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“Mentre la Rocca è sotto l’egida della Sovrintendenza ed è costantemente manutenuta, il fossato è di gestione comunale. E qui sono dolori!”

"Un accorato appello a chi si candida al governo di Senigallia contro il degrado" - FOTO

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Un accorato appello a chi si candida al governo della città.

Senigallia nel tempo è stata amministrata da vari schieramenti e tutti non hanno mostrato grande attenzione per certi spazi urbani. Si spera d’ora in avanti che si vada in controtendenza, che giunga una nuova sensibilità che spazzi via l’indifferenza e il disamore per certi luoghi rappresentativi della città.

L’orgoglio nel vedere Senigallia primeggiare in tutta la regione per numero di frequentatori dovrebbe costituire un propellente per migliorarla ulteriormente.

Il turismo però è un giano bifronte. Se da un lato soddisfa gli operatori del settore che devono ringraziare innanzitutto madre natura che ha regalato alla città 12 km di belle spiagge e la storia con un il suo lascito monumentale ahimè in larga parte trascurato, nello stesso tempo ha comportato rincaro dei prezzi, affitti esosi, maggior traffico, rumori intollerabili d’estate che affliggono specialmente le persone che vivono in centro e a ridosso del mare, maggior rischio di furti e raggiri e sovraffollamento del pronto soccorso anche perché la città è diventata una sorta di paradiso della bisboccia chiassosa e alcolica.

In tal contesto si incista la sciatteria in cui versano certi spazi urbani.

Tra questi ad esempio l’area che circonda il monumento principale della città:

la rocca roveresca.
Un caso eclatante di urbanicidio, di esempio per come si maltrattano porzioni preziose di una città storica con sperpero di danaro pubblico.

Mentre la rocca è sotto l’egida della Sovrintendenza ed è costantemente manutenuta, il fossato è di gestione comunale. E qui sono dolori!

L’area che circonda il monumento, studiato ed ammirato da un certo Leonardo da Vinci, si presenta in uno stato di degrado da far spavento a chi proviene dalla vicina stazione, altro luogo afflitto da squallore e incuria.

Di notte attraversare il fossato, specialmente per le donne, è atto di sfida e coraggio per il rischio di incontri non proprio piacevoli. Allo sbocco del sottopasso della stazione vi sono due file di siepi che oltre ad ostruire la visuale della rocca presentano nicchie dove sono ospitate delle panchine che sembrano più nascondigli per malintenzionati che ricetti per piacevoli soste. La loro rimozione consentirebbe di ammirare meglio la rocca e sarebbe utile anche per una maggior sicurezza dei passanti.

La sicurezza è un altro punto dolente e purtroppo nel tempo nessuna amministrazione ha pensato di garantirla in questo luogo nevralgico, essendo via d’accesso alla stazione, con adeguati corpi illuminanti ed impianti di videosorveglianza.
Si gettano costantemente al vento soldi pubblici per la sistemazione del prato quando l’area intorno alla rocca è da sempre destinata a feste e bancarellame vario; dopodiché solo sporcizia e abbandono.
Che non si possano individuare altri spazi per certi intrattenimenti mi sembra solo frutto di inerzia e pigrizia amministrativa.

Per una amministrazione seria e consapevole l’area della stazione ferroviaria, il parcheggio senza ombra dove un tempo c’era la pinetina, la carie decennale del politeama Rossini, gli squallidi sottopassi, il miserrimo accesso laterale che fiancheggia lo stabile dove c’era un supermercato, l’incongruo lastricato in travertino di piazza del Duca, dovrebbero essere oggetto di una vera riqualificazione urbana con interventi di alto profilo estetico, pensati per fornire una permanente godibilità dei luoghi tanto ai residenti quanto ai numerosi visitatori.

Si auspica che chi governerà la città in futuro abbia un moto d’orgoglio invertendo la tendenza alla trascuratezza che c’è sempre nelle aree intorno alla rocca, come se non fosse il monumento che connota simbolicamente la città.
Ve la immaginate una incuria simile intorno alla torre Eiffel o al Colosseo?
Stazione ferroviaria: un’altra vergogna cittadina! Il bel edificio dalle linee sobrie di gusto razionalista non c’è più perché versa in uno stato di imbarazzante impresentabilità.
Oggi è ricoperto da ghirigori di dubbio valore artistico, peraltro screpolati e sbiaditi dalle intemperie. La superficie andrebbe ricondotta alla originaria tinteggiatura chiara ed elegante.
Un’offesa per la città se si pensa che in altre stazioni rivierasche le “Ferrovie” hanno speso soldi per risanamenti e ammodernamenti.
Sebbene lo stabile non sia di competenza del Comune ci si aspetta da un sindaco doverose pressioni sulla proprietà perché vengano restituiti dignità e funzionalità ad un edificio dove gli orologi non segnano l’ora giusta, le parti in ferro sono arrugginite, gli infissi malandati e le fioriere trasformate in aridi posacenere colmi di cicche e altre amenità .
A Chi vincerà le elezioni si chiede intanto di amare la città che si troverà ad amministrare. Le buone iniziative verranno di conseguenza.

 

Piero Sbaffi

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