“Grave l’attacco dal candidato e consigliere regionale Corrado Canafoglia a Vittorio Sergi”
Romano: "A Sergi piena solidarietà mia e della cittadinanza per le parole rivoltegli. Mi auguro arrivi anche dal sindaco uscente"

Trovo davvero grave l’attacco rivolto dal candidato di Fratelli d’Italia e consigliere regionale, Corrado Canafoglia, a Vittorio Sergi, nostro concittadino e attivista della missione umanitaria della Flotilla per Gaza, appena rientrato a Senigallia dopo giorni molto difficili di detenzione illegale in Israele.
Il video che sta circolando da qualche ora mi lascia profondamente amareggiato. Di fronte a una vicenda così delicata, prima ancora delle differenze politiche, dovrebbero venire il rispetto per le persone, il senso della comunità e un principio elementare di solidarietà umana.
Questo pomeriggio ho incontrato Sergi e ho espresso a lui la piena solidarietà mia e della cittadinanza per le parole che gli sono state rivolte, peraltro alla presenza del presidente del Consiglio comunale, Massimo Bello, che avrebbe potuto intervenire per riportare il confronto su un piano più corretto e rispettoso. Erano presenti, inoltre, anche altri candidati della lista di Fratelli d’Italia.
Credo che quanto accaduto dica molto del clima che si respira, in questi mesi, nella nostra città. Senigallia, però, davanti a episodi di questo tipo dovrebbe sapersi ritrovare come comunità, senza divisioni e senza ambiguità, attorno al rispetto della dignità delle persone.
Per questo mi auguro che anche dal sindaco uscente possano arrivare parole chiare di solidarietà nei confronti di Vittorio Sergi. Sarebbe un gesto importante, di responsabilità verso la città e verso la sua storia.
























A parte questo, non erano stati torturati, stuprati, costole rotte e chi più ne ha più ne metta? Come mai non è in terapia intensiva?
A parte anche questo, vogliamo parlare di diritto internazionale, visto che qualcuno ama tanto rotolarsi in bocca queste belle parole altisonanti (e qui ne ho anche per Canafoglia)? 1. Manifesto di Sanremo 1994: forzare un blocco navale è a tutti gli effetti un atto di guerra, e ancora di più se effettuato nei confronti di uno stato in guerra. E forzare il blocco è sempre stato il loro intento dichiarato. 2. Non esiste alcun limite di distanza dalla terraferma entro il quale uno stato ha il diritto di fermare un'imbarcazione con intenti manifestamente - e in questo caso anche dichiaratamente - ostili, quindi il fermo e l'arresto da parte di Israele è stato perfettamente legale. Il comportamento di Ben Gvir a qualcuno non è piaciuto? Dal momento che sono partiti allo scopo preciso di cercare lo scontro per poi frignare sui perfidi giud, pardon, sionisti cattivi cattivi cattivi e lui li ha finalmente accontentati, dovrebbero ringraziarlo, no?
Inoltre, la Global Sumud Flotilla è una flotta civile, disarmata e non violenta, tracciata e trasparente. Non essendoci alcun "fondato motivo" di ritenere che trasporti contrabbando d'armi, l'uso della forza militare e l'arresto in acque internazionali violano la libertà di navigazione stabilita dall'UNCLOS.
L'abbordaggio armato effettuato a grande distanza dalle coste e le denunce di abusi, violenze e percosse subite dagli attivisti durante il fermo violano gravemente i principi di proporzionalità e necessità nell'uso della forza marittima.
Quanto al blocco, è stato riconosciuto come legale perfino da quella cloaca antiisraeliana dell'ONU (più risoluzioni contro Israele ogni anno che contro tutto il resto del mondo messo insieme, Cina Cuba Sudan, Corea del Nord ecc. comprese). Come detto, un fermo in acque internazionali è perfettamente legittimo, stante il dichiarato proposito di forzare il blocco.
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