Olivetti: “I toni ora assunti da questa campagna elettorale non mi piacciono”
"Civismo, delibere urbanistica, opere: accuse prive di qualsiasi fondamento, ma la mia linea politica è stata molto chiara"

Da diversi giorni i toni assunti da questa campagna elettorale nei confronti miei e dei tanti cittadini che ci appoggiano non mi piacciono.
Se all’inizio ho sopportato gli attacchi strumentali, beceri e privi di ogni riscontro, che mi rivolgevano alcuni leoni da tastiera o estremisti faziosi, benché fossero palesemente infondati da risultare ridicoli, oggi faccio molta fatica a commentare e leggere gli scritti polemici di Dario Romano, assolutamente gratuiti nei miei confronti.
Sono sempre più convinto che la concretezza del nostro programma, che parla di sicurezza, equità fiscale, riduzione della pressione fiscale, lotta all’evasione, realizzazione di opere pubbliche ben precise, rilancio turistico ed economico della nostra città, interventi sociali verso i più deboli, soluzioni pratiche per i più anziani e progetti importanti e realizzabili per i più giovani, per citarne solo alcuni, sia palesemente più efficace delle chimere promesse dal mio avversario, e soprattutto, nei tantissimi incontri che quotidianamente promuoviamo nel territorio, emerge chiara la percezione della cittadinanza dei tanti inconfutabili risultati ottenuti in questi cinque anni di buon governo.
Credo che questa sensazione stia permeando anche il mio avversario politico che, abbandonando quella maschera di correttezza di cui si è rivestito nelle settimane precedenti, si è diretto sempre più verso una strategia di offesa gratuita nei miei confronti, quasi al limite della diffamazione.
Così è finito per apostrofarmi come uomo della “destra più dura” e “….altro che civico, moderato, uomo delle istituzioni”, solo per il fatto che sono stato presente alle conferenze stampa tenute da Ministri e Sottosegretari venuti a Senigallia durante la campagna elettorale, senza peraltro mostrare alcun vessillo politico. Una bufala: che io sia, come sempre sono stato, un civico ed un moderato lo sanno anche i sassi, ed allora perché diffamarmi in quel modo?
Così ha insinuato il dubbio della mia assenza alle famose delibere di Giunta in materia urbanistica, solo per frustrazione. La realtà delle cose è ben diversa e ormai nota a tutti: proprio per non generare alcun dubbio sul mio operato ho deciso di non prendere parte a delibere che riguardassero vicende di cui, prima che diventassi Sindaco, mi ero interessato e di cui mi sono spogliato appena eletto. Sebbene per legge avrei potuto esprimere il mio voto, ho preferito per correttezza istituzionale non prendere parte alle decisioni, così come ho fatto per molte altre situazioni, non ultima quella che riguarda l’utilizzo questa sera del Teatro La Fenice da parte di Vivere Senigallia, ma anche di questo chi, come Dario, non ha mai letto gli atti non si è accorto.
Chiaro che la mia decisione lo ha frustrato: se avessi, come la legge mi consentiva, preso parte alle varie decisioni avrebbero urlato allo scandalo, mentre così non possono far altro che ululare alla luna.
Così ha cercato di lanciare tante altre accuse prive di qualsiasi fondamento e prova, ad esempio: i 100 milioni di opere pubbliche realizzate, peraltro solo con meno di un quarto di fondi del PNNR, lui le definisce “Promesse non mantenute. Progetti confusi. Occasioni buttate”. Una tesi assurda smentita dai fatti.
La mia linea politica è stata molto chiara: far vedere le opere realizzate, mettere la faccia su quanto abbiamo programmato disinteressandomi, almeno sino ad oggi, dell’altrui propaganda, visto che si contraddice da sola.
E’ di oggi la notizia che Dario Romano da Agosto 2008 a Giugno 2009 ha effettuato uno stage al Parlamento Europeo quale collaboratore dell’On. Luca Romagnoli, segretario nazionale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore dal 2002 al 2013 ed europarlamentare eletto nelle fila della Fiamma Tricolore dal 20 luglio 2004 al 13 luglio 2009.
Una notizia che a mio avviso ha di per sé poca rilevanza, se non fosse per la strana circostanza per cui il mio avversario politico, che fa della trasparenza la sua bandiera, non ha sentito il bisogno e la necessità di renderla nota nel suo curriculum, dove si dà atto che da Agosto 2008 a Giugno 2009 ha effettuato uno stage al Parlamento Europeo senza citare con quale Europarlamentare collaborava. Credo sarebbe stato molto, ma molto meglio, mettere in chiaro la vicenda sin dall’inizio, senza esporsi a questo spiacevole epilogo.
Massimo Olivetti
Candidato sindaco di Senigallia


























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