SenigalliaNotizie.it
Versione ottimizzata per la stampa

Pasqua: agnelli, messaggi, riflessioni, ma infine le solite lacrime da coccodrillo

Però a qualche cosa è servito...

Manzoni Group - Corsi marzo aprile
Carne di agnello

Sarei un falso, che più falso non si può, se cominciassi con il dire, che il messaggio sulla “mattanza degli agnelli mi ha rovinato la Santa Pasqua, o la digestione stessa. Sarei stato ancor più falso, però, se mi fossi ritrovato qui a scrivere, dicendo di non aver toccato una bistecchina di sì simile tenera carne e magari ora sto sciogliendomi in lacrime da coccodrillo di forleana memoria.

Vero è però, che mentre centellinavo un divino Limoncello, fatto artigianalmente dalla compagna di mio figlio con limoni campani, onde favorire il processo digestivo un po’ impegnato, sprofondato in poltrona, sorseggiavo e sinceramente riflettevo sui contenuti ed i commenti che avevo prima letto, sul consumo di questa carne.

Dirò allora subito il mio pensiero in merito. “In medio stat virtus“, ovvero la virtù sta nel mezzo. Per cui la locuzione è un invito nel ricercare un equilibrio che ci ponga all’infuori di ogni esagerazione. Ed ho la netta convinzione che in questo caso un po’ di esagerazione ci sia. Una esagerazione che oggi tende a volte a farne anche una quasi “moda“, prima che ancora di un comportamento.

Libertà di pensiero quindi agli animalisti, ai vegetariani, a chi non la pensa come non la pensiamo noi. Cerchiamo però di non combattere, ma di controbattere quelli che sono gli altrui pensieri, senza però eccessive esasperazioni.

Tante sono oggi le cose che si fanno e che sappiamo non dovremmo fare.
Vorrei sapere quanti sono i Cristiani, che con la mano sul loro cuore potrebbero giurare di rispettare, clero compreso, quei dieci Comandamenti con i quali il Padreterno ci ha regolamentato la nostra vita. Figuriamoci poi quelli che non si sentono obbligati a questa regolamentazione.
Eppure oggi i NO sembrano prevalere sempre sui SI. Ma poi se si guarda bene in fondo è una mera illusione “ottica“, perchè non è così. Il SI solitamente è abilmente, furbescamente, malignamente mascherato da manovre dettate da interessi Politici, Economici, Egoistici e Colonialisti (anche se si vuol far credere che il colonialismo è cessato, ma è subentrata al suo posto la speculazione economica che compera tutto, come un nuovo Lucifero, anche le anime degli abitanti dei paesi poveri).

No allora alla carne di balena, no alla carne di agnello, no a qualsiasi carne, ed allora per par condicio neppure quella di pesce, perchè anch’esso è un essere vivo che ha diritto alla non sofferenza, ma anche vero allora neppure più l’uso del cuoio per le scarpe, la lana per i maglioni, i tappeti per le case signorili, NO alla caccia alle foche e No alle pellicce, ma NO neppure ai vari manufatti in Cashemire, NO all’uso di Delfini in campo militare, ma allora anche NO ai carburanti, NO al Nucleare, NO alle auto, NO Alla cementificazione, NO agli allevamenti intensivi, No alle disposizioni impartite dalla FAO per alleviare quella che dovrebbe essere la fame nel mondo e quindi NO anche alla FAO stessa.

Si potrebbe proseguire con i NO e se si creassero dei comitati, delle associazioni contro ognuno di questi No, si potrebbero inscenare manifestazioni giornaliere nelle metropoli, con lancio di volantini specificando che sono in carta riciclata (tanto per fare scena), con fiaccolate, sceneggiate a tette nude come usano fare nei paesi della EX Cortina di Ferro, o usando il corpo nudo giovane femminile di veline per la battaglia contro l’uso delle pellicce, sit in nelle piazze con blocchi ed intralcio del traffico e di quella poca economia rimasta. Folkloristici, ma indubbiamente anche utili, inutile negarlo.
Risultati encomiabili, come del resto quelli ottenuti dagli attivisti di Greenpeace nella lotta alla caccia alle balene. Risultati positivi, ma diciamolo francamente, anche in dosi omeopatiche.

Però, c’è sempre un però alla fine di ogni riflessione, tutto questo movimento per invogliare a fare un passo indietro che cosa ci comporterà? Se si tratta solo di adeguare un sistema di alimentazione, non è che sia poi una cosa tanto difficile da adeguare, sempre se parliamo a livello di un’ economia locale. Ma di posti di lavoro, ne vogliamo parlare? Quali saranno le novità, sapremo organizzarci e se si, in quali tempi? Non vorrei che scemassero il numero di manifestazioni degli animalisti, con l’aumento di quelle di padri di famiglia e giovani senza più lavoro in quei settori in cui il NO avrà avuto ragione.
La Sardegna, potrebbe insegnarci…oggi non più fabbriche, il turismo in mano agli arabi, l’allevamento già oggi ridotto, scomparirebbe.

Un motto della FAO invita a “Pensare globalmente, agire localmente“. Essendo un organizzazione “politica“, affidata furbescamente a personaggi di paesi sottosviluppati, più facilmente adomesticabili, dai suoi primi tentativi di fondazione risalenti al lontano 27 giugno 1905 per interessamento del nostro Vittorio Emanuele III, il quale,unitamente a 74 delegati di Stati partecipanti, sottoscrisse una prima bozza di quella che poi divenne la Fao. Sotto i ponti ne è passata di acqua, di tempo, di promesse e di denari in immense quantità, ma con scarsissimi risultati. Alcuni personaggi ci si sono arricchiti. Si sono costruite sedi faraoniche in tanti paesi, con decine di migliaia di persone che operano al suo interno, con risicati risultati (che però ai paesi evoluti sono più che sufficienti!!). Si continua a morire di fame e non solo.

Allora mi stanno bene tutti i no, con i buoni propositi, mi stanno bene coloro che si dichiarano vegetariani, mi stanno bene tutti coloro che si dichiarano disponibili a fare un passo, anche due, indietro, adeguandosi al “se mi mangi, sei tu che mi uccidi“, ma vorrei che anche alcuni di quei NO che alla fine silenziosamente producono sottobanco dei SI, venissero sputtanati con la massima sincerità all’opinione pubblica.

Allora è meglio uccidere un agnello o far crepare un umano dentro le carceri cinesi? Che cosa viene fatto per evitarlo? Qual’è la priorità da assegnare tra il benessere del criceto e quella del nonno ottantenne con l’alzheimer? Parlare solo dicendo che va bene il nonno ma anche il criceto, mi fa sorgere il dubbio, perchè per il nonno non vedo fiaccolate! Meglio che passeggiano indisturbate le vacche sacre per le vie di Nuova Delhi o che i Paria continuino silenziosamente a morire di fame? Anche di questo non si parla e non si combatte ! Chi è pronto ad armarsi ed andare a combattere i cinesi e gli indiani (tre miliardi di persone) che hanno cominciato a scoprire gli allevamenti intensivo, di tutti gli animali commestibili (i cinesi anche cani e gatti) assorbendo quasi totalmente le produzioni di mais, soia. Hanno scoperto che il riso non è più sufficiente al loro nutrimento, o quanto meno ci scimmiottano, non sapendo a che cosa andranno incontro. Altro allora e riprendo da dove ero partito, alla bistecchina d’agnello, ai 700 mila agnelli che vengono uccisi oggi in Italia…

Non aspettatevi neppure l’aiuto da parte dei nostri politici, impegolati con salamelecchi, genuflessioni, viscide e schifose, nei confronti di questi due paesi emergenti. Dietro lo scudo della globalizzazione, degli egoistici sistemi economici, a questi popoli tutto è permesso. Siamo, come dicevo sopra, colonizzati dalla loro potenzialità economica. E’ il dio quattrino che la fa da padrone. Siete troppo distanti perchè Il vostro urlo di “Se mi mangi, sei tu che mi uccidi“, giunga a destinazione. Se poi pensate che si potrebbe far meglio ma basta intanto con l’iniziare, allora chi si accontenta gode!

I vostri sentimenti sono condivisibili, ammirevoli, encomiabili, rispettabili, tutto quello che volete, ma non vorrei che alla fine risultassero anch’essi una “tradizione” del periodo pasquale. Una goccia sull’oceano.

Commenti
Ci sono 7 commenti
Marco 2012-04-10 16:01:08
Be better, go vegetarian!
O. Manni
Paul Manoni 2012-04-10 17:49:39
Concordo pianemanete con quanto viene espresso in questo ottimo articolo. Già il “In medio stat virtus“, facilita oltremodo una convivenza civile, che sarebbe altrimenti impossibile tra uomini che senza ombra di dubbio, sono diversi l'un l'altro in tutto e per tutto.
Ma e' proprio l'attacco (pacificatore, ovvio) velatamente espresso nell'articolo, agli estremismi di qualsiasi genere che apprezzo. Primo perchè agli animalisti difensori dell'agnellino, direi che alla fine, ognuno mangia un pò ciò che ritiene più opportuno mangiare. Secondo perchè a certi CATTO-FONDAMENTALISTI che citano la Bibbia (un libro obsoleto e pieno di atrocità, contraddizioni, ipocrisie e falsità storiche e scientifiche) per motivare il loro pranzo di Pasqua, onestamente direi non solo di aggiornarsi un pochino, ma di essere loro stessi coerenti con la Bibbia in primis. Conoscete un cristiano cattolico che sia completamente in lineea con i suoi stessi testi sacri? Conoscete un cristinao cattolico che si comporti e viva esattamente come dicono vivesse Gesù?...IO NO. Mai visto uno, dico uno solo. Non a caso, F. Nietzsche diceva che l'unico Cristiano vero, lo hanno ammazzato in croce tanto tempo fa.
Motivare con la propria convinzione religiosa, certe barbare paratiche come lo sterminio di 700.000 agnelli (io sapevo che erano di più...Evidentemente c'e' la crisi!), o la macellazione Halal, e' piuttosto difficile da "digerire". E' vero che se l'agnello non muore oggi, sicuramente muore domani, ma c'e' modo e modo per procurarsi il cibo. Farlo con metodi discutibili e tribali come quelli usati da pastori mediorientali, onestamente lo trovo un insulto allo sviluppo ed al progresso umano, oltre che al buonsenso.
Una piccolissima critica all'ottimo Franco Giannini: Non serve arrivare fino in Cina per vedere crepare gli esseri umani nelle galere. L'Italia purtroppo e' all'avanguardia in fatto di violazione di Diritti Umani nelle carceri, ed i risultati che riusciamo ad ottenere qui, in proporzione sono tragicamente migliori di quelli della Cina.
Il 25 Aprile a Roma alla "Marcia per l'Amnistia, la Giustizia e la Libertà. ;)
Roberta 2012-04-10 20:43:04
Leggendo qua e là l'animata discussione scaturita sul carne-sì-carne-no-soprattutto-se-non-è-agnello (e non nascondo di essere per il no) una cosa mi ha infastidito: l'uso della religione e delle sue tradizioni per giustificare il consumo di agnello.

Non ci sto perchè sono cristiana il che non vuol dire consumare per forza agnello a Pasqua.
Ho letto il ricorso alle Sacre Scritture, dove peò leggiamo un sacco di cose che dovrebbero avere valore per i cristiani.
Vi è scritto di astenersi dal sesso al di fuori del matrimonio e di praticarlo solo con la propria moglie o il proprio marito. Ma questo precetto non è evidentemente rispettato (e, senza che nessuno si offenda) fra chi non lo rispetta non ci sono solo atei.
Non si dovrebbero usare contraccettivi, ma meno male che ci sono. E non vedo levate di scudi su questo. I cattolici dovrebbero praticare la carità cristiana e andare a tutte le funzioni della loro religione e invece per lo più vanno in Chiesa a NAtale, PAsqua, per il battesimo e per il matrimonio perchè "se no sta brutto" o "usa così". Per i cattolici non si dovrebbe divorziare e invece i cattolici divorziano e vorrebbero pure fare la comunione.
Fatemi capire, della religione prendiamo solo quello che ci fa
comodo ma del significato della PAsqua o del Natale?

Per tornare alle Sacre SCritture, all'ultima cena di Gesù Cristo mangiarono forse carne? No, pane azimo e vino e il Signore disse: "Fate questo in memoria di me". Cos'era "questo"?

Se volessimo informarci VERAMENTE sull'origine di TRADIZIONI del cattolicesimo avremmo delle sorprese perchè scopriremmo che molte delle cose che abbiamo sempre fatto in nome della religione NON HANNO VERAMENTE NIENTE A CHE FARE COn LE ORIGINI DEL CRISTIANESIMO STESSO, ma sono un medly di esse con tradizioni niente-po-po-di-meno-che-pagane.
Barone d'Holbach 2012-04-10 21:40:45
al di là della polemica sugli agnelli, rimarco che i cristiani (e i monoteisti in genere, non perdono occasione per far trapelare la loro supponenza e arroganza supportata dalla fantasiosa credenza di essere i figli (vziati) della loro divinità (i cristiani si sentono un po' i Trota del loro Geova) perciò a loro tutto è dato e dovuto e il mondo con tutto cio' che contiene sarebbe fatto a loro uso e consumo... che dire a una tale arroganza? buon rutto cari talebani

finché non si smetterà di plagiare i bambini a credersi figli di dio con tutto il male che ne deriva (guerre di religione, psicosi religiose, perti pedofili, alienazioni varie ecc. e investimenti in inutili pratiche di culto invece che in ricerca medica e scientifica) perderemo sempre l'occasione di migliorare davvero l'unica vita che abbiamo quella su questa Terra.
Andrea Vercellik 2012-04-10 21:48:26
L'uomo è un brutto aninale onnivoro e ghiotto che si lava la coscienza con l'ipocrisia o la retorica!
Giovanni Gregoretti
Giovanni Gregoretti 2012-04-11 00:06:17
Quante parole per nascondersi dietro un dito! Sono tantissime le "cose" che fanno male alla salute, oltre alla carne. Io non ne mangio dal 1981 e ancora sono vivo. Qualche volta mangio del pesce, ma purtroppo quello di acquacultura, che è il più diffuso, a mio parere, non sa di mare. Perchè ho smesso di mangiare carne? Semplicemente perchè non mi piaceva più. Successivamente mi sono ben documentato ed ho capito il perchè. Comunque Auguri a tutti per ogni cosa e.... cercate di documentarvi..... in maniera seria.
mariangela 2012-04-25 10:19:11
Franco... questo articolo t'è venuto proprio male. Retorica a go go e "Sì, ma..." a non finire. Riprova, sarai più fortunato!

http://www.leggo.it/life/scienza/margherita_hack_salviamo_il_mondo_solo_se_diventiamo_vegetariani/notizie/154273.shtml

http://rimedinaturali.blogosfere.it/2010/01/umberto-veronesi-essere-vegetariani-aiuta-a-prevenire-il-cancro.html
ATTENZIONE!
Per poter commentare l'articolo occorre essere registrati su Senigallia Notizie e autenticarsi con Nome utente e Password

Già registrato?
... oppure Registrati!
Emergenza Coronavirus

Coronavirus: tutte le notizie
Scarica nuova autocertificazione