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“Il Pronto Soccorso di Senigallia da mesi in grave sofferenza”

Mangialardi: "E' urgente potenziare la medicina del territorio"

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Maurizio Mangialardi

L’Ospedale di Senigallia, in particolare il Pronto Soccorso, è tornato ancora una volta, come purtroppo sta accadendo spesso da un po’ di tempo a questa parte, al centro dell’attenzione mediatica per un nuovo caso di attese eccessivamente lunghe in fase di accettazione triage.

La recente denuncia di una signora di 78 anni che ha trascorso dieci ore in barella in attesa di essere visitata per una frattura alle costole, che ha dovuto poi farsi refertare altrove a causa dell’impossibilità di accedere alle prestazioni diagnostiche, è solo l’ultimo di una lunga serie.

Particolare scalpore aveva suscitato la vicenda di Franco Amoroso, poi deceduto: un paziente oncologico che era stato costretto a sdraiarsi a terra per mancanza di barelle.

In quell’occasione, le istituzioni avevano indegnamente tentato di scaricare sul personale sanitario ogni responsabilità, attivando una procedura interna di verifica.

Al contrario, invece di puntare il dito sugli operatori, dobbiamo innanzitutto difenderli convintamente, visto che stanno svolgendo al meglio il proprio lavoro, a Senigallia così come in tutti gli altri presidi della Regione: sottoposti a turni massacranti, quasi sempre sotto organico e sotto una pressione eccessiva.

Il ripetersi continuo e costante di episodi simili dimostra che la responsabilità non è certo in capo a questo o quell’infermiere, a questo o quell’operatore sociosanitario presuntamente poco attento o poco professionale, ma che, piuttosto, è la governance politico-istituzionale a essere deficitaria, tra l’assordante silenzio del Sindaco di Senigallia e una Giunta regionale che ammette il proprio fallimento invocando la necessità di modificare il piano socio-sanitario.

La crisi del sistema dell’emergenza-urgenza riguarda tutte le Marche, ma emerge con forza una specificità del nostro territorio, quelli di Senigallia e della Valle del Misa e del Nevola, dove si registrano criticità se possibili più gravi del resto della Regione.

C’è dunque la necessità di aprire una riflessione seria, sgombrando il campo dalla ricerca di capri espiatori, e provando ad analizzare in modo lucido i motivi che stanno alla base di questa sofferenza all’interno dell’Ospedale “Principe di Piemonte”.

A mio avviso, la ragione principale è l’assenza di un filtro territoriale, di strutture che possano evitare l’effetto domino di scaricare sull’Ospedale tutti i bisogni di cura di un comprensorio di 80 mila abitanti.

Non è più procrastinabile il potenziamento della medicina territoriale, di cui la Valle del Misa e del Nevola è particolarmente sguarnita, non solo rispetto agli standard previsti dal DM 77, non rispettati nel nostro Distretto sanitario, ma anche a livello di idee e progetti per il futuro.

Ho ripresentato anche in questa Legislatura una mozione volta a individuare alcune case di comunità spoke nei comuni di Trecastelli, Ostra Vetere e Serra de’ Conti, e a delineare in modo certo un Ospedale di Comunità per Senigallia, che rimane al momento poco più di un’ipotesi, non essendo né finanziato (è infatti escluso dal PNRR), né adeguatamente progettato.

L’unica casa di comunità hub prevista, quella di Corinaldo, verrà realizzata tra chissà quanti anni: nonostante sia imminente la scadenza PNRR del 30 giugno, i lavori non sono di fatto nemmeno partiti.

Tuttavia, senza Aggregazioni Funzionali Territoriali di medici di medicina generale, senza la strutture della medicina del territorio, ovvero senza il filtro di servizi sanitari diffusi, la situazione presso l’Ospedale di Senigallia non potrà che peggiorare. L’unico modo per decomprimere questo stato di eccessivo stress ospedaliero e del sistema dell’emergenza urgenza è costruire davvero, non solo sulla carta, quella medicina del territorio che tutti avevano promesso di implementare dopo la fase COVID, e che rimane ancora, almeno per la Valle del Misa e del Nevola, solo una vuota promessa.

Maurizio Mangialardi
Consigliere regionale PD Marche

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