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Vigor-Monturanese 25.03.2012

“Si” dell’UAAR alla proposta d’un registro per le Unioni Civili a Senigallia

"Importante riaffermare il principio di uguale trattamento, senza distinzione di religione, età o sesso"

Unioni Civili

Apprendiamo dagli organi di stampa locali, la notizia relativa alla presentazione di un O.d.G. in consiglio comunale, riguardante l’istituzione di un registro per le Unioni Civili a Senigallia.

A tal proposito, i soci del Circolo UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) di Senigallia, sentono il dovere di manifestare tutta la loro soddisfazione per l’iniziativa ed esprimere un sentito apprezzamento per l’operato del Sindaco Maurizio Mangialardi, del Presidente della Giunta Enzo Monachesi, firmatari di tale O.d.G. e di tutti coloro che hanno lavorato affinché un tale progetto arrivasse finalmente in discussione.

Senza entrare nello specifico del test dell’O.d.G. che abbiamo potuto leggere solo nella tarda serata, vogliamo comunque ricordare come sia il Parlamento Europeo ad aver di recente affermato alcune questioni in merito al tema delle Unioni Civili e dei Matrimoni tra omosessuali.

Il Rapporto sulla parità di Diritti tra Uomo e Donna, presentato dall’Eurodeputato Sophie in’t Veld e approvato dall’assemblea, ha chiarito che i governi dei Paesi membri non devono dare “definizioni restrittive di famiglia” al fine di negare diritti e tutele agli omosessuali ed ai loro figli.

In occasione della presentazione del suddetto rapporto e’ anche passata la richiesta al Consiglio europeo di “riaffermare il principio di uguale trattamento, senza distinzione di religione o credo, disabilità, età o orientamento sessuale”.

La recente sentenza della Corte di Cassazione, rimandando al Parlamento il doveroso compito di legiferare in materia di Unioni Civili ha sottolineato come una coppia di fatto, nell’impossibilità legislativa di contrarre matrimonio in Italia, ha diritto di vivere liberamente la propria condizione con pari diritti rispetto alle coppie etero, evidenziando così la necessità di rispondere alle istanze della minoranza LGBT.

La società civile tutta si chiede a questo punto come possa il nostro paese mancare di una moderna regolamentazione delle Unioni Civili, presente invece nella quasi totalità dei paesi europei.

Lodevole quindi che il comune di Senigallia voglia a suo modo compensare questa mancanza tanto più che in un paese veramente laico i rappresentanti politici dovrebbero essere ispirati dai più alti principi costituzionali.

Commenti
Ci sono 9 commenti
Andrea Vercellìk-) 2012-03-22 16:07:58
sì con l'accento però, sennò è pronome! :
libero e pensatore 2012-03-23 09:01:50
com'è che queste notizie su viveresenigallia non ci sono mai?
LSD 2012-03-23 13:58:44
Anche la Lega dei Senza Dio (LSD), sez. di Senigallia si unisce al plauso, cogliamo però l'occasione per ricordare alla cittadinanza la nostra presenza e sottolineare che non tutti i milioni di atei senigalliesi debbono e vogliono riconoscersi solo nella locale sezione Uaar ma che appunto molti vedono in noi i migliori rappresentati della loro miscredenza, libertà di pensiero e critica a credenze tanto antiche quanto fantasiose.
Federico Tallucci 2012-03-23 23:26:07
il fatto che una città grande come Senigallia abbia solo due associazioni laicali, peraltro non molto attive se vogliamo dirla tutta, è indizio di come questa città sia tutt'altro che progressista, europea e inserita in Europa, come la maggior parte dei borgotti provinciali italiani del resto.
O. Manni
Paul Manoni 2012-03-24 06:30:26
Caro Federico Tallucci, se l'unica realtà associativa che preme sulla Laicità nella nostra città e' l'UAAR che a detta tua non e' molto attiva, e' perchè i cittadini laici stessi non si impegnano a renderla maggiormente incisiva. Non ci vuole nulla a spedire una mail al referente dell'UAAR cittadino, che sarei io, per cominciare a collaborare e segnalare eventuali storture del Principio di Laicità.
A Senigallia ci sono altre Associazioni lodevolissime che presentano progetti ed idee condivisibili e laiche, ma nessuna di queste ha inserito la Laicità come priorità assoluta nel suo statuto, tranne l'UAAR.
I cittadini auspicano una maggiore laicità delle istituzioni? Bene. Si rimbocchino le maniche e si diano da fare. Con l'UAAR o con altre realtà poco importa.
Un consiglio? I cittadini comincino a selezionare i propri rappresentanti locali, provinciali, regionali e nazionali, sulla base della loro condotta in termini di Laicità. Perchè per quanto possano sbattersi le Associazioni laiche, alla fine chi prende le decisioni sono i politici seduti nelle poltrone che pagano i cittadini. Un caro saluto.
O. Manni
Paul Manoni 2012-03-24 06:32:35
Caro LSD, con dispiacere le comunico che una sedicente "Lega dei senza dio" non esiste ne a Senigallia, ne altrove. Può sempre fondarla però.
O. Manni
Paul Manoni 2012-03-24 06:42:51
Caro Libero Pensatore, la domanda che lei pone dovrebbe rivolgerla direttamente alla redazione di VivereSenigallia. I nostri pochi comunicati stampa, li psediamo a tutti, quotidiani, siti di notizie locali on line, tv, radio, ecc, ecc. Da questo punto di vista, devo dire che 60019 e' un'ellenza visto che non se ne lascia sfuggire uno. Rinnovo ancora una volta i miei più sentiti ringraziamenti nei confronti di tutta la loro redazione. Elogio di una stampa che svolge il suo lavoro in modo libero e democratico se volete...A differenza di qualcun'altro.
Federico Tallucci 2012-03-24 09:58:32
se qualcuno non pubblica i comunicati dell'uaar su basa di una discriminazione religiosa sarebbe gravissimo! mi stupidsco che non indaghiate sulle reali cause e se sono queste protestiate con forza contro questa discriminazine anticostituzionale da corte dei diritti europei!
O. Manni
Paul Manoni 2012-03-25 13:29:24
Federico, non capita solo all'UAAR di veder censurati ed oscurati i propri comunicati stampa. Conosco almeno altre due Associazioni ed almeno tre partiti che subiscono dalla stessa testata in questione, una sorta di discriminazione/boicottaggio. Si tratta di associazioni e partiti che risulatano "scomodi" al pensiero comune ben indirizzato, evidentemente per ciò che hanno da dire. Alrimenti non si spiega.
Si riesce ad arginare il problema della sistematica censura con i social network, per cui alla fine, chi rimane lì come un babbeo che viene ammaestrato e pilotato da terzi, a fare la figura barbina, sono proprio quelle testate di giornali on line che si danno alla censura. A lungo andare l'esclusiva pubblicazione di comunicati stampa di alcuni, e l'esclusione sistematica di altri, SI NOTA...E si perde credibilità come giornali e redazioni. Quindi ci si siede sulla rive del fiume e si attende... ;)
Un caro saluto,
Paul
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