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L’Angelo, l’indio e il giovane campione

Una storia vigorina di tanti anni fa

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Vigor Senigallia - Carpi del 1977: Loris Pasi para il rigore a Salvatore Bagni

Primavera 1977, allo Stadio Comunale di Senigallia arriva il Carpi primo in classifica.

La Vigor è allenata da Ettore Trevisan, allenatore triestino che tre anni prima è riuscito a portare la nazionale haitiana ai mondiali di Germania, salvo poi dare le dimissioni qualche settimana prima della competizione per insanabili attriti con le autorità locali.

I rossoblù vivacchiano a centro classifica in posizione abbastanza sicura.

La stella della squadra è Stelio Bisacchi da Ravenna, un centravanti fortissimo di testa e implacabile in area di rigore tanto che a fine campionato riuscirà ad arrivare ai vertici della classifica dei cannonieri del girone D della serie D con 15 reti.

Nel Carpi invece fa furore una giovanissima ala destra che segna goal a raffica e dribbla anche le mosche.
Si chiama Salvatore Bagni e se avessimo la sfera di cristallo vedremmo già per lui delineato un futuro radioso di scudetti e maglie azzurre e tante presenze in serie A con Perugia, Inter e il Napoli di Maradona.

Lo attende al Comunale un pilastro della difesa rossoblù, Gianni Vitaletti: faccia da indio e sguardo da Clint Eastwood in un film di Sergio Leone.

Un ottimo terzino, come si diceva ai tempi, che all’occorrenza sa anche massaggiare a dovere le caviglie della punta avversaria che finisce tra le sue grinfie.
Gianni è un duro dell’area di rigore e non fa sconti a nessuno.

Inizia la partita e il Bagni da Correggio è immarcabile.
Per venti minuti Gianni non vede palla e non vede nemmeno Bagni che crea tre o quattro occasioni da goal.
Narra la leggenda che sia addirittura sul punto di chiedere la sostituzione al sergente di ferro Trevisan.

Alla mezzora di gioco Vitaletti commette un fallo di mano in area e l’arbitro, il signor Barreca di Reggio Calabria decreta il rigore.
Come spesso accade è il giocatore più talentuoso della squadra avversaria a prendere il pallone e a posizionarlo sul dischetto del rigore.
Salvatore Bagni appunto.

Tra i pali della porta rossoblù c’è già da qualche stagione Loris Pasi da Bagnacavallo detto l’Angelo azzurro, forse perchè i portieri della Vigor quell’anno hanno la divisa di quel colore o forse perchè proprio in quei mesi il cantautore Umberto Balsamo porterà al successo un singolo proprio con quel titolo che ancora oggi è un “cult”.

Il biondo Loris è un portiere capace di parate incredibili con ampie concessioni allo spettacolo.
In settimana è tornato a casa a trovare i suoi e nel bar di Bagnacavallo, sfogliando il Resto del Carlino ha visto la foto del rigore che Bagni ha realizzato contro il Forlì esattamente una settimana prima.
Tiro a mezz’altezza alla sinistra del portiere.
Bagni va sul dischetto e Pasi, battezza il tiro alla sua sinistra.
Il rigorista tira forte ma proprio da quella parte e il portiere vigorino con un volo leggendario riesce a deviare la palla fuori porta.
La partita rimane sullo zero a zero ma Bagni e il Carpi si spengono.

Il furore dell’ala biancorossa si affievolisce e nel secondo tempo al decimo minuto su punizione di Santi, Stelio Bisacchi di testa insacca l’uno a zero che la Vigor riuscirà a mantenere fino al 90esimo.

Anni dopo Bagni dirà, “Se avessi segnato quel rigore probabilmente sarei andato in serie C con il Carpi e non in serie A con il Perugia che mi avrebbe acquistato di lì a pochi mesi. Devo ringraziare il portiere che lo parò.”

Il Carpi infatti, a causa anche di quella sconfitta al Comunale di Senigallia perse il campionato per un punto sul Forlì e Bagni fu ceduto al Perugia di Ilario Castagner che diventò una delle squadre più forti d’Italia contendendo addirittura lo scudetto al Milan di Liedholm appena due anni dopo.

Tutto quel che abbiamo scritto è narrato da articoli ma anche da racconti di campo e spogliatoio tramandati oralmente e quindi passibili di non essere precisi al 100%.

Sappiamo solo che anche grazie a queste giornate Loris Pasi e Gianni Vitaletti sono diventati tra i vigorini più amati e ricordati e fanno parte a buon diritto del sondaggione sul Vigorino del Mezzo Secolo.

Grazie all’impareggiabile Giorgio Marcellini per aver raccolto queste testimonianze e il materiale d’archivio che contiene anche una cronaca dell’incontro scritta da Marco Bertolini non ancora dodicenne per La Voce Misena.

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