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“Questo è il (mio) Piano del Porto Della Rovere approvato nel 2009. E il suo, sindaco, dov’è?”

Il consigliere Campanile replica al sindaco Olivetti: "L'idea era una riqualificazione ambiziosa, che avete ridotto a un gabinetto"

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Piano del Porto della Rovere del 2009

Il piano di riqualificazione del porto (che ha fruttato 26 milioni di risorse pubbliche per avere quello che c’è oggi), approvato dal Consiglio Comunale nel 2009, ha seguito il Piano Cervellati del Centro storico che ha ridisegnato la città rendendola bellissima con le sue nuove piazze.

L’idea di base è stata quella di trasformare, riqualificare il porto in una area viva della città che valorizzasse il turismo diportistico ma anche, in forma stabile, tutte le attività connesse alla pesca al mare e all’eccellenze dell’artigianato artistico. Ridurre quel piano ambizioso (pubblicato il 27/06/2009) ad un gabinetto senza inserirlo in nessun contesto prospettico, senza precisare se e quando si realizzerà il progetto in cui era inseriti, è una follia, uno sfregio, una totale mancanza di razionalità.

Nell’immagine riprodotta si vede quale era la visione. Ci sono tante, tante cose, non solo l’attuale casotto in fase di costruzione che costerà più 10.000 euro al mq. prezzo degli appartamenti di lusso a Milano (e qui invece si sta parlando di un cesso!).

Bagni pubblici al PortoDopo tre anni di governo l’Amministrazione Olivetti non è riuscita a trovare una destinazione neanche alla “Casa del Mar”, che rimane desolatamente vuota, ma ha trovato i fondi e la convinzione che un gabinetto pubblico isolato per i proprietari di yacht, ubicato nel vuoto circostante e lontano da tutto, sia quello che serve ora e subito.

Invitiamo i lettori a rileggere la lettera aperta che il Sindaco mi ha indirizzato. Ci trovate una sola riga a sostegno della decisione? Assolutamente no. Niente rivolto alla sostanza ma tutto concentrato sull’avversario politico che fa opposizione, un po’ come fanno quei difensori (nel gioco del calcio) che contrastano l’avversario puntando alla persona e non al pallone. Siamo rammaricati che il Sindaco abbia usato linguaggio e concetti pieni di rabbia ed acredine, più caratteristici dei bulli di periferia che di un Primo Cittadino.

Anziché assumersi la responsabilità della decisione, il Sindaco scappa. Se vuole ridurre una visione ed una idea della città ad un gabinetto abbia il coraggio di assumersene la responsabilità senza dare colpe a chi, invece, ha pensato, immaginato e deciso qualcosa di molto diverso. Per bloccare la riqualificazione di Piazza Simoncelli non si è fatto tanti scrupoli e per la trasformazione di un albergo in 60 appartamenti (il costruttore sicuramente ne sarà stato felice) alle colonie ex-Enel (stravolgendo il progetto) idem. Ormai è diventata una caratteristica del Sindaco Olivetti quella di non prendersi mai la responsabilità di una decisione, dimenticando che è il Sindaco della nostra comunità.

Su una cosa però non può invocare il passato né altrui responsabilità. Il Dott. Carlo Massacci gli ha posto una pubblica domanda (e pure molto precisa) sulla costruzione nelle ex-colonie Enel. Altrettanto ha fatto la mia interpellanza sull’esistenza o meno di un conflitto di interessi in merito a certe pratiche immobiliari che lo vedono assente al momento del voto di Giunta e che riguardano lo stesso imprenditore.

Entrambe riguardano la sua persona. Perché non risponde?

Gennaro Campanile
Consigliere comunale Senigallia

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