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Dr.ssa Vilma Caterina Mazzocco - Psicologa clinica, psicoterapeuta - Senigallia

La pelle come confine dell’anima

La Dr.ssa Mazzocco, psicologa clinica e psicoterapeuta, espone la storia di Giulia e della sua dermatite improvvisa

Dr.ssa Vilma Caterina Mazzocco - psicologa clinica - psicoterapeuta specializzata in psicosomatica

Giulia ha 29 anni.
Arriva in studio con un problema che da alcuni mesi sta diventando sempre più difficile da gestire: una dermatite alle braccia e al collo.

All’inizio era comparsa come una piccola zona arrossata sulla piega del gomito.
Poi lentamente si era estesa.

La pelle era diventata secca, irritata, a volte pruriginosa.

Ha consultato il dermatologo, ha fatto i test allergologici e ha utilizzato diverse creme specifiche.
I sintomi migliorano per qualche tempo, poi tornano.

Quando Giulia racconta il suo disturbo, dice una frase molto precisa: “È come se la pelle fosse diventata improvvisamente più fragile.”

Durante il colloquio emerge che la comparsa della dermatite coincide con un momento particolare della sua vita.

Tre mesi prima aveva terminato una relazione affettiva importante.

Una separazione improvvisa, non desiderata, che l’aveva lasciata con una sensazione di vulnerabilità profonda.

 

La pelle: il nostro primo confine

La pelle è l’organo più esteso del corpo umano.

Ricopre una superficie di circa due metri quadrati e svolge funzioni fondamentali:

– protegge l’organismo dall’ambiente esterno
– regola la temperatura corporea
– partecipa alle difese immunitarie
– permette il contatto e la percezione tattile.

Ma la pelle è anche qualcosa di più.

Dal punto di vista psicologico rappresenta il primo confine tra noi e il mondo.

È il luogo in cui l’organismo incontra l’ambiente.

Non a caso molte esperienze emotive intense si manifestano proprio attraverso reazioni cutanee:

– rossore
– pallore
– sudorazione
– prurito.

Il linguaggio quotidiano lo riconosce da sempre.

Diciamo:

– “Mi è venuta la pelle d’oca.”
– “Quella situazione mi fa venire i nervi sulla pelle.”
– “Mi sento a pelle.”

La pelle non è soltanto una barriera biologica.

È anche una superficie emotiva.

 

Il legame tra pelle e sistema nervoso

La relazione tra psiche e pelle ha radici profonde nella biologia dello sviluppo.

Durante la vita embrionale, pelle e sistema nervoso originano dallo stesso tessuto: l’ectoderma.

Questo significa che, fin dalle prime fasi dello sviluppo, esiste una connessione molto stretta tra queste due strutture.

Ancora oggi la pelle possiede una ricca rete di terminazioni nervose e comunica continuamente con il sistema immunitario e con il cervello.

Quando viviamo emozioni intense, il sistema nervoso autonomo attiva diverse risposte fisiologiche.

Tra queste:

– variazioni della circolazione cutanea
– rilascio di mediatori infiammatori
– alterazioni della risposta immunitaria.

In alcune persone questa comunicazione tra sistema nervoso e pelle può diventare particolarmente sensibile.

È il motivo per cui molti disturbi dermatologici, come dermatite atopica, orticaria o psoriasi, tendono a peggiorare nei periodi di stress emotivo.

 

Quando la pelle diventa più sensibile

Durante le prime sedute Giulia racconta il periodo successivo alla fine della relazione.

Non era stata solo una separazione affettiva.

Era stata anche una frattura nella percezione di sé.

Per anni aveva costruito una vita condivisa con il partner: casa, progetti, amicizie comuni.

Quando la relazione si interrompe, tutto cambia improvvisamente.

Dice una frase che colpisce molto: “Mi sento come se fossi rimasta senza protezione.”

In quel momento diventa evidente una possibile risonanza simbolica tra l’esperienza emotiva e il sintomo corporeo.

La pelle, che biologicamente rappresenta il confine protettivo del corpo, sembra diventata improvvisamente più vulnerabile.

 

Lo stress e l’infiammazione cutanea

La psiconeuroimmunologia PNEI ha dimostrato che lo stress cronico può influenzare direttamente i processi infiammatori della pelle.

Quando il sistema nervoso rimane in uno stato di attivazione prolungata, aumenta la produzione di alcune molecole infiammatorie, tra cui citochine e neuropeptidi.

Queste sostanze possono alterare l’equilibrio delle cellule cutanee e rendere la pelle più reattiva.

Inoltre, lo stress modifica anche la funzione della barriera cutanea.

La pelle perde più facilmente acqua, diventa più secca e più sensibile agli stimoli esterni.

Per questo motivo molte persone notano che le dermatiti compaiono o peggiorano nei momenti emotivamente più difficili.

Il corpo non sta “immaginando” il sintomo.

Sta reagendo attraverso meccanismi biologici complessi che collegano emozioni, sistema nervoso e immunità.

 

Il prurito e l’attenzione al corpo

Uno degli aspetti più difficili della dermatite è il prurito.

Il prurito ha una caratteristica particolare: attira continuamente l’attenzione verso la pelle.

Ogni volta che Giulia sente il prurito, la sua attenzione si concentra su quella zona del corpo.

A volte il grattarsi porta un sollievo momentaneo, ma può anche peggiorare l’irritazione.

Nel lavoro terapeutico diventa importante imparare a osservare queste sensazioni senza reagire immediatamente.

Non per ignorare il sintomo, ma per modificare la relazione con il corpo.

Gradualmente Giulia impara a riconoscere quando il prurito aumenta.

Spesso accade nei momenti in cui si sente più esposta emotivamente: una discussione, una telefonata difficile, un ricordo legato alla relazione passata.

 

Il corpo che racconta una storia

Un giorno Giulia racconta un episodio particolare.

Sta partecipando a una cena con amici comuni dell’ex partner.

Durante la serata si sente a disagio, come se fosse osservata.

Quando torna a casa nota che la dermatite è molto più arrossata.

“È come se la pelle reagisse prima ancora che io capisca cosa provo.”

Questa osservazione apre uno spazio importante.

Il corpo, a volte, registra le emozioni prima che diventino pensieri consapevoli.

La pelle può diventare un luogo in cui queste emozioni trovano espressione.

 

Ricostruire il confine

Nel percorso terapeutico con Giulia il lavoro non riguarda solo la dermatite.

Riguarda anche la ricostruzione di un senso di sicurezza personale.

Gradualmente inizia a esplorare alcune domande:

– Quali relazioni mi fanno sentire protetta?
– Dove mi sento esposta?
– Quali confini ho bisogno di ridefinire nella mia vita?

Queste riflessioni non eliminano immediatamente il sintomo.

Ma creano una nuova consapevolezza.

La pelle non è più soltanto il luogo della dermatite.

Diventa un indicatore del suo stato emotivo.

 

Quando il sintomo cambia significato

Dopo alcuni mesi Giulia racconta che la dermatite è molto migliorata.

Ci sono ancora momenti in cui la pelle diventa più sensibile, ma accade con minore intensità.

Soprattutto è cambiato il suo modo di interpretare quei segnali.

“Adesso quando la pelle si irrita mi chiedo cosa sta succedendo dentro di me.”

Questo cambiamento è spesso uno degli esiti più significativi del lavoro psicosomatico.

Il sintomo non è più soltanto qualcosa da combattere.

Diventa una porta di accesso alla comprensione di sé.

 

Il corpo come luogo di relazione

Il corpo non è solo una struttura biologica.

È anche il luogo in cui viviamo le nostre relazioni, le emozioni e le esperienze di contatto con il mondo.

La pelle, più di ogni altro organo, rappresenta questo incontro.

Quando qualcosa nella nostra vita cambia profondamente, anche il corpo può attraversare una fase di adattamento.

A volte questo processo si manifesta proprio attraverso la pelle.

 

Una domanda utile

Quando un disturbo cutaneo compare o si ripete nel tempo, può essere utile chiedersi:

In quale parte della mia vita mi sento esposto o vulnerabile?

Non sempre la risposta è immediata.

Ma questa domanda può aprire uno spazio nuovo di ascolto.

 

In psicosomatica non ci chiediamo soltanto dove il corpo fa male.
Ci chiediamo anche quale parte della nostra vita sta chiedendo ascolto.

 

Dr.ssa Vilma Caterina Mazzocco - psicologa clinica - psicoterapeuta specializzata in psicosomaticaDr.ssa VILMA CATERINA MAZZOCCO psicologa clinica – psicoterapeuta specializzata in psicosomatica professore Università Telematica eCampus: Teorie e tecniche di Psicosomatica – Mindfulness psicosomatica e tecniche di meditazione e rilassamento – Psicologia dello sviluppo – Didattica delle emozioni

riceve in presenza e online solo su appuntamento

Studio Clinico: Via Umberto Giordano 82 Senigallia

cellulare: 333 3693851 solo messaggi – sarete richiamati

email: vilmamazzocco@psicologiasalute.net

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