Nessuna si educa da sola
A Senigallia una conversazione sulla scuola con il collettivo Parliamone

“Nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo, gli uomini si educano insieme, con la mediazione del mondo” di Paulo Freire (1968).
In questa società frammentata, individualista, ipertecnologica e violenta il compito di educare diventa sempre più complesso. Siamo persone smarrite e disorientate. Troppo spesso la scuola e le famiglie sono in crisi e si arroccano su risposte autoritarie, repressive aumentando il rigore e la fermezza. Nella generale e oggettiva difficoltà “il male” è focalizzato sul ruolo dei media e dei social a celare la stanchezza e la frustrazione nel processo di autocritica delle agenzie educative.
Il collettivo Parliamone dell’associazione \’Altra Metà da tempo studia, ricerca sul tema della cura. A tal fine organizza l’ottavo ciclo dei venerdì della cura “La dolcezza è cura” che prevede due incontri-conversazione e un’azione contemporanea con l’affissione di un manifesto con illustrazione di Mabel Morri “Parlare con i muri”.
Il primo evento è “Nessun* si educa da sol*”, venerdì 15 maggio 2026, alle ore 19,30 presso il Caffè del Foro, Foro Annonario 1 Senigallia. La conversazione prevede come ospite Cesare Moreno, Presidente dell’associazione Maestri di Strada di Napoli e Simone Ceresoni, Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo Padovano-Corinaldesi di Senigallia.
È una occasione speciale per l’autorevolezza degli ospiti nei rispettivi ambiti di intervento. L’approccio pedagogico di Cesare Moreno è attuato con successo fin dagli anni 90 nel recupero delle persone adolescenti che vivono nei contesti di estrema marginalità a Napoli. Il pedagogista ribalta lo schema della scuola tradizionale che spesso certifica il loro fallimento. Il comportamento deviante non è motivo di espulsione ma punto di partenza per capire un disagio profondo. L’apprendimento non è solo un processo cognitivo ma un processo relazionale. In questo senso il conflitto non è un disturbo da sanzionare ma materiale didattico, un messaggio da decodificare. Tema della conversazione sarà capire come può essere possibile applicare questo metodo nella scuola caratterizzata da rigidità burocratica, mancanza di risorse e un certo approccio culturale nozionista. Come declinare questo paradigma in un istituto comprensivo marchigiano dove il disagio è spesso silente, caratterizzato da ansia di prestazione, disturbi alimentari e dipendenze digitali? Simone Ceresoni, docente autorevole con molteplici esperienze nei vari ordini di scuola e con una marcata sensibilità nel sociale e dirigente scolastico, ci aiuterà ad affrontare la sfida tra educazione solo come “valutazione” ed educazione come atto politico, come pedagogia della condivisione.
Noi pensiamo che la scuola sia il luogo dove costruire assieme il significato della realtà. Se un adolescente fallisce, non è un fallimento solitario ma un‘interruzione del dialogo tra tuttə noi.
Vi aspettiamo perché la cura è un bene comune, perché la responsabilità non si delega e perché il tempo condiviso per pensare assieme è un gesto politico.
Il ciclo di eventi è stato realizzato con il sostegno di Coop alleanza 3.0.
Gli eventi sono gratuiti e aperti a tuttə.
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da Collettivo Parliamone, \’Associazione Altra Metà
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