“Tanto tuonò che diluviò: attenti a quei due”
"Piccolo elenco dei disastri a Senigallia di Olivetti e Campagnolo"

È stata dura, durissima. Per fortuna siamo arrivati alla fine della Giunta Olivetti/Campagnolo.
Quasi sei anni all’insegna della indifferenza e della mancanza di ascolto dei bisogni della città, all’insegna del non rispetto e della bruttezza. Quasi sei anni seguendo la litania “non si muove foglia che Olivetti non voglia”, in realtà la città vittima sacrificale sull’altare della bramosia di pochi.
Ecco un elenco parziale – quello completo sarebbe lungo come una Treccani – delle cose fatte male e di troppe annunciate negli anni con la fanfara e rimaste specchietto per le allodole.
Partiamo dagli alberi tagliati che complessivamente risultano essere a marzo 2026 522, a iniziarsi dai pini dello stradone Misa, dai pioppi di via Mercantini, e soprattutto dai pini protetti di viale Anita Garibaldi: in quest’ultimo caso ne sono stati abbattuti 90, trasformando una città giardino degli anni quaranta del Novecento – ovunque conservata ed esaltata – in uno stradone della periferia di Liverpool.
Tutto questo perché la Giunta si è intestardita su un progetto concettualmente vecchio di 20 anni, invece che adottare le moderne tecniche NO-DIG per sanare la fognatura, rifare un buon manto stradale in modo da evitare l’abbattimento degli alberi, che significano invece ombra e ossigeno per il caldo sempre più estremo.
La sana bellezza sostituita dalla bruttezza.
Mai studiare, mai seguire i tanti esempi anche a noi vicini! Per tutto questo si deve ringraziare la non senigalliese assessore Campagnolo, protagonista della più grave strage di verde che Senigallia abbia mai conosciuto. Forse per questo è stata nominata nel consiglio del Parco del Conero. Che debbano disboscare il monte?
E poi, per esempio, i campi da tennis del Ponte Rosso: previsto il loro recupero nel programma 2020-2026 (“Senigallia incentra lo sport come volano del turismo” ) a oggi sono rimasti esattamente come erano 6 anni fa, ossia abbandonati nella zona più centrale del lungomare. In una ormai lunga stagione in cui il tennis è gloria prima nazionale, e in una città a lungo protagonista italiana della racchetta.
E, ancora palazzo Gherardi. “Al via uno degli interventi più importanti per Senigallia”, annuncia l’assessore Regine a pochi giorni dalle elezioni. L’intervento era previsto nel programma elettorale del 2020/26. Solo ora – ma guarda un po’ – Regine ha fatto posizionare un container per la raccolta dei rifiuti, ha fatto spostare il mercato e giurato il piazzamento a giorni di una grù. Ovvero: specchietto per le allodole. L’intervento, finanziato con fondi PNRR (che sono finiti, e che bisognerà incominciare a restituirli), prevede lavori di riqualificazione energetica e rifunzionalizzazione per un totale di 6,5 milioni di euro. Ma veramente pensano che gli elettori siano sudditi beoti?
E Villa Torlonia, una serie di edifici, alcuni con una valenza storica immersi in un’area verde unica, abbattuti per fare posto a degli anonimi condomini? La bruttezza che prende il posto della orgogliosa bellezza.
Che dire poi dei lavori nel tratto di lungomare compreso tra molo e Rotonda, che il Sindaco osanna come un successo, mentre in realtà è stata messa una “pezza” rifacendo il manto stradale di quel terribile nero pece, data l’incapacità di eseguire il progetto previsto. È stata ridipinta la “pista ciclabile” che – anche se il sindaco continua a chiamarla “Pista ciclabile” – è una “Corsia Ciclabile”, molto meno sicura perché separata dalla carreggiata per le auto solo con strisce bianche e gialle.
Ritorniamo ora al porto. Olivetti, non ha battuto ciglio quando il Consorzio di Bonifica per conto della Regione ha proposto la riapertura della darsena Bixio e il prolungamento di circa 100 mt dell’argine destro del fiume che avrebbero creato seri danni al porto e alle sue attività. Fortunatamente allora si riuscì a bloccare tutto. La cosa grave è che recentemente,queste proposte, il duo OLIVETTI-CAMPAGNOLO le ha fatte proprie proponendole in una seduta del Contratto di fiume il 19/03/2026 in ossequio a poteri regionali e ad alleanze elettorali. Senigallia resa vassalla: tanto che importa a Olivetti e Campagnolo che non sono senigalliesi?
Quando la giunta Olivetti fu nominata nel 2020 aveva a disposizione ben 850.000 euro da destinare al porto, ma cosa ha fatto? Nulla, e dunque li ha persi, unico caso in tutte le Marche. È riuscita a fare il lavoro dell’escavo per un importo di 400.000 euro negli ultimi tempi del mandato. Poi il nulla. Non parliamo poi della gestione e smaltimento dei rifiuti prodotti che è stata effettuata senza alcun rispetto delle norme ambientali vigenti. Praticamente da codice penale. Dal mese di aprile l’assessore Campagnolo comincia ad eseguire qualcosa prevista nella sua “lista delle illusioni preelettorali”… posizionamento di qualche luce, pitturazione delle bitte, due pali luce al parcheggio. Specchietto per le allodole. La cosa che più mi stupisce però è che l’assessore ancora abbia il coraggio e la faccia tosta di ripresentarsi al porto per chiedere di essere votata con promesse che visti i quasi sei anni passati non saranno mantenute. Mi auguro che i sodalizi (club nautico, lega navale, AVS) come pure i frequentatori del porto non si facciano incantare delle sue promesse che sono le classiche promesse da “marinaio”. Mi auguro quindi che non venga votato OLIVETTI ne tantomeno CAMPAGNOLO.
Parla dell’acquisto del travel lift, operazione bizzarra: avvenuta in modo tale che, per evitare una gara pubblica – ovvero trasparente e conveniente per casse e bene pubblico – si è diviso l’importo totale dell’acquisto in due parti in modo da restare sotto i 140.000 euro per determina. Acquisto effettuato tramite una ditta di Ostra, quando sarebbe stato possibile effettuarlo direttamente dal comune, quindi con un risparmio. Della questione è stata interessata sia la Corte dei Conti che ANAC.
Dei fossi che scaricano al mare meglio non parlarne, per ora l’unico realizzato dall’ass. Regine, ed in funzione (dovrebbe) è quello adiacente a via Grosseto che non scarica ora, non ha mai scaricato nulla e mai scaricherà le acque bianche che riceve, essendo in contropendenza ed inoltre è perennemente insabbiato. Per non parlare del fosso del “Trocco” i cui lavori, stando all’assessore ormai sarebbero dovuti terminare, invece non sono nemmeno iniziati.
Che dire poi della questione dell’antenna del “Cavallo” autorizzata dalla giunta senigalliese su richiesta delle società TIM e INWIT, in una zona dove addirittura “è vietata l’apposizione di cartelli e manufatti pubblicitari di qualunque natura e scopo, esclusa la segnaletica stradale e quella turistica di modeste dimensioni”. Il TAR, nel giugno 2025, sentenzia che l’antenna del Cavallo è illegittima in quanto “si è agito tenendo all’oscuro la cittadinanza”. Così opera “la giunta dell’ascolto”.
E ovvio, non posso non ricordare le azioni ancora più gravi, gravissime. Il ponte Due Giugno, il colpevole ponte Due Giugno. Il progetto finale approvato al tempo in cui le Giunte Olivetti e Acquaroli erano in carica da due mesi e avrebbero avuto tutto il tempo per controllarlo, era loro dovere farlo. E invece no, avevano troppo fretta di realizzarlo, e ne è uscito un errore fatale per la città. E ora vorrebbero pure dare la colpa ad altri: che faccia tosta.
Per l’incolpevole ponte Garibaldi è accaduto invece l’opposto: è stato demolito in fretta e furia senza una seria perizia che verificasse le sue condizioni statiche e senza studiare, prima di demolirlo, se come, dove, si sarebbe potuto ricostruire. Perché? Forse per coprire le terribili colpe del loro Due Giugno? Risultato? Finora troppi soldi spesi inutilmente – a cominciare da quella terribile e faticosa passarella – e un vergognoso costosissimo progetto di ponte autostradale, che lo stesso progettista avrebbe voluto evitare. Ma ai due non senigalliesi cosa ha fatto di male Senigallia?
Infine, ora pure il ponte Portone, dal sindaco Olivetti, “non pervenuto”: noi senigalliesi lo scopriremo quando arriveranno le ruspe per demolirlo. Intanto i progettisti, tutti di Ascoli Piceno, stessa città del Commissario Babini, stanno lavorando per completare il progetto.
Or ci basta: noi senigalliesi vogliamo riprenderci in mano questa città, la sua bellezza, il diritto a non essere usati per altrui disastrosi affari. Possiamo farlo nelle urne, dobbiamo farlo. Per cui VOTARE OLIVETTI significa: -avere il ponte “brugola”, ed il ponte “portone”.
-avere la riapertura della darsena Bixio e il prolungamento di 100mt. dell’argine destro del Misa.
Senigallia 21 maggio 2026
Un saluto ai lettori.
Ing. Mauro Rognoli candidato alle comunali come indipendente nella lista Senigallia Cambia, Cambia Senigallia – AVS.


























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