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“Il Comitato per la difesa dell’ospedale non abdica al suo ruolo di informatore cittadino”

"Lavorato per tre anni a lottare contro il depauperamento del nostro Ospedale spendendo i nostri nomi e le nostre facce"

Marinelli Sisto - Restauri, protezione e colore in edilizia
Ospedale Senigallia

Il Comitato per la difesa dell’ospedale, supponente per definizione secondo un ex  illustre amministratore (definizione giusta per altro in quanto abbiamo sempre supposto che il nostro ospedale sia, stato per anni di divorato foglia a foglia, eccellenza per eccellenza, come un carciofo dai sedicenti piani regionali sanitari, piani chiari agli algoritmi cerisciolini che si sono poi rivelati chiarissimi a noi miseri sudditi in occasione del primo contagio epidemico ed ancor più nella attuale seconda ondata) ha l’onore e l’onere di aver senza dubbio lavorato per tre anni a lottare contro il depauperamento del nostro Ospedale spendendo i nostri nomi e le nostre facce, assumendoci piena responsabilità di quanto denunciavamo ed abbiamo ottenuto risultati importanti come lo sdoganamento della nuova Risonanza Magnetica che si era rifugiata non si sa dove perchè illuminati dirigenti non le avevano trovato adeguato collocamento.

Ma è bastato chiamare tre volte Striscia la Notizia per farla sistemare.

Noi del comitato da bravi e diligenti cittadini ossequienti alla legge abbiamo presentato per questa eccellenza un esposto alla Corte dei Conti per un possibile spreco di denaro pubblico (un macchinario costato migliaia di euro e lasciato per anni inutilizzato, esposto accolto dalla Corte e vedremo se i supponenti avevano ragione).

Poi con un altro esposto abbiamo bissato e l’occasione è arrivata con la denuncia a fine maggio dei medici ospedalieri del Pronto Soccorso e della nostra Rianimazione non a norma, giudizio confermato dagli organi competenti, che ci risulta che sia ancora tale perchè il nuovo sindaco non ha ricevuto la bacchetta magica dal vecchio sindaco che, nella fretta di traslocare al consiglio regionale, si è dimenticato di consegnarla.

Il nuovo sindaco, avvocato Massimo Olivetti, si è caricato del pesante onere di rimediare alla miseranda situazione in cui si trova il nostro nosocomio, avete letto bene: il nuovo sindaco è stato per tre anni a lottare con noi ma da uomo onesto rispettoso delle leggi e della prassi ha saputo bene fare il suo dovere e si e dimesso dal Comitato.

Noi siamo rimasti a lottare per la rinascita del nostro ospedale e benchè alcuni cittadini, forse nostalgici o forse poco avvertiti, ci accusino di essere schierati politicamente con la nuova amministrazione ribadiamo che perseguiremo il nostro scopo e non siamo disposti a fare sconti a nessuno finchè non avremo un Ospedale degno della seconda città della Provincia, famoso centro turistico e polo di attrazione per tutta la stessa Provincia.

Le nostre richieste riguardano prima di tutto una sacrosanta autonomia gestionale dei servizi e un vero e consistente rafforzamento del personale infermieristico e medico.

Vorremmo riavere i nove primariati esistenti prima dello scippo perpetrato a nostro danno ma a favore di altre note città vicine che non nomino per non scadere nel campanilismo; vogliamo poter avere disturbi alla gola ed alle orecchie o incidenti agli occhi anche nei giorni festivi e prefestivi perchè ora non abbiamo né Otorino né Oculista in tali giorni, vogliamo poter sottoporci a radiografie anche di notte e non rimanere a storcerci dal dolore fino al mattino; vogliamo stare male sicuri che poi ci sono le guardie mediche interdivisionali.

Agogniamo ad una sanità di prossimità che nell’era Mangialardi, Volpini e Ceriscioli significava filare, zitti e mosca, a Jesi o a Fabriano; vogliamo fare, in caso di necessità, la Gastroscopia non ad Ascoli Piceno alle ore 08 del mattino; vorremmo indietro le nuove comode ( carrozzine ideali per assistere persone anziane o disabili con problemi di mobilità) ordinate per Senigallia ed arraffate dall’ospedale di Jesi, perchè a decidere le spese anche per Senigallia sono i dirigenti iesini, cosi potremo restituire quelle vecchie che ci hanno mandato al posto delle nuove.

Come vedete vi abbiamo aperto un piccolo squarcio sulle problematiche che ci tengono vigili ed attenti per la soluzione delle quali non indietreggiamo di un passo e non siamo disposti ad abbandonare la presa, metaforica si intende, ai polpacci di chi ha responsabilità in merito, fosse anche il nostro più caro amico.

A questo proposito abbiamo detto chiaro e tondo che faremo, se fosse il caso, le pulci anche al nostro ex compagno di strada, avv. Massimo Olivetti, anzi a lui i polpacci li rosicheremmo ancor di più di quanto facemmo con gli amministratori precedenti.

da Comitato Difesa Ospedale di Senigallia

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