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Spaccio di droga anche nel senigalliese, 4 arresti

Misure cautelari decise dai Carabinieri dopo una indagine che ha coinvolto Marche ed Emilia Romagna

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Carabinieri
Nella mattinata di mercoledì 15 maggio i Carabinieri della Compagnia di Senigallia, in collaborazione con personale delle Compagnie di Rimini e Cesenatico, impiegando 60 Carabinieri ed unità cinofile di Pesaro, hanno arrestato 4 persone, domiciliate tra la provincia di Ancona e quella di Rimini, ritenute responsabili, a vario titolo, del reato di spaccio di sostanze stupefacenti. 
 

I militari hanno dato esecuzione ad un provvedimento emesso dal GIP del Tribunale di Ancona, che li sottoponeva alla misura della Custodia Cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.   
 
L’indagine, condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile, tra la fine del 2023 ed i primi mesi del 2024, ha consentito di ricostruire una intensa attività di spaccio di cocaina, eroina, hashish, posta in essere degli indagati, i quali, ne traevano, con le varie cessioni, l’unica o la principale fonte di sostentamento.
 
I principali fornitori della rete di spaccio che inondava di droga l’hinterland senigalliese e la costa delle provincie di Rimini e quella di Ancona, veniva individuata in una coppia dimorante nel Comune di Bellaria Igea Marina, dove gli stessi avevano stabilito la loro base operativa, impiegando altri pusher.
I militari nel corso delle perquisizioni eseguite anche nei confronti di altri 9 indagati, in concomitanza all’esecuzione delle misure cautelari, hanno recuperato 3 bilancini perfettamente funzionanti, 9 telefoni cellulari, diversi involucri con sostanza stupefacente del tipo hashish, cocaina e marijuana e la somma contante di circa 12.865 euro. 
 
I quattro indagati al termine delle operazioni sono stati collocati agli arresti domiciliari, in attesa degli interrogatori di garanzia da parte del GIP del Tribunale di Ancona. 
Nell’ambito dell’articolata attività investigativa, svolta con indagini tecniche e patrimoniali, si ricostruiva l’introito economico degli arrestati che, in soli 6 mesi, ottenevano un illecito profitto stimato in oltre 100.000 euro, il recupero di rilevanti quantitativi di stupefacente e denaro in contante.
 
I provvedimenti eseguiti sono misure cautelari disposte in sede d’indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi d’impugnazione, e i destinatari degli stessi sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.
 
Andrea Pongetti
Pubblicato Venerdì 17 maggio, 2024 
alle ore 11:28
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