? Dei tanti gruppi e delle tante cooperative del nostro territorio non riuscite a trovarne una che soddisfi la qualità e a dei prezzi nettamente migliori? Gentili amministratori e gentili “manager”, forse ancora non lo sapete, ma le “seppie” si trovano anche nell’Adriatico! Così come le “pere” ecologiche si trovano anche in Italia.

Non ci vogliono i grossi manager per sapere queste cose, perché spuntando dei prezzi migliori e più competitivi si risparmia, e i grossi gruppi privati così fanno, differentemente dalle amministrazioni che spendono non certo i soldi loro, ma quelli dei cittadini. Invece di tagliare sei posti di lavoro già questa oculatezza riuscirebbe a raggiungere il risparmio di 40.000 mila euro che, guarda caso, corrisponde alla cifra delle due persone a contratto determinato che a fine mese tagliate. Senza poi contare l’aggravio delle spese sociali e senza contare la ricaduta sull’economia locale che queste “genialate” produrranno.

Queste sono le riflessioni sullo scellerato Blitz dei tagli e ritagli (in perfetto stile Giovanni Muciaccia – Art Attack!!!) del Comune di Senigallia, con la complicità dei manager a contratto pagati profumatamente (con i soldi dei cittadini), a vantaggio di pochi, pochissimi e soliti noti…

Marcello Liverani
Pubblicato Venerdì 21 giugno, 2013 
alle ore 6:14
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Commenti
Ci sono 3 commenti
Massimo 2013-06-22 22:34:52
e pensare che a Frontino (PU) comune di 314 anime c'è un forno bio che distribuisce pane in tutte le marche allo stesso prezzo della Castreghini
Massimo 2013-06-22 22:36:29
Perchè a Macerata i punti di cottura sono 13 tutti a gestione comunale, il menù è tutto bio, il pasto costa 4,50€ e i genitori pagano 2,90€ a pasto?
Massimo 2013-06-22 22:44:01
pensa che roba l'olio bio costa quasi un eccellente olio extravergine non bio....... ma non dimentichiamoci i 16,00 € al kg dell'orzo tostato solubile e biologico o i 7,16€ al kg dei biscotti biologici o i 19,00€ al litro del liquore all'anice (che ci farà in una mensa)
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