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Battisti, M5S: “Calcinaro, Canafoglia, Olivetti: vigliaccheria del silenzio non cura nessuno”

Ospedale di Senigallia rimane sempre Cenerentola delle Marche

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Paolo Battisti

C’è un’immagine che resterà come una ferita aperta per Senigallia e per tutta la sanità marchigiana: un paziente oncologico costretto a sdraiarsi per terra al Pronto Soccorso perché non c’erano lettighe. Un’immagine indegna di un Paese civile. Dopo una settimana quell’uomo, Franco, è morto.
E su questa morte, su questa umiliazione, il silenzio delle istituzioni è stato assordante.

Stroppa, direttore della Ast che fa riferimento all’Ospedale di Senigallia, invece di dimettersi dopo la tragedia di Franco, ha dichiarato che avrebbe avviato una indagine interna: un modo elegante per togliere a Lui e ai politici che lo hanno messo lì ogni responsabilità. Non è corretto prendersela con chi sta in trincea tutti i giorni. Da mesi venivano chieste barelle in più per il Pronto Soccorso. La responsabilità è in alto!

L’assessore regionale alla Sanità, Calcinaro, dopo che gli ho risposto per le rime su Facebook sulle gravi mancanze del centro-destra sulla Sanità in questi 5 anni e mezzo, mi ha risposto “Spero di incontrarla a Senigallia, magari dopo le prossime elezioni comunali”. Tradotto: io adesso a fare brutta figura a Senigallia non ci vengo, non ora, non davanti ai cittadini, non quando le domande bruciano.

Rimandare, prendere tempo, sperare che l’indignazione si raffreddi. Ma la sanità non è una campagna elettorale da gestire con il cronometro in mano. È vita o morte. E chi governa dovrebbe avere il coraggio di affrontare le critiche quando fanno male, non quando conviene.

Da cinque anni e mezzo il centro-destra governa la Regione Marche. Cinque anni e mezzo in cui la situazione dei Pronto Soccorso è peggiorata, non migliorata. E quando si fanno notare i disastri, la risposta è sempre la stessa: “È colpa del PD che ha chiuso 13 ospedali”.

Ma allora una domanda è inevitabile: se ci sono 13 ospedali in meno da gestire, perché i Pronto Soccorso rimasti sono più congestionati, più caotici e più disumani di prima? Dove sono finite le risorse promesse? Dove sono le riorganizzazioni annunciate? Dove sono i risultati?

A Senigallia il silenzio diventa ancora più grave. Il sindaco Olivetti, prima di diventare primo cittadino, era presidente del comitato per la difesa dell’Ospedale. Oggi, da sindaco, sull’Ospedale non parla più. E soprattutto non ha speso una sola parola sulla morte di Franco, né un messaggio di cordoglio, né un segno di vicinanza alla famiglia.
Difendere un ospedale è facile quando si è all’opposizione. Farlo quando si governa richiede coraggio. Quel coraggio che a Olivetti è sempre mancato.

E poi c’è il consigliere regionale Canafoglia, invitato da me a un confronto pubblico sulla sanità e mai disponibile. Canafoglia i confronti li fa solo quando è sicuro di vincere. Ma la sanità non è un ring, e i cittadini non sono avversari da battere. Il confronto serve proprio quando le risposte non sono comode.

Qui non si tratta di destra o sinistra. Si tratta di responsabilità. Di rispetto per chi soffre, per chi aspetta ore su una barella – quando va bene – per chi entra in un Pronto Soccorso perché sta male e deve essere preso in carico con dignità.
Fare finta di niente, non rispondere, rimandare, o addirittura avere l’impudenza di prendersela con il personale, con chi sta in trincea, ed evitare il confronto: questa non è prudenza politica. È vigliaccheria istituzionale.

Il tempo può far passare le polemiche, ma non cancella le barelle mancanti, il personale allo stremo, né le persone che muoiono. E soprattutto non cancella la memoria di chi ha visto, di chi ha vissuto, di chi ha perso qualcuno.

La sanità ha bisogno di verità, di coraggio e di confronto.
Il silenzio, invece, non cura nessuno.

Dopo quello che è successo a Franco nessuno si è mosso per Senigallia. Aspettiamo la Tac al Pronto Soccorso, la nomina di un Primario al Pronto Soccorso… Almeno 3 medici invece che i 2 che in ogni turno si ammazzano di lavoro. Vergogna!

Per questo dobbiamo slegare la difesa della Sanità dai politici locali, che curano solo il proprio orticello. Dopo le elezioni di maggio spero i cittadini mi daranno la forza per fare un Comitato Istituzionale che coinvolga tutti i cittadini, operatori sanitari, associazioni e difenda la Sanità di Senigallia in Regione senza guardare il colore politico di chi ci governa, ma solo gli interessi di noi assistiti.

Paolo Battisti – Movimento 5 Stelle Senigallia – Parte del gruppo territoriale Val Misa

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