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Covid-19 e scuola, parlano alcuni studenti senigalliesi: “Anche la nostra voce conta”

"Ci siamo sentiti invisibili agli occhi della politica e delle decisioni istituzionali. Non ci hanno ascoltato e continuano a non farlo"

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Scuola, aula scolastica

La scuola al tempo del Covid-19. A 24 ore dal ritorno in classe per gli studenti delle scuole superiori, abbiamo deciso di dar voce ad un collettivo di ragazzi che si firmano “La voce degli studenti” che denunciano le loro inquietudini e le loro preoccupazioni su come le istituzioni abbiano trattato questa delicata situazione. Le richieste sono legittime: più ascolto da parte delle istituzioni e maggiori tutele. Ne emerge uno spaccato intriso di preoccupazione che percepisce la scuola in maniera poco sicura. Doveroso sottolineare che, l’opinione che riportiamo, riguarda solo alcuni studenti che hanno deciso di manifestare il loro dissenso in merito alla gestione scuola e non l’intera comunità scolastica senigalliese. 

“In questo periodo di incertezza, di disorientamento e di grandi cambiamenti, noi studenti ci siamo sentiti invisibili agli occhi della politica e delle decisioni istituzionali. Non ci hanno ascoltato e continuano a non farlo, è arrivata l’ora di far sentire anche la nostra voce, di ricordare ai nostri ministri e a chi ricopre cariche pubbliche che noi ci siamo, siamo tanti, siamo attivi, uniti, motivati e delusi da questo sistema che non tutela noi studenti e sminuisce l’istruzione. Non siamo pedine da spostare all’occasione e vogliamo essere tutelati. Ci sono stati grandi errori decisionali che sono stati attuati in questo periodo d’ emergenza ed è ora di dire BASTA”

E ancora in merito ai trasporti:  “Vogliamo manifestare il nostro profondo dissenso. In primo luogo parliamo della decisione presa in questi ultimi giorni di riaprire gli istituti superiori. Veniamo tutti da comuni differenti dove la ‘situazione pandemia’ è diversa per ognuno, tra cui troviamo zone con una percentuale molto alta di contagi. L’affermazione “la scuola è uno spazio SICURO” risulta effimera se consideriamo che, per giungere negli edifici scolastici molti studenti devono assembrarsi in fermate e mezzi pubblici che non sono stati adeguatamente predisposti. Infatti i trasporti, indispensabili ai più per poter arrivare a scuola se non si è del posto, diventano la maggior parte delle volte luogo di stretta vicinanza tra le persone, dove è impossibile mantenere una distanza di sicurezza“.

Non mancano incognite nemmeno dal punto di vista strettamente didattico: “Dal punto di vista didattico, l’ultima proposta è stata quella della classe al 50% a giorni alterni, alcuni alunni (con criterio ancora da decidere) saranno in presenza con i professori mentre il restante della classe continuerà a seguire le lezioni online. È evidente come tale proposta non sia coerente ai fini dell’apprendimento, ma soltanto un’altra mossa di rilevanza politica e mediatica. Sottolineiamo anche il disagio che molti studenti stanno provando di fronte a tale situazione, risvolti psicologici importanti che non possono né essere subordinati ad interessi individuali, né passare attraverso l’indifferenza popolare. Hanno utilizzato una retorica vuota e attuato delle decisioni intrise tristemente di sola burocrazia. Ecco, siamo qui per dirvi che non siamo solo studenti, siamo ragazzi, che stanno vivendo una situazione difficile, che si stanno privando della completezza della didattica in presenza per il bene comune. No, non è svogliatezza, ma senso etico e civile. Vogliamo fare la cosa giusta. E in un momento di crisi globale, c’è bisogno di essere obbiettivi. C’è un disperato bisogno di risposte da parte di una classe politica che fino ad ora si è girata dall’altro lato e ha fatto finta di non sentire le nostre grida. C’è bisogno di un progetto funzionale, chiaro e preciso per poter riprendere in sicurezza la didattica in presenza”

E ancora: “Dobbiamo essere uniti nonostante la distanza che ci divide, ora più che mai. Il nostro sistema sanitario è messo a dura prova, ancora oggi; il personale resiste dopo mesi di mascherine, tute protettive, guanti e ore infinite di lavoro; l’economia del paese è in ginocchio, imprenditori e negozianti di vari settori si trovano sul lastrico, in preda alla disperazione; le problematiche e i disagi psicologici aumentano, soprattutto negli anziani e negli adolescenti. – e concludono –  Vogliamo mettere fine a tutto questo e tornare alle nostre vite, quelle che abbiamo lasciato a marzo dell’anno scorso. Per farlo abbiamo bisogno anche di questo, di sostituire momentaneamente la presenza con la didattica a distanza e limitare così i contagi, finché non ci saranno soluzioni pratiche e pertinenti per un rientro a scuola in sicurezza e in linea con il concetto primario di DIDATTICA. È l’ora del cambiamento. Oggi, in questo momento, hai il potere di decidere: vuoi rimanere passivo davanti ad uno Stato che sminuisce, non ascolta e non considera il bene comune? Oppure vuoi essere artefice della società di domani? Fate la vostra scelta“.

 

Commenti
Solo un commento
Mario2 2021-01-24 15:57:31
Strano, non ci sono i vostri amici piddini al governo? Non sono capaci di fare niente ma non si schiodano perchè hanno la verità on mano.
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