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Senigallia, è mancato Dino Volpini, padre dell’ex consigliere regionale e candidato sindaco Fabrizio

I funerali si terranno il 30 dicembre alle 10 nella chiesa della Maddalena di via Cavallotti di fianco alla casa di riposo.

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Lutto

Grave lutto per l’ex consigliere regionale e candidato sindaco di Senigallia Fabrizio Volpini. È mancato nella giornata del 28 dicembre il padre Dino Volpini, 90enne ospite nella casa di riposo Opera Pia Mastai Ferretti.

A darne notizia è stato proprio Fabrizio Volpini nella sua pagina Facebook: “Squilla il telefono di buon’ora, non mi allarmo, è un’abitudine consolidata, specialmente nell’ultimo anno. Sul display il numero registrato è quello di un caro collega, con il quale negli ultimi tempi ci sono stati stretti contatti professionali. Intuisco immediatamente, Dino non ce l’ha fatta. Dal telefono la conferma“.

Tantissimi i messaggi di cordoglio arrivati al noto e stimato medico, in prima linea in questo periodo proprio per combattere quello stesso virus che purtroppo è stato fatale all’amato padre.  Nella giornata del 29 dicembre il medico ha voluto dedicare al padre scomparso un lungo e commovente messaggio di cordoglio: “Ieri mattina un’onda, inevitabile come sa essere la vita, ha fatto cedere la mia roccia, l’unica che era ancora lì da quando ho memoria di me. Forse avrei dovuto scrivere il mio muro portante – quelli di una volta, fatti di solidi mattoni – visto che sto parlando di un uomo che faceva il muratore. Ma la sostanza non cambia. Si chiamava Dino, era di Scapezzano e aveva novanta anni. Era mio padre. Quel lavoro duro e ingegnoso gli piaceva, perché era un po’ il riflesso del suo carattere: burbero e fantasioso. E come quegli uomini a cui il destino ha dato in sorte il tempo di vederne tante, mio padre ha avuto più di una vita.
Quella di un’infanzia modesta, della guerra vissuta da adolescente, del lavoro iniziato da ragazzo al tempo della ricostruzione. Quella del marito e del padre, dei figli che crescono potendo, grazie ai suoi sforzi, scegliere la loro strada. Quella che è seguita alla perdita di mia madre, troppo presto, proprio quando avrebbero meritato di invecchiare insieme. Era quindici anni fa e lui, in pensione e rimasto solo, ha reagito anche a questa nuova fase della vita con il suo carattere tenace ed estroso, come sempre: si è messo a ballare e ha continuato a vivere, ostinatamente e intensamente, ogni giorno. Era un uomo che aveva le sue convinzioni, mio padre, piccole e grandi. Come l’idea che le caramelle alla menta di cui era goloso gli facessero bene. O come quando, ottantacinquenne, decise (non era il tipo da farsi imporre le cose, penso si sia capito) che avrebbe passato i suoi ultimi anni non da solo in casa, ma in una comunità, scegliendo di vivere all’Opera Pia Mastai Ferretti. Lì, in questo ultimo anno segnato dal Covid e dai miei timori da medico per la sua fragilità da novantenne (spero non mi stia sentendo…), sono stato con lui ancora più spesso: è stato un regalo, come solo il tempo riacquistato da un figlio verso il padre può esserlo. Un regalo dello stesso destino che ora mi fa scrivere queste righe per ricordarlo.  ‘A differenza delle altre malattie la vita è sempre mortale’, scriveva Italo Svevo. Né un figlio medico, né le caramelle alla menta, possono farci niente. Ciao babbo“.

I funerali si terranno il 30 dicembre alle 10 nella chiesa della Maddalena di via Cavallotti di fianco alla casa di riposo.

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