Fogante: “Festa della Repubblica e della Pace: a Senigallia un confronto su Costituzione, diritti e partecipazione”
“La Repubblica, le donne, la pace”, pubblico attento al pomeriggio di dialogo e confronto

Sotto un cielo carico di nuvole ma davanti a una platea attenta, Senigallia ha celebrato il 2 giugno con la tradizionale “Festa della Repubblica, Festa della Pace”, promossa dalla Scuola di Pace “Vincenzo Buccelletti” in Piazzale della Libertà.
L’iniziativa, aperta dai saluti delle autorità, è stata accompagnata dall’esposizione dei disegni realizzati dai bambini di Gaza e dalla raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare sulla difesa civile non armata e nonviolenta, temi che hanno fatto da filo conduttore a una giornata dedicata alla democrazia, ai diritti e alla pace.
Al centro dell’incontro il dialogo tra la professoressa Lidia Pupilli, storica contemporaneista Direttrice scientifica dell’Associazione di Storia Contemporanea, e il professor Federico Losurdo, costituzionalista dell’Ateneo di Urbino, sul tema “La Repubblica, le donne, la pace”.
La professoressa Pupilli ha ripercorso il lungo percorso che portò alla conquista del voto femminile.
Ha ricordato come il decreto del 1° febbraio 1945 riconobbe finalmente il diritto di voto alle donne, dopo anni di battaglie e resistenze culturali.
Non mancarono infatti forti opposizioni, alimentate dal timore che il voto femminile potesse modificare gli equilibri politici e sociali del Paese.
Un cammino che vide protagoniste anche le donne marchigiane, come le nove maestre di Senigallia e una di Montemarciano che rivendicarono il diritto di partecipare alla vita politica.
Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle 21 donne dell’Assemblea Costituente, che contribuirono in maniera decisiva alla costruzione della nuova Italia democratica. Figure come Lina Merlin e Teresa Mattei si batterono affinché i principi di uguaglianza trovassero concreta espressione nella Carta costituzionale, lasciando un’eredità che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento fondamentale.
Nel suo intervento il professor Losurdo ha sottolineato come la Costituzione italiana sia una Costituzione antifascista, nata dall’esperienza della Resistenza e concepita come progetto politico e sociale per il futuro del Paese. Richiamando le parole di Piero Calamandrei, ha ricordato che «la Costituzione non è una macchina che si muove da sola», ma necessita dell’impegno quotidiano dei cittadini per essere attuata e difesa.
Losurdo ha inoltre evidenziato che la Costituzione italiana è una Costituzione rigida, che può essere modificata solo attraverso procedure aggravate e con maggioranze qualificate, una scelta pensata proprio per tutelarne i principi fondamentali e impedire cambiamenti dettati da contingenze politiche momentanee.
Ampio spazio è stato dedicato all’articolo 11, con cui l’Italia «ripudia la guerra» come strumento di offesa e di risoluzione delle controversie internazionali. Una formulazione particolarmente forte, che va letta nel quadro del diritto internazionale e del sistema delle Nazioni Unite, nato dopo la tragedia della Seconda guerra mondiale per favorire la soluzione pacifica dei conflitti.
Nel dibattito è emersa anche una riflessione sul processo di attuazione della Costituzione, definito da Losurdo una “transizione mai completamente esaurita”, e sulla necessità di mantenere vivi i valori democratici nella società contemporanea.
Un messaggio rivolto soprattutto alle nuove generazioni: le libertà, i diritti politici e la parità tra uomini e donne non sono conquiste scontate, ma il risultato di battaglie civili e democratiche che devono essere conosciute, ricordate e difese.
Per questo occasioni come quella del 2 giugno rappresentano non solo una celebrazione della Repubblica, ma anche un’importante opportunità di formazione e partecipazione per i giovani cittadini.
A cura di Marco Fogante


























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