“Diamo esempi positivi”
Mirella Verde parte da un convegno sulla sostenibilità ambientale a Taranto, per allargarsi anche a Senigallia

Leggevo qualche giorno, su un quotidiano locale, una notizia pervenuta dall’ agenzia AdnKronos di un convegno sulla sostenibilità ambientale a Taranto.
Purtroppo non c’ era spazio per commenti e così, mio malgrado, mi ritrovo a scrivere un articolo a tal proposito. Provengo da Taranto, anche se non sono nata li’ , e sono ormai circa trent’ anni che vivo a Senigallia. Devo dire che, accanto alla nostalgia per il diverso modus vivendi della gente del Sud( senz’ altro più accogliente e ospitale rispetto a quanto, secondo quello che ho trovato e sto vivendo a Senigallia) quell’ articolo mi ha procurato tanta rabbia: non una parola sui danni ambientali e sull’ aumento dei tumori causati soprattutto dall’ inquinamento dell’ ex Ilva; non una parola sulle attività ittiche semudistrutte anche dalla raffineria; non una parola su ciò che si è perseguito in nome di un progresso che invece, in molti casi è stato regresso, malessere e “voglia di andar via”.
Ma nemmeno una parola su quella che è stata l’ attività culturale promossa da chi ha davvero coltivato la cultura , come il tanto compianto Antonio Rizzo col Premio Taranto di letteratura e di pittura poi( presidente della giuria Giuseppe Ungaretti) che allora ha dato una notevole spinta alla crescita del Sud. E che speriamo continui ad ispirare l’ opera di chi per davvero vuole affermare l’ importanza del Sud, e di Taranto particolarmente, città bimare unica nel suo genere, dove i due mari, il Mar Piccolo e il Mar Grande, confluiscono in un grande abbraccio, simbolo di una autentica pace e affettività che l’ uomo d’ oggi, proiettato verso mete che hanno come obiettivo spesso l’ odio e la sopraffazione, sta dimenticando. Non parliamo per favore di valorizzazione .
Perché Taranto e il Meridione (e direi l’ Italia tutta e, perciò anche Senigallia)sono già un valore. Che va amato e rispettato in tutti i modi che una società davvero civile pone come puntelli inamovibili.Non abbattendo continuamente alberi anche secolari ( come purtroppo avviene anche qui); tutelando quel patrimonio artistico unico ed irripetibile che è il paesaggio naturale( spesso messo a dura prova in più parti d’ Italia , e anche qui, da interventi devastanti); salvaguardando il mare, fonte di vita e anche di lavoro;amando e tutelando gli animali. Cosa che spesso non viene attuata neanche qui a Senigallia, che si fregia dell’ epiteto di città amica dei cani. quasi che gli altri animali (a cominciare dai gatti liberi e delle colonie ) non siano degni di attenzione, di amore e di cure.
Non lasciamoci prendere, anche qui, a Senigallia dal mito di un falso progresso da perseguire a tutti i costi: primo fra tutti quello della velocità ( e non mi stancherò mai di sottolineare le stragi di animali, in primis dei gatti , che avvengono sulla statale Adriatica, dove lo ripeto sempre- i limiti di velocità vengono rispettati solo da pochi utenti-; poi quello della cementificazione a tutti i costi, che fa costruire nuove abitazioni, lasciando nel degrado quelle più vecchie, soggette a incuria e a crolli, che diventano un reale pericolo per persone e animali.
Pur nella distanza fisica, purtroppo, per alcuni aspetti , le due città un poco si assomigliano.
L’ antidoto ai ” guasti” di questa società che spesso si ritrova ad avere” gemelli nel male” quale può essere? Offrire, a cominciare dalle istituzioni, famiglia, e soprattutto la stampa degli esempi positivi. Smetterla di pensare , per così dire, che solo” il male fa notizia”, ma credere che il bene può generare ancora bene. Se vogliamo salvaguardare questa Terra davvero. Altrimenti, per dirla con Quasimodo, saremo sempre quelli ” della pietra e della fionda”, pronti a violentare tutto, persino noi stessi. E seguiamo altri percorsi ,che in tanti casi già ci sono, ma che vivono nell’ ombra, o taciuti apposta perché ” il bene vende poco”. Richiamandoci ai veri valori della vita, quelli che ci fanno sentire davvero un’unica umanità. Siamo o no nell’ anno dedicato a san Francesco? E allora che lo sia davvero. E non diventi anche questo un mero affare commerciale. Ma serva a ritrovare quella bellezza e armonia, cardini della vita, che spesso mettiamo da parte, accecati dalla volontà di sopraffazione dell’ uno sull’ altro e attratti dal superfluo e dall’ inutile.
Grazie
Mirella Verde
Insegnante d’ italiano in pensione
responsabile di una colonia felina a Cesano di Senigallia.


























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