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Confronto fra le alluvioni storiche del Misa avvenute nell’ultimo secolo

Il Prof. Santoni ci ricorda anche la pianàra di S. Anna del 1731: "Qui da noi c'era il sole, ma in montagna ne aveva fatta tanta di acqua"

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Confronto alluvioni storiche del Misa per data

Il grafico, disposto in ordine cronologico decrescente, conferma che l’alluvione a stento paragonabile a quella recente del 15-16 settembre scorso – sulla base della quantità di pioggia cumulata registrata dai pluviografi – è stata quella avvenuta a Senigallia e nel suo entroterra nel 1955, nei giorni 10-11 ottobre.

Diciamo a stento perché la quantità di pioggia della recente alluvione è stata minore di circa il 46% rispetto a quella dell’ottobre 1955.

I dati sono quelli degli Annali idrologici, in cui però mancano le precipitazioni di Montecarotto per l’alluvione del 1939. Inoltre nel grafico abbiamo inserito sotto Ostra i dati del pluviografo di Bettolelle, che si trova invece nel Comune di Senigallia, quasi ai confini con il territorio Ostra, ma non è qui il caso di spiegare i motivi di questa scelta.

Confronto alluvioni storiche del Misa per precipitazioni cumulateNel secondo grafico le alluvioni sono disposte per quantità di precipitazioni cumulate, rapportate fa loro in percentuale.

La maggiore alluvione degli ultimi cento anni risulta quella del ferragosto 1976. La minore quantità di pioggia è stata registrata invece durante l’alluvione del 3 maggio 2014 che molti lettori ben ricordano.

La singolarità dell’evento meteorologico del 15 settembre scorso è data dal fatto che una grande quantità di pioggia si è accumulata nel giro di poche ore, dalle 17 alle 21, soprattutto su Serra de’ Conti (mm 204,0 al pluviografo di Colle, in località Osteria), su Arcevia (mm 129,2) e Barbara (mm 127,0), mentre è piovuto in modo quasi insignificante a Senigallia (mm 5,6) e in modo più significativo sulle vicine colline di Ostra (mm 15,6) e di Corinaldo (mm 14,4). Invece durante le alluvioni precedenti la pioggia si era accumulata nell’arco di due o di tre giorni.

Un evento meteorologico simile a quello recente del 15 settembre scorso avvenne circa 300 anni fa, il 26 luglio 1731, giorno di S. Anna, ed era ricordato con il nome di pianàra di sant’Anna” nei racconti delle donne o future spose di Ostra, che preparavano in casa il proprio corredo nuziale e portavano al fiume le lenzuola da imbiancare (“A biancà’ i linsoli al fiume“).

Lavandaia al fiume, tratta da un libro di Morbidelli Bruno di OstraRacconta Enrichetta Lanari, con lo pseudonimo di Chiara Rina Eletta da San Bonaventura, nel libro “La ràgola del pozzo” (La ràgola era la carrucola), edito a cura di Bruno Morbidelli (Tecnostampa Ostra Vetere, 2000, pp. 50-51): “’Sti genidori cìa spaurìdo, perché ‘na ò è venuda la pianàra de Sant’Anna, chiamada coscì perché era 26 de lùjo, propio ‘l giorno de la santa“. Cioè: “I genitori ci avevano spaventati, perché una volta è venuta la fiumana di sant’Anna, chiamata così perché era il 26 luglio, proprio il giorno della santa”. Il racconto prosegue: “Hanno raccontato i genitori che giù per il fiume ha portato via tutto: cataste di legna … C’erano i contadini che avevano la mandria dei porci vicino al fiume, glieli ha portati via tutti. Uno che attraversava il fiume con il biroccio e le vacche, è arrivata quest’acqua all’improvviso, era alta come un muro, e l’ha trascinato via. E pensare che da noi c’era il sole, ma in montagna ne aveva fatta tanta di acqua”.

Il racconto, tramandato da generazione in generazione, trova un riscontro storico nel 1º Giornale di Francesco Pesaresi che è stato proposto per la prima volta alla lettura del pubblico da Rossano Morici in Il clima raccontato da un cronista senigalliese del Settecento, Biblioteca Comunale Antonelliana (Libri digitali 2013), p. 15: “1731 […] Dal Pesaresi invece vengono segnalate due fiumane nel porto di Senigallia il 26 ed il 28 luglio 1731. La prima, causata dalla intensa pioggia caduta in montagna, provoca gravi danni alle barche ormeggiate nel porto e causa l’affondamento di una Londra de’ Greci di Cefalonia; e meno male che gli uomini a bordo della nave mercantile si salvano tutti. La seconda fiumana causerà due giorni dopo danni ancora maggiori della precedente.”

L’intera pag. 226 del 1º Giornale di Francesco Pesaresi, con la foto e il testo completo trascritto, è presentata da Santoni-Morici, Misa Amaro, Parte prima, Biblioteca Comunale Antonelliana, Libri digitali, pp. 39-40.

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