Continua il tour di Massimo Bello per la presentazione del suo libro “La mia Europa”
Venerdì 13 marzo alla Libreria Feltrinelli di Macerata e sabato 14 alla Libreria Mondadori di Senigallia

Continua il tour di Massimo Bello per la presentazione del suo libro “La mia storia europea” (Ventura Edizioni, 2026, pp. 296, € 18).
Venerdì 13 marzo, alle ore 18, l’autore sarà a Macerata nell’affascinante cornice della Libreria Feltrinelli (Corso della Repubblica 4/6), alla presenza dell’Editrice Catia Ventura e dell’Assessore al Comune di Macerata Paolo Renna. Sabato 14 marzo, alle ore 18, Massimo Bello sarà a Senigallia alla Libreria Mondadori (Corso II Giugno) per la firma-copia del suo libro. All’iniziativa sarà presente il Sindaco di Senigallia Massimo Olivetti.
Le due iniziative rappresentano un’occasione di approfondimento sui principi fondativi dell’integrazione europea e sul percorso storico, politico e giuridico, che ha condotto alla costruzione dell’attuale Unione europea. Il volume propone un itinerario, che muove dal Manifesto di Ventotene e dalla visione federalista di Altiero Spinelli, attraversando le tappe decisive del processo di integrazione: dalla nascita del Movimento Federalista Europeo al progetto di riforma istituzionale del 1984, dall’Atto Unico europeo ai Trattati di Maastricht e di Lisbona.
Attraverso una narrazione, che intreccia esperienza personale, ricostruzione storica e analisi istituzionale, l’autore offre una riflessione sull’Europa come progetto politico concreto, segnato da compromessi, conflitti e avanzamenti progressivi. Centrale nel libro è il rapporto tra integrazione europea e Stato di diritto, con particolare attenzione al sistema delle libertà fondamentali, al ruolo delle Corti e alla dimensione giuridica dell’ordinamento dell’Unione.
“La mia storia europea” non si configura come un’autobiografia né come un manuale accademico, ma come un saggio di maturazione civile, storica, giuridica e culturale; un saggio maturato e scritto tra il territorio di origine e il cuore delle istituzioni europee a Bruxelles. Un invito a rileggere l’Europa non come entità astratta, bensì come responsabilità condivisa e orizzonte di futuro.
L’autore racconta Bruxelles non come macchina burocratica, ma come laboratorio umano. Non l’Europa delle direttive, ma quella dei corridoi, delle mediazioni e dei compromessi: “Imparai presto che il Parlamento non viveva nei momenti solenni, ma negli interstizi. Nei corridoi lunghi, percorsi a passo spedito. Nelle sale riunioni dove le parole venivano pesate come metallo prezioso. Nei funzionari, che sembravano conoscere i regolamenti non solo a memoria, ma per intima convinzione”.
Il cuore del libro è la figura di Altiero Spinelli, vero architrave della narrazione. Dal Manifesto di Ventotene al Progetto di Trattato del 1984, l’autore ricostruisce la linea del federalismo europeo come tentativo di neutralizzare il becero nazionalismo.
Nel capitolo sullo Stato di diritto emerge il giurista che racconta l’Europa non come sogno, ma come ordinamento: “La Comunità europea si è sempre ispirata al principio dello Stato di diritto, ma è con il Trattato di Maastricht, prima, e quello di Amsterdam, poi, che lo Stato di diritto è divenuto parte dei principi, su cui si fonda l’Unione europea e che ispira l’azione dell’Unione stessa”.
Gli Organizzatori




























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