“No all’accattonaggio che sfrutta gli animali”
Mirella Verde: "Nel corso degli anni la Fiera di Sant'Agostino ha mantenuto questo aspetto assai negativo"

Passato Ferragosto, ormai si avvicina per Senigallia la storica fiera di Sant’ Agostino, la cui atmosfera veniva così descritta dal poeta Alfred De Musset: ”I privilegi della Fiera Franca, che esentano dai diritti doganali le mercanzie di tutti i paesi avevano attirato molti legni del litorale adriatico… turchi in fez passeggiavano lungo la riva del fiume, musicanti e girovaghi facevano serenate alle ragazze… le cucine esalavano in pieno i loro odori di fritture, pesci e formaggi… i cantastorie,gli zingari, i ciarlatani raccontavano gesta leggendarie suonando organetti… gli alberghi erano pieni… dall’alba al tramonto vi era un frastuono indiavolato… ballarono la tarantella sotto la mia finestra per tutta la notte e si invitavano i passanti fra loro a quel ballo improvvisato…”.
Anche ai giorni d’ oggi la Fiera di sant’ Agostino costituisce un evento per la cittadina, anche se, col passare degli anni ha perduto il fascino d’ un tempo e anche il numero delle bancarelle con le loro mercanzie è diminuito.
Ma, purtroppo, nel corso degli anni ha mantenuto un suo aspetto assai negativo ( presente invero anche in altre occasioni, tra cui quella del mercato del giovedi) : quella dell’ accattonaggio con la presenza di animali, il più delle volte cani, ma qualche volta anche gatti
o. addirittura coniglietti.
Nonostante non esista una legislazione specifica, le condizioni in cui vengono tenuti gli animali possono rendere la condotta di chi detiene l’ animale per chiedere l’ elemosina penalmente sanzionabile.
Da qualche anno infatti l’accattonaggio non è più considerato reato dal nostro ordinamento penale.
Ad aver perso rilevanza in tal senso, tuttavia, è la forma “pura semplice” di accattonaggio, ma non quella che si caratterizza per l’utilizzo di certe modalità volte ad impietosire i passanti e tentare di ottenere qualche spicciolo in più. Andando ad esaminare bene la faccenda, infatti, puo’ emergere un sottofondo oscuro che può legarsi ad altri di reati compiuti a danno degli animali:addirittura, c’è proprio un mercato che sfrutta gli animali al fine di far loro partorire, in allevamenti abusivi, cuccioli in continuazione, da utilizzare per l’accattonaggio. Cuccioli tenuti senza alcuna prevenzione sanitaria che, frequentemente ,vengono poi abbandonati e avviati alla morte ( una morte orrenda) una volta cresciuti.
Diversi anni fa è stata presentata una proposta di legge volta a introdurre il reato di accattonaggio con animali, ma essa si è arenata ma ci sono segnali di un suo ritorno in auge valido per tutto il territorio nazionale. Infatti alcune regioni, tra cui in primis la Lombardia, hanno di recente approvato una normativa a riguardo.
In ogni caso, anche a seconda di come siano tenuti gli animali o da dove provengono, il rischio per chi chiede l’ elemosina (o per chi c’è dietro di loro) può essere quello di essere condannati per il reato di cui all’articolo 544-ter del codice penale.
Tale norma, più nel dettaglio, sanziona con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi o con la multa da cinque mila a trenta mila euro coloro che, soltanto per crudeltà e senza alcuna necessità, cagionano una lesione a un animale o lo sottopongono a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori che, per le caratteristiche dell’animale stesso, sono insopportabili. Con la medesima pena si punisce, inoltre, anche chi somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ( e questi che agiscono così sono soprattutto zingari o nomadi , legati anche ad associazioni e attività criminali) e chi li sottopone a dei maltrattamenti che comunque possono provocare un danno alla loro salute fisica e psicologica. Infatti, capita spesso che i questuanti, per tenere buono l’animale, facciano uso di droghe che somministrano all’ animale, causandogli anche gravi problemi di salute in tutti i sensi.
Peraltro talvolta utilizzare animali per l’accattonaggio può comportare che venga applicata una specifica norma del codice penale che punisce, con un’ ammenda pecuniaria, variabile a seconda della gravità di ogni singolo caso, chiunque lasci liberi o non custodisca adeguatamente animali
anche affidandoli a persona inesperta.
Se, insomma, il reato di accattonaggio è ormai da tempo scomparso dal nostro ordinamento, ciò non vuol dire che tale pratica possa essere esercitata liberamente, anzi.
Oltretutto ormai anche diversi Comuni vietano espressamente in specifiche ordinanze, l’accattonaggio con animali, a prescindere dalle condizioni in cui vengono tenuti i “compagni di elemosina”.
Bisogna comunque evitare di fare di tutta l’erba un fascio: spesso a chiedere l’elemosina sono soggetti soli, in sincero stato di bisogno, che trovano nell’animale che li accompagna l’unico vero compagno e amico. Non è difficile riconoscerli e in questo caso aiutarli nelle strutture atte a questo scopo, che devono essere pronte ad accogliere l’ animale se questo è davvero l’ unico affetto rimasto alla persona che versa in condizioni di indigenza. Tuttavia molte di queste strutture per i senzatetto non accettano animali ( e questo è un aspetto vergognoso), per cui costoro preferiscono stare in strada per non separarsi dal loro unico affetto. In alcune citta’, ad es. Catania, sono state avviate alcune iniziative per ovviare a questa problematica. La Caritas locale ha infatti promosso stalli presso rifugi, associazioni e volontari, che dovrebbero comunque essere sovvenzionate dallo Stato e non solo messe in atto dagli unici sacrifici dei volontari, per ospitare temporaneamente gli animali dei clochard che possono accedere ai servizi di accoglienza senza separarsi dal loro quattro zampe. Un esempio che dovrebbe essere seguito da tutte le strutture di accoglienza.
Tuttavia , al di là di una presenza o meno di un reale rapporto affettivo, se il punto centrale della questione dovrebbe essere sempre quello del benessere animale, le condizioni in cui soggiacciono queste bestiole non sono certo ottimali, costrette come sono a stare ore ed ore sull’ asfalto , esposte alle intemperie o al caldo torrido e, spesso, come scrivevo poco fa, drogate.
Dovrebbe esserci una legge valida per tutto il territorio nazionale, ma ancora non c’ e’. Ma tante realtà la stanno chiedendo a gran voce. E, in alcune regioni come la Lombardia , come dicevo prima, è entrata in vigore proprio in questi giorni.
Cosa fare qui a Senigallia?
A Senigallia, durante eventi di grande richiamo come la storica Fiera di Sant’Agostino (che si tiene ogni anno dal 27 al 30 agosto), l’accattonaggio con animali è strettamente vietato dal Regolamento Comunale sulla tutela degli animali del Comune di Senigallia.
È in atto il divieto assoluto di usare animali di qualsiasi specie o età per praticare l’accattonaggio, come anche la necessità di tutelare cuccioli e animali fragili: infatti, il regolamento vieta l’uso di mettere in strada cuccioli, animali malati, feriti, gravidi o in cattivo stato di salute. Inoltre, gli organi di vigilanza (come la Polizia Locale) hanno il potere e il dovere di sequestrare gli animali impiegati in queste pratiche illecite. Gli animali vengono così affidati a strutture sanitarie o rifugi idonei per le cure di chi hanno bisogno.
Teniamo bene a mente queste regole e facciamo di tutto per stroncare quest’ uso degli animali, ancor più ora che la legge Brambilla li riconosce come soggetti tutelati dal diritto. E teniamo conto che spesso ( tranne quei pochi casi in cui l’ animale è l’ unico affetto rimasto a chi ha perso tutto) molti clochard – mi si passi il paragone- usano le povere bestiole allo stesso modo in cui i criminali sfruttano i minori per delinquere. E che spesso questi animali giungono da noi attraverso una rete di traffici illeciti, dopo viaggi estenuanti e in pessime condizioni igieniche. E se hanno la fortuna di essere intercettati dal corpo forestale dei carabinieri o dalle guardie zoofile sono salvi, altrimenti sono destinati ad una vita di stenti e maltrattamenti e ad una morte terribile.
Mirella Verde
Docente di italiano e storia in pensione
Responsabile di una colonia felina a Cesano di Senigallia


























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