Canafoglia: “Arvultùra chiede mie dimissioni? Un onore per me”
Dopo lo scontro verbale con Vittorio Sergi: "State tranquilli, continuerò la mia attività politica e giudiziaria nonostante voi"

L’Arvoltura chiede le mie dimissioni?
Grazie, la Vostra richiesta è per me un onore, perché non condivido le Vostre idee ma soprattutto i Vostri comportamenti.
Ripristiniamo la verità di quanto accaduto oggi.
Fratelli d’Italia ha convocato questa mattina una conferenza stampa in prossimità del luogo, dove dovrebbe essere costruito il contestato ponte Garibaldi anche per spiegare i contenuti della sentenza del TAR che ha rigettato i ricorsi delle associazioni ambientaliste.
Abbiamo ricordato che il TAR ha chiarito che, secondo la normativa vigente, il franco idraulico non può essere ottenuto sollevando il ponte durante la piena e ciò per prevenire malfunzionamenti come accaduto in Liguria.
Ha aggiunto che se fosse stato accolto il ricorso sarebbe cessato lo stato di emergenza decretato dal Governo e quindi gli alluvionati e le imprese avrebbero dovuto restituire gli indennizzi.
Mentre svolgevamo pacificamente la nostra iniziativa improvvisamente è comparso sul ponte “del fiaton” il sig. Sergi, appena liberato dalle vicende israeliane con la flottilla – con a seguito un giornalista della RAI ed un candidato al consiglio comunale nelle file del centro-sinistra – il quale ha iniziato ad apostrofarci come “responsabili del genocidio dei palestinesi di Gaza”.
Compreso il suo intento meramente provocatorio lo abbiamo invitato a rispettare le idee altrui e girati su noi stessi abbiamo proseguito il nostro incontro.
Poco dopo abbiamo incontrato Sergi sotto i Portici Ercolani, sempre seguito dal giornalista RAI, e da persona educata l’ho salutato, ma lo stesso ha ritenuto opportuno continuare con le sue contumelie in merito ad una mia presunta complicità su quanto accade in Medioriente.
Gli ho ricordato che condanno quanto commesso dalle autorità israeliane nei confronti del popolo palestinese e di chi come lui si è recato in quei territori martoriati ed ha subito condotte inaccettabili, condanna che confermo.
Gli ho però chiesto anche cosa pensasse delle alluvioni del 2014 e del 2022, della mancata manutenzione del fiume visto che ha interrotto un evento che si occupava di questo argomento, ma mi sono sentito rispondere che c’è il cambiamento climatico.
Nello scambio di battute con Sergi gli ho ricordato la differenza tra noi due, io incensurato e lui condannato e mi sono sentito rispondere “e me ne vanto di essere condannato!”
In questa risposta c’è tutta la differenza tra le nostre posizioni, cara Arvoltura e caro Sergi.
Io la Legge la rispetto e se fossi un giorno condannato mi vergognerei, ma soprattutto rispetto le idee altrui e mai andrei ad una manifestazione di altri per commettere azioni di disturbo o per impedire la libera espressione della parola e del pensiero altrui.
Ricordo, cara Arvoltura, che quando avete iniziato ad occupare le case anche a Senigallia vi invitai in una serata per discutere con i membri di un club service cittadino per capire le motivazioni di tale condotta, con l’intento di mettere a confronto due realtà ben diverse credendo fortemente nel principio che il dialogo è il vero sale della democrazia.
Ricordo anche la battaglia che facemmo insieme, io applicando la legge e voi come massa critica, per tutelare 30 famiglie che venivano sbattute fuori di casa dall’oggi al domani nell’ambito di un’operazione fortemente speculativa nata durante il governo di centro-sinistra di questa città.
Oggi mi accusi di essere minaccioso, arrogante ed offensivo, forse il problema di Sergi è non aver saputo oggi rispondere alle mie domande che facevano emergere le sue contraddizioni e le vostre.
La politica non è fatta solo di case occupate e bandiere che sventolano all’aria, la politica per me è sinonimo di rispetto delle regole soprattutto in difesa dei più deboli, da tutelare anche nelle aree di giustizia se occorre.
Da oltre 14 anni patrocinio centinaia di alluvionati del 2014, senza preoccuparmi della loro appartenenza politica, ma non ricordo neanche un giorno i vostri vessilli o i vostri megafoni fuori dai Tribunali per reclamare la verità di quanto accaduto che riguarda la pianificazione urbanistica del territorio da parte del centrosinistra negli ultimi 40 anni.
Né ricordo una vostra manifestazione o presa di posizione pubblica sui buchi milionari della fondazione Città di Senigallia, emersi dopo che sono stato nominato Commissario, perdite che hanno sottratto denaro alla collettività ed alle fasce deboli della popolazione.
Comprendo che per Voi è duro, cara Arvoltura, prendere posizioni chiare nei confronti di chi ha disastrato la nostra città ed appartiene alla Vostra area politica ed al vostro milieu culturale.
State tranquilli, continuerò la mia attività politica e giudiziaria nonostante voi, e lo farò sempre cercando il dialogo.
A differenza vostra io non vi considero un nemico, ma solo persone con idee diverse dalle mie!
A questo punto la domanda è lecita: la città può, oltre ai verdi ideologizzati ed ai penta stellati, mettere l’amministrazione della Città in mano anche all’Arvoltura?
Corrado Canafoglia


























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