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Appuntamento in biblioteca a Senigallia in occasione dei 150 dalla morte di Mazzini

Per la rassegna "Incontri con la Storia", Pietro Polito ospite alla presentazione della nuova edizione di "Dei doveri dell'Uomo"

Presentazione libro Dei doveri dell'uomo

Nel 150° anniversario della morte di Giuseppe Mazzini, deceduto a Pisa sotto falso nome il 10 marzo 1872, il locale Centro Cooperativo Mazziniano ospita, nell’ambito della rassegna “Incontri con la Storia”, Pietro Polito, direttore del Centro Studi Gobetti di Torio, uno degli enti di ricerca di eccellenza del nostro Paese.

L’occasione è la presentazione di una nuova edizione del bestseller di Mazzini, “Dei doveri dell’Uomo” (1860), edita da Aras (pp. 202) che si avvale di una presentazione del presidente del Centro Mazziniano, dr. Alessandro D’Alessandro, di un lungo saggio critico del prof. Marco Severini (Università di Macerata) e delle belle illustrazioni dell’artista Michele Sperati.

L’appuntamento è quindi per giovedì 10 marzo, alle ore 17.00 nella sala conferenze della Biblioteca Comunale Antonelliana di Senigallia, per un evento che si avvale del patrocinio del DSU dell’Università di Macerata. Si tratta di un’occasione particolarmente importante poiché dopo il biennio pandemico è sempre più avvertita l’esigenza di una ri-educazione civile e laica degli italiani. Il pensiero e gli ideali mazziniani hanno educato almeno tre generazioni di italiani tra Otto e Novecento e, in particolare, quella dei giovani nati alla fine dell’Ottocento che si sono trovati a compiere una scelta di fronte prima alla Grande guerra e poi al regime fascista: tra questi Giuseppe Chiostergi (Senigallia, 1889-Ginevra, 1961).

Nonostante un certo sdoganamento della sua figura avvenuto con gli studi scientifici dell’ultimo ventennio, rimane un problema rilevante nell’Italia attuale: Mazzini a scuola si legge e si studia pochissimo e la sua presenza nelle aule universitarie, fatte alcune eccezioni, è ancora meteorica. La mancata metabolizzazione di Mazzini e del suo pensiero da parte della cultura italiana dipende in parte da quei ritardi e in parte dal groviglio di triti luoghi comuni e superati pregiudizi che le culture politiche novecentesche (liberal-monarchica, nazionalista, fascista ma soprattutto marxista) hanno imposto sul personaggio.

In questa drammatica condizione la ricerca storiografica ha il compito di suggerire itinerari critici di riflessione che mantengano la giusta distanza dalle manipolazioni culturali precedenti. La modernizzazione ha ricordato agli italiani tutti i limiti e le debolezze del loro senso civico, portandoli a essere particolarmente attenti ai diritti e molto meno ai doveri: Mazzini aveva delineato un progetto di una comunità democratica fondata sul dovere e, da allora, le diverse generazioni italiane – fino all’attuale – hanno tutte, più o meno, richiamato tale necessità; venuta meno la Repubblica dei partiti, il senso del dovere è sopravvissuto in diversi settori della società italiana, come il volontariato, ma le difficoltà del suo radicamento appaiono sempre più crescenti.

Dal Centro Cooperativo Mazziniano “Pensiero e Azione”

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