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Vola Senigallia: “La Bandiera Lilla come reale pratica di inclusione sociale”

"Ha l’obiettivo di favorire il turismo delle persone disabili, con particolare attenzione alla disabilità motoria"

Bandiera Lilla

Vola Senigallia ha presentato insieme al resto dell’opposizione, una mozione per la adesione del Comune di Senigallia al Progetto Bandiera Lilla che ha l’obiettivo di favorire il turismo delle persone disabili, con particolare attenzione alla disabilità motoria. Il 2020 non è stato un anno facile per nessuno, tantomeno per le persone con disabilità e le loro famiglie.

Non è stato facile per le Amministrazioni, non lo è stato per le imprese, nè per i lavoratori, non lo è stato per gli anziani come per i giovani. Ma in quest’anno abbiamo anche visto la voglia di reagire da parte di molti, la voglia di sentirsi uniti per una società maggiormente inclusiva, capace di non lasciare indietro nessuno e, parlando di turismo, pensiamo anche capace di non “lasciare a casa nessuno” appena la situazione lo consentirà. Ed è proprio da questo spirito che vogliamo ripartire.

Uno degli scopi della Bandiera Lilla è quello di sfatare alcuni falsi miti sulla disabilità, dando vita a “buone prassi” per migliorare l’accoglienza delle persone disabili, che vorremmo fosse presa, anche come occasione da allargare a tutto il mondo della disabilità, non solo quella motoria. La nostra proposta è volta a fare in modo che, una volta acquisita la mitica “bandierina”, questa non rimanga solo un simbolo, da esporre come un fregio, attraverso il quale mettere a posto la coscienza collettiva, ma sia occasione per un profondo lavoro culturale sul concetto di “inclusione”.

Inclusione intesa come opportunità per tutte le persone disabili o fragili, di essere cittadini o turisti alla pari. Ciò non significa negare il fatto che ognuno è diverso e tantomeno negare la presenza di bisogni profondamente diversi tra le varie tipologie di disabilità, ma vuol dire spostare i focus di analisi e intervento, dalla persona al contesto, per individuare gli ostacoli e operare per la loro rimozione. Alcuni sforzi sono già stati fatti dalle precedenti amministrazioni. Ad esempio: sono state messe a disposizione di operatori balneari alcune sedie speciali, le Job, per agevolare la discesa in acqua di persone con disabilità motoria. Disabili motori che però, purtroppo, continueranno a non avere vita facile in spiaggia, senza idonee passerelle fino al bagnasciuga o fino agli ombrelloni, senza docce o spogliatoi accessibili, senza aree gioco fruibili anche da bambini disabili o altre piccole ma grandi accortezze, alcune davvero poco costose. Allargando poi il concetto ad altre tipologie di disabilità, come ad esempio la disabilità di tipo intellettivo, fino ad ora non considerata a livello turistico, si potrebbero proporre soluzioni di intrattenimento adeguate, che diano al tempo stesso un reale sollievo alle famiglie in cui è presente tale tipo di disabilità o altra disabilità plurima grave, durante le loro giornate di soggiorno nella nostra cittadina, magari attingendo dalle competenze e dalla capacità progettuale del Terzo Settore.

E così via, pensando ai bisogni speciali delle persone non vedenti, non udenti o autistiche, alla disabilità lieve o invisibile, al disagio psichico, ognuno nella sua propria diversità, potrebbero essere progettati servizi di accompagnamento turistico ad hoc, favorita la mobilità verso le bellezze ambientali che abbiamo più all’interno del nostro territorio. Potrebbero essere resi maggiormente accessibili cinema, teatri, musei, impianti sportivi e tanto, tanto altro ancora. Senza dimenticare il potenziale giovamento economico che tutto ciò porterebbe ad operatori turistici ed economici, considerando le possibilità di attingere a fondi economici europei per investimenti in infrastrutture, per l’abbattimento delle barriere architettoniche o per la promozione di progetti di accoglienza alle persone disabili. Fondi che presumibilmente saranno ulteriormente incentivati in un futuro molto prossimo. Insomma una città, in grado di mettere in piedi le cosiddette best practices, che diventino poi modelli per altre città, ma soprattutto che vadano a vantaggio non solo dei turisti disabili ma di tutte le persone/cittadini disabili e/o fragili e non, perché una società maggiormente inclusiva crea vantaggi anche per i cosiddetti normodotati, anche se molti non ne sono consapevoli. Anche da questo punto di vista, infatti, molto si può fare per incentivare la cultura della vera inclusione che è fatta soprattutto di relazioni e di legami tra persone, nella consapevolezza che, sentirsi legati come comunità, significa applicare il famoso concetto secondo il quale “se tu vinci anche io vinco”.

E’ evidente che ciò richiede, in primis da parte delle istituzioni, ma poi dalla popolazione, lo sforzo di acquisire un pensiero e un approccio mentale aperto al cambiamento e al superamento di un’ottica di intervento basata su obiettivi parziali, spesso non legati tra loro, es. interventi di tipo solo legale (es. superamento delle barriere come compito imposto dalla normativa) o solo economici (es. pensioni di invalidità, assegnazione risorse assistenziali a spot, senza un obiettivo progettuale) o solo….. o “solo”! Occorre impostare una nuova strategia, basata sui diritti umani di uguaglianza e di benessere, rispetto della dignità, non discriminazione, autodeterminazione e così via, coinvolgendo i diretti interessati nelle scelte. Tutte cose che implicano l’abbattimento delle barriere si, ma soprattutto mentali!! Ancora ampiamente diffuse e radicate. Quindi accogliamo e promuoviamo l’occasione della Bandiera Lilla, con l’impegno di far sì che essa non rappresenti solo un oggetto da “sventolare” su un ponte all’aria aperta, bensì un “volano” per una sorta di rovesciamento di paradigma: curare il territorio per curare o accogliere le persone, andando oltre l’abbattimento delle barriere fisiche.

Da LISTA CIVICA VOLA SENIGALLIA

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