“Senigallia ha scelto la continuità: adesso si governi”
"Naturalmente il voto non chiude il confronto politico"

Le elezioni amministrative a Senigallia hanno consegnato un risultato netto: la riconferma del sindaco Massimo Olivetti non è soltanto una vittoria personale, ma il segnale politico di una città che ha scelto continuità, stabilità e concretezza.
Ho preferito non intervenire a caldo, troppa adrenalina, troppe letture emotive, troppa voglia, da parte di molti, di trasformare il risultato in una resa dei conti permanente. A mente fredda, invece, alcune considerazioni appaiono più chiare.
Ha vinto innanzitutto una squadra. Hanno vinto le liste, i candidati, i volontari, le persone che in questi mesi hanno lavorato senza clamore, restando sempre sul pezzo, presidiando il territorio e mantenendo un rapporto diretto con la città. In politica, soprattutto nelle realtà amministrative, il lavoro quotidiano conta ancora. E spesso conta più delle polemiche.
Il consenso ottenuto da Olivetti nasce anche da questo: dalla percezione di un’amministrazione presente, magari non perfetta, perché nessuna amministrazione lo è, ma riconoscibile, coerente e capace di trasmettere l’idea di una direzione.
Dall’altra parte, invece, sembra non aver pagato una strategia costruita quasi esclusivamente sull’attacco continuo e spesso scomposto all’avversario. Quando la competizione politica si trasforma in una campagna permanente contro qualcuno, e non a favore di qualcosa, il rischio è quello di perdere il contatto con gli elettori moderati e con chi cerca proposte più che conflitti.
Gli elettori di Senigallia hanno probabilmente premiato anche il tono. In un tempo politico dominato dalla radicalizzazione e dall’urlo, una parte consistente della città ha mostrato di preferire equilibrio, pragmatismo e capacità amministrativa.
Naturalmente il voto non chiude il confronto politico. Al contrario, apre una nuova fase. Una vittoria porta con sé una responsabilità ancora maggiore: governare bene, ascoltare anche chi non ha votato la maggioranza, evitare trionfalismi e trasformare il consenso in risultati concreti.
Adesso, però, il tempo della campagna elettorale è finito. Senigallia ha scelto. Ora si governi.


























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