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“Campanelli d’allarme sulla sicurezza anche a Senigallia”

"Il Governo ha fatto bene col Decreto Sicurezza"

Si susseguono gli allarmi, o se preferiamo, i “campanelli di allarme” anche nella nostra Senigallia in materia di sicurezza.


Pochi giorni fa in zona stazione ferroviaria alcuni passeggeri hanno trovato per l’ennesima volta le proprie autovetture con vetri infranti e danneggiamenti vari, con l’amara constatazione che “Questa cosa di rompere i vetri sta diventando un’abitudine. Ogni giorno che vado in stazione ci sono vetri a terra”.
Il numero di furti negli appartamenti sta crescendo ed allarmando il centro Città e le frazioni.
Sui media riecheggia in questi giorni il grido di allarme di alcuni genitori che trovano negli smartphone dei figli frase come “Non tornerai a casa viva”, “Ti mando in coma” e similari.
Tali accadimenti stanno moltiplicandosi sotto gli occhi di tutti e, fatta salva l’encomiabile azione di prevenzione e contrasto delle Forze dell’Ordine, forse nella generale indifferenza e sicuramente nella diffusa sottovalutazione.
Molti Istituti Scolastici lamentano sempre più episodi di bullismo e cyberbullismo.
Da Funzionario della Polizia di Stato in pensione continuo con una Associazione di volontariato la presenza nelle Scuole della provincia per affrontare tematiche quali la legalità, la sicurezza stradale, il bullismo e il cyberbullismo, l’approccio valoriale al rispetto della Legge e mi rendo conto di come la nostra gioventù stia affrontando quotidianamente la propria vita spesso senza precisi punti di riferimento verbali e, soprattutto, comportamentali.
Ogni giorno assistiamo in televisione e sui media a proteste che generano violenza e danni ingenti alle cose e alle persone e troppi trovano sempre giustificazione all’illegalità: quanti “cattivi maestri” stanno letteralmente manipolando e traviando le nuove generazioni.
Le Forze Politiche e sociali, le singole persone devono sempre respingere tutte le forme di violenza, perché non esiste al mondo richiesta o proposta che possano giustificare la commissione di reati.
Mi pare che i fatti che registriamo a Senigallia non solo sembrano sfociale nel codice penale, ma siano il prodotto tossico di un clima sociale esasperato, disorganizzato e profondamente regressivo, con tantissime persone che prendono a pretesto qualsiasi accadimento nazionale o internazionale per scatenare vere e proprie azioni di guerriglia urbana e nel delirio di massa si sentono autorizzato a fare ciò che, da sole, non avrebbero mai osato: una sorta di psicanalitico “Acting Out”, con scariche pulsionali e bisogno autentico di un nemico.
E nelle nostre Scuole, nei luoghi che i nostri giovani frequentano, come Piazza Garibaldi o la Stazione Ferroviaria o i Giardini della Rocca o altri, si assiste sempre più ad episodi di bullismo, a soprusi, minacce, a calci e pugni, a furti, coltelli, gelosie fra ragazze, danneggiamenti vari e altre forme di violenza.
Il “campanello di allarme” sta suonando da tempo anche a Senigallia, ma anni di buonismo, anni, anzi decenni di giustificazionismo, di diritti e mai di doveri, stanno portando ad una vera e propria normalizzazione della violenza.
Bisogna che tutti comprendiamo al più presto che la tolleranza verso chi agisce così non è democrazia, che non è possibile “abilitare alcun conflitto ed alcuna violenza” perché significherebbe abilitare la commissione di reati, l’abdicazione della Politica alla illegalità, una sorta di resa culturale.
Ora è il momento di tornare alla normalità, nel senso che è normale applicare la Legge, prima che la deriva diventi sistema, perché una Società Democratica come la nostra non può più permettersi di tacciare di giustizialismo, di “essere di destra” (come se fosse un peccato!), di volere un “clima poliziesco” (come se delle Forze dell’Ordine ci si debba vergognare) chi chiede solamente che le Leggi vengano rispettate.
Il Governo ha appena approvato il ‘Decreto Sicurezza’ che stabilisce, fra le tante innovazioni, il divieto per i minori di portare senza giustificato motivo coltelli con lama affilata o appuntita superiore ad 8 centimetri, con inasprimenti delle pene e sanzioni amministrative anche a carico dei genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale, la reintroduzione della procedibilità d’ufficio per il furto con destrezza, l’ampliamento dell’arresto in flagranza differita in caso di lesioni, violenze o resistenze ai docenti, dirigenti scolastici e addetti alla rete ferroviaria nell’esercizio delle loro funzioni, come già avviene per le Forze dell’Ordine e per il personale sanitario.
Dobbiamo avere il coraggio di dire “finalmente”, il Governo ha fatto bene e non dividerci per pregiudiziali ideologiche.
Dobbiamo avere il coraggio di dire con chiarezza alle famiglie ed ai genitori che i figli vanno educati, che qualche “no” è necessario dirlo, che a un brutto voto a scuola non si reagisce querelando il docente ma invitando i ragazzi a studiare, che una ragazza si rispetta sempre, anche quando decide di non continuare il rapporto affettivo, che i figli si seguono costantemente (se a qualcuno il verbo “controllano” non risultasse ancora “politicamente corretto”…), che alcol e droghe non sono “cose normali” ma autentici veleni che rovinano l’esistenza specie di organismi ancora non completamente formati sia fisicamente che psicologicamente, che il “Binge Drinking” (assunzione smodata di alcol finalizzata ad un rapido raggiungimento dell’ubriachezza e sovente del coma etilico) non è una cosa di cui vantarsi.
Non c’è più tempo per ambiguità, per giustificazionismi a tutti i costi e contro la realtà, perché in questo modo stiamo costruendo una generazione inadeguata che reagisce come le cronache impietosamente indicano, cioè con violenza, violenza, violenza…
Nel nostro Comune bisogna investire nelle politiche sociali, negli spazi fruibili dai giovani, negli impianti sportivi, nella musica, nelle arti, nelle passioni, incrementare il controllo del territorio (prevenzione e repressione), anche da noi è necessario che le sanzioni previste dalla Legge siano effettive una volta comminate e che tutta la filiera (famiglia-comunità educative-Scuola-Istituzioni-sicurezza-giustizia) “remi nella stessa direzione”.
Come Fratelli d’Italia Senigallia abbiamo le idee chiare in proposito, una progettualità completa, seria, concreta e realizzabile e desideriamo metterla al servizio della Città e delle nostre giovani generazioni.

Senigallia, 8 febbraio 2026

Paolo Molinelli (Fratelli d’Italia Senigallia)

Fratelli d'Italia Senigallia
Pubblicato Lunedì 9 febbraio, 2026 
alle ore 10:04
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