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“L’umanità svenduta per un pugno di voti: Senigallia non tollera prepotenza dei potenti”

Senigallia Cambia - Cambia Senigallia - Avs: "Canafoglia si è scagliato con inaudita violenza verbale contro un attivista"

Corrado Canafoglia filmato da Vittorio Sergi

La tracotanza, l’arroganza e il disprezzo più totale per l’essere umano trasudano da quello che rimarrà impresso nella memoria collettiva come uno dei momenti più bassi, squallidi e degradanti di questo periodo elettorale.

L’avvocato Canafoglia si è scagliato con inaudita violenza verbale contro un attivista. Un cittadino italiano appena rientrato da giorni da incubo in cui è stato privato della libertà, minacciato e torturato dalle forze militari israeliane. È evidente, cristallino e sotto gli occhi di tutti come il consigliere regionale abbia vomitato tutto il suo livore e il suo odio ideologico contro chi, come Vittorio, ha l’unica colpa di aver scelto di stare dalla parte giusta della storia, quella della pace e della difesa dei diritti umani.

Questo modus operandi evoca spettri che speravamo di aver seppellito per sempre. Ricorda fin troppo da vicino il periodo più buio e tragico della nostra storia nazionale, un’epoca in cui personaggi con la stessa attitudine di Canafoglia governavano il Paese tramite il culto della forza, il disprezzo del dissenso e la deumanizzazione dell’avversario.

È semplicemente indecente che un rappresentante delle istituzioni, un uomo che dovrebbe garantire l’imparzialità e la tutela di tutti i cittadini, si scagli con tale ferocia contro una persona che ha subito traumi indicibili. Chiede conto a Vittorio del disastro dell’alluvione del 2014, a Vittorio che spalava il fango insieme alla sua città. Dov’era invece chi oggi gli urla contro?

Ma il punto di non ritorno, l’atto più disgustoso e intollerabile, è stata la dinamica della provocazione: richiedere, con un ghigno burocratico e sadico, “le prove” della tortura subita. Caro consigliere regionale, te lo diciamo senza giri di parole: questo non è dibattito politico, questo è disumano. È la totale perdita di empatia, è il cinismo elettorale elevato a sistema di governo.

Questo modus operandi ci fa capire bene da che parte sta il consigliere regionale. Tifa per i torturatori. Per il disprezzo del diritto internazionale, come un piccolo Trumpino de noialtri.

Ma forse, in tutta questa triste vicenda, l’elemento ancora più inquietante e disumano è il comportamento del sindaco “moderato” Olivetti. Ad oggi non si è ancora espresso sul rapimento di due suoi concittadini: a quanto pare il peso delle cariche del suo partito è più importante dell’umanità.

Questo peso politico fatto di arroganza e violenza verbale non rischia solo di schiacciare Senigallia e l’istituzione comunale, ma rischia di fare qualcosa di molto peggio: far sparire l’umanità e la solidarietà che hanno sempre contraddistinto e reso orgogliosa la nostra comunità.

Senigallia ha una storia chiara. È una città tradizionalmente accogliente, aperta, profondamente umana. Una città che non si fa intimorire dai palazzi del potere e dalle urla di chi pensa di poter calpestare la dignità delle persone per racimolare qualche voto nei talk show locali. Questa città andrà al voto a testa alta. E sappiamo con assoluta certezza che i senigalliesi non rinunceranno alla propria storia, alla propria identità e alla propria decenza in cambio di pochi spicci elettorali e di urla scomposte, becere e profondamente disumane. La nostra rabbia oggi è la democrazia di domani.

da Senigallia Cambia – Cambia Senigallia – Avs

Commenti
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BlackCat
BlackCat 2026-05-22 17:58:41
Chiedere pubblicamente "dove siano i segni" a un essere umano che ha vissuto l'inferno della detenzione e della violenza è un atto di cinismo politico che lascia senza parole.

Una nota scientifica e giuridica è purtroppo necessaria per rispondere a Canafoglia: il diritto internazionale e la medicina forense riconoscono da decenni il concetto di "white torture" (tortura pulita). Si tratta di metodologie spietate, studiate per infliggere sofferenze psicologiche, sensoriali e neurologiche devastanti senza lasciare lesioni fisiche permanenti, proprio per impedire il successivo accertamento visivo del reato.

Negare la sottomissione a trattamenti disumani solo perché non ci sono ferite visibili da mostrare a favore di telecamera non cancella la realtà di un crimine gravissimo. Svela unicamente il deserto etico di chi, pur di fare propaganda elettorale e difendere la propria fazione, sceglie di speculare sulla pelle e sul dolore di un proprio concittadino. Senigallia non può abituarsi a questa spietatezza verbale.
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