Pieragostini, M5S: “Speculazione edilizia: così si svuotano borghi e comunità”
"Le politiche abitative della Giunta di Senigallia orientate alla speculazione"

Durante la Prima Repubblica, i cittadini senigalliesi erano abituati ad un’attenzione autentica verso i problemi abitativi.
Sono ancora vivi i ricordi dell’indimenticato assessore all’urbanistica, Geom. Furio Durpetti, quando le politiche abitative mettevano al primo posto le esigenze delle famiglie, permettendo anche a molti operai di costruire una casa bifamiliare secondo un modello abitativo profondamente radicato nella cultura marchigiana: genitori anziani al piano terra, figli ai piani superiori con continuità familiare e sociale garantita.
Un equilibrio che ha retto per decenni, fino a quando anche una parte della sinistra ha iniziato a guardare più alla speculazione edilizia che ai bisogni reali della popolazione favorendo uno sviluppo “a macchia di leopardo” che ha generato malcontento e disaffezione politica, anche se con i piani particolareggiati una minima flessibilità perdurava. Con questa minima elasticità non si è certo realizzata speculazione ma si è consentita una riqualificazione delle borgate. Nessuno immaginava che le politiche della destra avrebbero poi completato questo processo, cancellando ogni flessibilità volumetrica e rendendo di fatto obbligatorio l’acquisto di nuovi appartamenti per chi può permetterselo.
Questa impostazione ha prodotto una vera e propria deportazione urbanistica verso quartieri funzionali alle logiche speculative, svuotando frazioni e periferie dove i residenti, spesso proprietari della propria abitazione, si trovano oggi nell’impossibilità di ristrutturare in modo conveniente. È venuta meno la possibilità di ricavare un appartamento per i figli, di mantenere vicine le generazioni, di far vivere i borghi.
La mancata rigenerazione del patrimonio esistente ha inoltre contribuito alla carenza di alloggi, spingendo i prezzi verso l’alto e favorendo esclusivamente i costruttori. Per invertire questa deriva è indispensabile rimettere al centro le persone, restituendo elasticità volumetrica alle ristrutturazioni senza consumare nuovo suolo, così da permettere alle famiglie di scegliere liberamente dove e come vivere.
Ristrutturare significa anche migliorare l’efficienza energetica, un obiettivo che per il Movimento 5 Stelle resta prioritario: incentivi economici e volumetrici devono accompagnare la creazione di comunità energetiche, fondamentali per un futuro sostenibile e per ridurre i costi delle famiglie.
Le politiche abitative dell’amministrazione Olivetti, orientate alla speculazione, hanno aggravato la situazione: giovani coppie e lavoratori faticano a trovare case a prezzi accessibili, sia in affitto che in acquisto, e sono spesso costretti a trasferirsi nei comuni dell’interno, dove sopravvivono politiche più eque.
A questa crisi abitativa si affianca un tema altrettanto cruciale: la sicurezza idrogeologica. Senigallia non può permettersi ulteriori ritardi. Servono tempi certi e interventi rapidi per completare le vasche di espansione a monte dell’area urbana, una manutenzione ordinaria e selettiva del territorio, il consolidamento degli argini con soluzioni inerbite e alberate, e un monitoraggio costante di fossi e aree franose.
L’attraversamento del Misa richiede una programmazione condivisa per affrontare i nodi critici dei ponti – Garibaldi, 2 Giugno, Portone, ferroviario e statale – e la ricostruzione del Ponte Garibaldi come infrastruttura plurifunzionale e di qualità architettonica, attraverso un concorso di progettazione che coinvolga l’Università Politecnica delle Marche e che tenga insieme sicurezza, mobilità e integrazione urbanistica.
Daniela Pieragostini (Candidata Consiglio Comunale Movimento 5 Stelle)


























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