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Vasche di espansione del Misa e Nevola: avviate le indagini geognostiche – FOTO

Primo passo verso realizzazione. Babini e Morsucci: "Ci auguriamo conclusione prima fase in tre mesi e avvio lavori entro un anno"

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Avvio indagini geognostiche per realizzazione vasche di espansione del Misa e Nevola

Hanno preso il via giovedì 16 luglio le indagini geognostiche e penetrometriche nelle aree dove sorgeranno le vasche di espansione del fiume Misa. Si tratta di un passaggio tecnico fondamentale, propedeutico alla progettazione esecutiva dell’intervento, che consentirà di acquisire tutte le informazioni necessarie sulla consistenza del sottosuolo.

Le prove penetrometriche permettono infatti di verificare la qualità geotecnica dei terreni attraverso l’infissione di un’asta nel terreno e la misurazione della resistenza degli strati sottostanti, caratterizzando così il sottosuolo e fornendo i dati indispensabili per la progettazione delle opere.

L’intervento prevede la realizzazione di sette vasche di espansione per un investimento complessivo di circa 120 milioni di euro e rappresenta una delle opere più importanti per la messa in sicurezza idraulica del territorio senigalliese.

Avvio indagini geognostiche per realizzazione vasche di espansione del Misa e NevolaAvvio indagini geognostiche per realizzazione vasche di espansione del Misa e Nevola

“Siamo all’inizio della fase di avvio degli studi per la caratterizzazione geologica dei terreni, che è fondamentale per fare i progetti – ha spiegato il commissario Stefano Babini. A monte c’è stato un lavoro che procede da qualche anno: ci sono i piani che definiscono l’ubicazione delle vasche, le dimensioni e la capacità di invaso; ci sono stati riconsegnati da tempo i Pfte, che sono stati approvati, e sono state fatte le procedure di accordo quadro, per cui ci sono già le imprese pronte a iniziare i lavori. Adesso bisogna aspettare i progetti esecutivi e la loro verifica. Ci auguriamo che entro l’anno possano partire materialmente i lavori almeno delle prime vasche”.

Babini ha quindi evidenziato i benefici che l’opera porterà alla città: “La sezione murata del fiume Misa nel centro di Senigallia può smaltire tra i 260 e i 300 metri cubi al secondo. Il bacino del Misa-Nevola, nelle ipotesi peggiori, può produrre anche tra i 900 e i 1.000 metri cubi al secondo. Le vasche di laminazione, una volta completate, dovranno trattenere quei circa 600 metri cubi al secondo di acqua che non potrebbero transitare nel centro urbano e restituirli un po’ alla volta quando la piena sarà passata. L’obiettivo è fare in modo che le murate del centro storico riescano a contenere anche piene eccezionali, evitando che la città possa allagarsi di nuovo”.

Avvio indagini geognostiche per realizzazione vasche di espansione del Misa e NevolaAvvio indagini geognostiche per realizzazione vasche di espansione del Misa e Nevola

L’assessore al Dissesto idrogeologico, Andrea Morsucci ha sottolineato l’importanza della giornata: “È un intervento molto importante che si aspettava da decenni e oggi è l’inizio del percorso per arrivare alla realizzazione di queste vasche di espansione. Senigallia ha sofferto molto il periodo dell’alluvione e anche tutta la fase successiva. Ora si apre una fase nuova, quella della prevenzione rispetto a questi fenomeni. Questo percorso inizia da anni. I primi studi sulla realizzazione delle vasche di espansione – sottolinea – risalgono addirittura ai primi anni Ottanta, dopo la catastrofica alluvione del 1976. Da allora si è iniziato a ragionare su opere che potessero salvare la città di Senigallia e oggi siamo nel 2026. È un dato di fatto che finalmente questo percorso prende avvio. Mi auguro che sia la volta buona. Soprattutto dopo l’alluvione del 2022, il presidente Acquaroli e il commissario Babini hanno rimesso mano a questo progetto. Le trivellazioni iniziate oggi – ha concluso l’assessore – sono un passaggio dovuto, previsto dalla normativa, per arrivare ad avere un progetto esecutivo specifico delle vasche. Mi auguro che questa fase si concluda in circa due o tre mesi. Una volta completato il progetto esecutivo si potranno iniziare concretamente i lavori”.

“L’avvio delle indagini geognostiche rappresenta un momento importante per la nostra città – dichiara il sindaco Massimo Olivetti. Dopo un percorso lungo e complesso, oggi si compie un passo concreto verso la realizzazione di un’opera strategica per la sicurezza di Senigallia. Le vasche di espansione sono un’infrastruttura attesa da molti anni e indispensabile per la tutela del territorio. Ringrazio la Regione Marche, il presidente Francesco Acquaroli, il commissario Stefano Babini e tutti i tecnici che stanno lavorando a questo progetto. Come Amministrazione comunale continueremo a seguire con la massima attenzione ogni fase dell’iter, con l’obiettivo di arrivare nel più breve tempo possibile all’avvio dei cantieri e alla realizzazione di un’opera fondamentale per la prevenzione del rischio idraulico e per la sicurezza dei cittadini”.

Commenti
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Glauco G. 2026-07-17 08:48:19
Io sono sempre convinto che parliamo di 120 milioni che serviranno SOLO per ritardare l'alluvione e non per combattere contro l'alluvione...insomma...funzionerà fino a quando il livello crescerà poco oltre o avrà una portata tale da non fare la curva ma per alluvioni di poco conto..alluvioni che possono al massimo sporcare un box i una casa di campagna o le strade pubbliche in città ma non quelle che abbiamo auto noi...quelel che abbiamo avuto ...quando torneranno (non se ma quando) e saranno attive le "vasche"...al massimo daranno qualche ra in piu per andare via ma poi...l'alluvione arriverà e farà i suoi danni. non ho proprio fiducia per per questo metodo di contrasto al fenomeno e non serve ad evitare disastri come quelli che abbiamo avuto...spero solo di avere torto..e lo spero veramente perchè mi son rotto di vedere amici con casa distrutta (io per fortuna per ora noin ho mai avuto danni). Parlo da profano ma ecco alcuniesempi di cosa dico... .....2014 - 2025, almeno 9 esondazioni in 11 mesi solo a Niguarda-Pratocentenaro nonostante le vasche. 2 settembre 2025: 200mm di pioggia sul bacino, vasca di Senago attivata ma "strapiena" già alle 10-10:15, Seveso esonda a Niguarda. Stessa dinamica il giorno prima: vasca al confine con Bresso attivata alle 8, saturata in 2 ore "incapace di drenare la massa d'acqua".Senio: a maggio 2023 "di cassa ne era stata realizzata solamente una, peraltro senza essere collegata al fiume (quindi, di fatto, priva di efficacia)". Vent'anni di lavori e "non sono ancora funzionanti". Lamone: due casse in funzione vicino a Faenza ma permessi edilizi a ridosso dell'alveo, capacità insufficiente. Bilancio regionale: su 23 casse finanziate 2015-2022 con 190 milioni, "al momento dell’alluvione ne funzionavano a pieno regime solo 12 e altre due in misura parziale, mentre le restanti nove erano ancora in fase di realizzazione". ul Senio nel settembre 2024 le casse "non sono entrate in funzione perché il fiume non è mai arrivato a superare la soglia rossa", sintomo di soglie di sfioro mal tarate.20 gennaio 2014: durante la piena, "un'infiltrazione d'acqua in un punto della diga della cassa di espansione" di San Cesario. Polemiche del Comitato Modena Est sul funzionamento. 18-19 ottobre 2024: la cassa ha invasato 9 milioni di mc solo grazie a manovre manuali sulle paratoie da parte di AIPo, "senza le quali l’intero volume di piena trattenuto dalla cassa si sarebbe trasferito a valle". Durante l'alluvione di fine agosto 2020 in Veneto i bacini hanno funzionato (Montebello 50%, Colombaretta 100% a sfioro, Caldogno 50% ecc.) evitando il disastro. Lo stesso modello copiato in Lombardia non ha retto per portate superiori alle portate di progetto. questi alcuni esempi dove non hanno funzionato o dove ci sono stati problemi di gestione costruzione o mantenimento...in sintesi...bacini pensati su portate degli anni '60, ora insufficienti per impermeabilizzazione + clima...aree di espansione ridotte dall'urbanizzazione...gestione delle paratoie "comandata" invece che a sfioro naturale..mancata manutenzione e scavo (interrimento)..troppo davvero troppo complesso fare e mantenere queste opere (sperando che la proggettazione sia corretta e non calcolata con quantità d'acqua deglia anni 80-90 il tutto per..nella migliore delle ipotesi evitare "allagamenti" minori..nella peggiore ritardare di 2 ore i veri "allagamenti"
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