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Cosa è successo sulla piazza prima concessa e poi tolta all’ANPI per il 25 aprile a Senigallia

"Adesso parliamo noi. Schiaffo gravissimo del Comune"

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Festa dei Folli 2026 - Corinaldo - 24/25/26 aprile
Il Foro Annonario il 25 aprile

Ne abbiamo sentite tante. Ne abbiamo lette tante. La domanda è semplice: potevano convivere le due manifestazioni? Sì, senza alcun dubbio, se l’amministrazione avesse affrontato per tempo la sovrapposizione anziché scaricarla su di noi a cose fatte.

Metterle in contrapposizione non è una necessità: è un pretesto. Comunicarcelo all’ultimo momento, in un incontro convocato per tutt’altro, è una scorrettezza istituzionale.

Adesso parliamo noi.

Il 25 agosto 2025 richiediamo l’utilizzo della Vecchia Pescheria.
Il 14 ottobre 2025 mandiamo l’occupazione di suolo pubblico per il Foro Annonario che il Comune ci conferma il 21 ottobre. Da quel giorno iniziamo le procedure per il piano di sicurezza della piazza.
Il 19 febbraio 2026 mandiamo la consueta lettera al Sindaco per ragionare sul 25 aprile mattina. Ci rispondono infine il 3 marzo dandoci appuntamento per il giorno dopo, il 4 marzo.

Siamo in piena campagna referendaria per il referendum sulla giustizia che come ANPI ci ha visti impegnati quotidianamente insieme ad altre associazioni, tuttavia nonostante il poco preavviso, la Presidente Mabel Morri e la Vicepresidente Manuela Bartolucci si recano in Comune. In Comune però il Sindaco non c’è, “Un impegno improvviso, un sopralluogo”, ci viene riferito. Un sopralluogo è più importante del 25 aprile. In quell’occasione ci viene riferito che “abbiamo un problema per il pomeriggio”. Per quale motivo?

Per l’allestimento della manifestazione delle moto Harley-Davidson che inizierà il 30 aprile. In una piazza già pagata e autorizzata dal Comune stesso.

Riuniamo il direttivo: ci viene proposta Piazza Simoncelli, ma è un parcheggio ed è indecoroso per il 25 aprile, non c’è una piazza alternativa, la festa del pomeriggio non si farà, oltre al danno economico. Il tutto senza che il Sindaco abbia assunto la responsabilità della vicenda, senza che ci abbia mai incontrato.

Il direttivo decide di scrivere al Sindaco per un altro incontro urgente, dell’impossibilità per la nostra associazione di pagare un’altra piazza, del danno economico e del fatto che avremmo comunque fatto sapere alla città la vicenda. Che non può essere taciuta, senza per altro mai incontrare il Sindaco. Sperando che ci sia, questa volta.

Incontriamo finalmente il Sindaco il 18 marzo, con la sua segretaria. A quasi un mese dal 25 aprile.

Ci viene proposto di sentire noi quelli dell’Harley per capire se possiamo fare la festa il 25 aprile, proposta che non ci sembra seria, considerato che il problema non l’abbiamo certo creato noi. Viene proposta Piazza Ottorino Manni, e un rimborso: a parole sembra che la festa del pomeriggio possa svolgersi.

Riuniamo il direttivo, scegliamo di salvare la festa del pomeriggio.

Confermiamo alla segretaria del Sindaco che lo spazio di Piazza Manni, per altro personaggio antifascista e pacifista, è una soluzione su cui lavorare.

Tra campagna referendaria che si conclude con la stragrande vittoria del NO e la Pasqua, adesso, è la nostra voce che parla, con questa cronologia degli eventi e con l’amarezza di una situazione che avrebbe potuto essere risolta in altro modo.

Siamo l’ANPI, rappresentiamo tutte le anime antifasciste della città, ci facciamo sentire quando riteniamo che ci siano condizioni antidemocratiche, quando viene messa in discussione la Costituzione come per la campagna referendaria sul referendum sulla giustizia, quando ci viene imposta una decisione autoritaria senza dialogo.

Non è tanto, non solo, la piazza e il rimborso, che è evidentemente una toppa, è la totale mancanza di considerazione e di totale indifferenza per il 25 aprile, per la Festa della Liberazione dal nazifascismo, uno dei giorni, se non il giorno, più importante della nostra storia, della storia del nostro Paese.

Il fatto che il Sindaco abbia incontrato la nostra associazione è il minimo per una situazione che ha creato il Comune stesso, perché siamo certi che, se si fosse affrontata prima questa sovrapposizione, le due manifestazioni avrebbero potuto tranquillamente convivere. Un’amministrazione seria e di dialogo, competente tra i propri uffici, avrebbero potuto evitare questa situazione.

Le nostre perplessità riguardano queste mancanze, di un’amministrazione che non considera il 25 aprile come data fondativa del nostro Paese ma probabilmente come data di una gita fuori porta, di un Sindaco evidentemente già in campagna elettorale, venendo meno al giuramento fatto sulla Costituzione: non sta rappresentando una parte consistente di comunità, siamo stati trattati come fossimo, noi e il 25 aprile, una scocciatura.

La nostra comunità, incontrata in assemblea, grida vergogna per questo trattamento antidemocratico, irrispettoso, prevaricante e arrogante, con cui ci è stato comunicato il diniego del Foro Annonario da parte dell’amministrazione.

Questo è il cuore della questione: non avere avuto cura, non avere avuto attenzione, di aver offeso la comunità antifascista tutta.

Siamo certi che non ci saranno ulteriori problemi, non permetteremo di far sminuire questa data fondativa della nostra Repubblica da parte dell’amministrazione e, aggiungiamo, questa penosa e amara situazione, questo schiaffo gravissimo del Comune, non ha minimamente troncato la voglia di festeggiare il giorno della Liberazione dal nazifascismo del 25 aprile. Nonostante tutto, andiamo avanti.

da ANPI Senigallia sezione Giulia Giuliani e Luigi Olivi

Commenti
Ci sono 2 commenti
Glauco G. 2026-04-13 13:43:10
Ma di cosa parliamo? di associazioni che hanno APPOGGIATO tutto questo? Benito Mussolini definì il Codice Rocco (entrato in vigore nel 1931) come un'opera monumentale, espressione del "genio giuridico italiano". Sostenne che il codice fosse necessario per imporre disciplina, superando l'individualismo dello Stato liberale, e lo descrisse come un sistema "più mite" del precedente (Zanardelli) nei casi in cui fosse necessaria indulgenza, pur irrigidendo le norme a difesa dello Stato fascista. Mussolini vedeva nel codice, creato dal Ministro della Giustizia Alfredo Rocco, lo strumento per imporre l'autorità dello Stato e il corporativismo, allontanandosi dal liberalismo. Il nuovo codice fu descritto come una necessità per stroncare l' "antistato" e la presunta fiacchezza dello stato liberale precedente."Inuictus in armis, in legibus sapiens": Nel presentare il codice, veniva esaltato il connubio tra la forza militare (le "conquiste delle armi") e la saggezza legislativa del regime, descrivendo il codice come un monumento al nuovo corso nazionale. Difesa della "stirpe": Il codice introdusse pene severe per la difesa della famiglia e della stirpe, inclusa la punizione dell'aborto come reato. Sebbene il regime lo presentasse come un'opera di grande civiltà giuridica, il Codice Rocco del 1930 fu principalmente un pilastro repressivo per consolidare la dittatura fascista...se parliamo di persone che hanno votato NO e quindi PERFETTAMENTE IN LINE con il NO di Benito...allora meglio evitare certi festeggiamenti..non sono più nel loro DNA
Glauco G. 2026-04-13 15:39:51
Che poi, ora l'articolo gira anche su fb e ho letto commenti che io e solo io trovo "allucinanti".. gente che insulta dando dell'analfabeta e addirittura fascista chi pensa che il 25 aprile sia solo di sx (e ha votato no al referendum esattamente come i fascisti nel 31 quindi molto piu affine ai presunti fascisti di oggi che a chi dice che il 25 aprile è una festa dell'unità 2.0)....altri, per me giustamente, fanno notare che la foto dell'articolo mostra una bandiera arcobaleno che non c'entra niente con il 25 aprile ..e poi tanti a dire che è una festa di sx..cosa che io torvo correttissimo come pensiero...sia ben chiaro..se oggi i comunisti puntano a dire che il 25 aprile è una festa di tutti...dovevano pensarci molto prima perchè..fino ad oggi...solo bandiere rosse e canti popolari di bassa lega comunista si sentono a queste feste di paese..si. .per me è una festa paesana ..una festa dell'unità 2.0 e non una vera commemorazione...ho sempre detto che mai festeggerò con i partigiani comunisti perchè ho sempre dichiarato che se fossi nato in quel periodo...sicuramente sarei stato nelle fila dei partigiani cattolici di dx.....quindi..in quel periodo...dovevo stare attento al fascista che mi voleva morto e al partigiano comunista che mi voleva morto....io avrei combattuto per una libertà dal ffascismo e come finto alleato avevo il comunsita che mi voleva morto....pensa te!! ..mai e poi mai sarei sceso in piazza accanto a bandiere rosso sangue che per me erano colpevoli tanto quanto qeulle nere (tutti e due mi volevano morto perchè odiare il nero e festeggiare il rosso?)...ma forse un giorno la storia si scriverà veramente per come sono andati realmente i fatti...e si potranno avere più piazze intitolate al generale Filippo Caruso, colonnello Giuseppe Pièche, Ten. colonnello Marco Bianco, generale Filippo Caruso, ecc...io combattevo al loro fianco non a partigiani/e rossi in bicicletta che lottavano solo sotto un colore.....e le vorrei nelle pizze delle città di sx non a Milano...quando avverrà...senza bandiere o canti isterici...andrò a festeggiare la liberazione d'Italia..perchè veramente ci saremo davvero liberati.
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