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Michele da Ale

MSFT Senigallia: “Sulla spiaggia libera vicino al porto, solo lacrime e rattoppi”

"Le cose non sono state rimesse a posto come annunciato dal Comune. E sorge una domanda..."

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Il tratto di spiaggia di Senigallia diviso tra surfisti e bagnanti

Nei giorni scorsi il consigliere Rebecchini, sempre attento alle problematiche sui diritti dei cittadini, con delle foto segnalava il problema della spiaggia NON più libera vicino al molo. Con una mossa a sorpresa, divisa a metà tra il Comune e la Gestiport, società per azioni a capitale pubblico il cui Presidente è Furio Durpetti marito della sig.ra Casagrande Esposto, Presidente della Provincia, un ampio tratto di spiaggia di fatto veniva chiuso impedendone l’accesso.

Dopo alcuni giorni qual è il risultato finale? “Ripristinato” quel tratto di spiaggia libera, anche se con delle ulteriori modifiche non proprio corrette, ma alquanto particolari e assai strane. Infatti noi della Fiamma Tricolore, volevamo evidenziare le “bugie” di chi, sulla stampa, annunciava di aver rimesso le cose in ordine.

Il tratto di spiaggia di Senigallia diviso tra surfisti e bagnantiProprio in ordine no, diciamo “rattoppate”, che è ormai il modus operandi di questa amministrazione alquanto “eterogenea”, composta da molte anime diverse tra loro (c’è chi addirittura chiede le dimissioni, l’Assessore Volpini, di chi democraticamente è stato votato dai cittadini, Ilaria Ramazzotti, per aver “osato” esprimere un giudizio in contrasto con i “dogmi” tanto cari alla sinistra ateo-progressista) e che quindi gli rimane difficile trovare un buon collante per “accontentare” tutti.

Il tratto di spiaggia di Senigallia diviso tra surfisti e bagnantiCome le foto dimostrano, una parte di quella spiaggia è tornata ad essere “libera” e un’altra più piccola è stata lasciata a chi deve uscire con tavole da surf o altro. Ma, se guardate e leggete bene i cartelli, il bagno non si può fare davanti al tratto di “spiaggia libera”, ma a destra della stessa, come indicato dalla freccia che potete vedere. In pratica prendo il sole “qui”, ma il bagno posso farlo “là”…. Alquanto strano questo, ossia, non più di tanto perché il famoso “corridoio di lancio” (ma i surf volano?) è rimasto come era prima, quindi copre tutto lo spazio della spiaggia libera.

Il tratto di spiaggia di Senigallia diviso tra surfisti e bagnantiSiccome ci troviamo nel paese degli “Azzecca-garbugli” (magari a capo di un Comitato) che campano di cause nei confronti del Comune, volevo porre una semplice domanda: “Ma se per caso un bagnante che frequenta la spiaggia libera subisse un incidente, malauguratamente ricevendo una “botta” da una tavola da surf o addirittura scontrandosi con un surfista, su chi ricadrebbe la responsabilità,  al surfista o alla Gestiport (e quindi al Comune) che ha in concessione il tratto di spiaggia”? Possibile mai che questa semplice domanda sia il solo ad essermela posta? Forse che un “semplice cittadino” riesce là dove non riescono certe “menti pensanti”?

Osservate, riflettete e date una risposta adeguata. Non vorremo che anche in questo caso, si finisse nella solita “fuffa”, con tante parole, per finire poi nel “nulla” con lettere “strappalacrime” da parte di una opposizione inesistente e con relative risposte ad alto tasso “diabetico”, che fanno solamente ridere.

Commenti
Ci sono 2 commenti
Ugo Bartolucci 2012-07-02 10:21:44
Io non sono un surfista, però potrei diventarlo. E comunque ho sempre sentito la necessità di avere un "corridoio di lancio" per i surf. Un'esigenza che, col tempo, s'è fatta sempre più pressante. L'unica cosa che michiedo è: ma sto "corridoio di lancio" andava proprio fatto vicino agli scogli? Insomma, mi pare un "corridoio di lancio" un pò, passatemi il termine: sfigato. Nei film si vedono sti giovanotti statunitensi che, nelle spiagge di Miami (tanto per dirne una), corrono all'inpazzata e poi si lanciano tra le onde dell'oceano e, tra spruzzi e lazzi, filano via come saette. Un surfista che corresse all'impazzata per il "corridoio di lancio" a Senigallia, dovrebbe continuare a correre fino al terzo scanno per trovare un pò d'acqua per far andare il suo surf, oppure s'impianterebbe nel bagnasciuga con i bimbi che lo guardano attoniti. Insomma, non mi pare proprio una roba necessaria sto "corridoio di lancio", a ben pensarci. Io però, l'ho premesso, non ne capisco una sega di surf.
enzo 2012-07-02 23:15:06
Per me, le acque non si possono dare in gestione,se non per motivi momentanei, infatti i lidi hanno in gestione le spiagge con l'abbligo di lascipassare per accedere oltre il bagnoasciuga. Anche il bagno della Terrazza Marconi ha il passaggio per accedere all'acqua, figuriamoci una spiaggia libera. Quel giorno che mi affianca una tavola da surf in acqua chiamerò i Carabinieri.
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